FCA la vendita di Magneti Marelli un grave errore per Prodi

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Prodi non nasconde il suo stupore nell'apprendere che dei 5,8 miliardi di euro ricavati dalla vendita, due di essi saranno versati nelle tasche degli azionisti.

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Vendita di Magneti Marelli, Prodi critico

Continuano a far discutere le parole di Romano Prodi, ex premier ed ex presidente della Commissione europea, poco tenere nei confronti delle decisioni più recenti assunte dalla dirigenza Fca. E c'è soprattutto un passaggio della sua lunga analisi che non va giù al professore bolognese: la cessione di Magneti Marelli, adesso nelle mani dei giapponesi di Calsonic Kansei.

E non si tratta di una valutazione di tipo economico - il passaggio di mano è costato 5,8 miliardi di euro - e né di impatto lavorativo, considerando che l'azienda impegna circa 50.000 dipendenti nel suo complesso. Il punto centrale, osserva Prodi, è il segnale lanciato dall'industria italiana.

Vendita di Magneti Marelli, Prodi critico con Fca

L'ex presidente del Consiglio ha scelto le colonne del Messaggero per criticare alcune decisioni recenti di Fiat Chrysler Automobiles. A suo dire, sembra che il destino si accanisca contro le imprese italiane del settore perché, nelle stesse ore in cui uscivano le non esaltanti statistiche richiamate in precedenza, veniva definitivamente firmata da parte di Fca la vendita a un gruppo giapponese del più grande e illustre produttore italiano di componenti: la Magneti Marelli.

Ed entrando nei dettagli di questo passaggio di consegne, Prodi non nasconde il suo stupore nell'apprendere che dei 5,8 miliardi di euro ricavati dalla vendita, due di essi saranno versati direttamente nelle tasche degli azionisti.

Intendiamoci: è tutto corretto e tutto legittimo. Tuttavia, fa presente il professore, già presidente dell'Iri, non è il segnale di una strategia dedicata a fare assumere alla Fiat Chrysler un ruolo di leadership nella produzione dell'auto del futuro, dove i concorrenti spendono somme infinitamente superiori nella ricerca e nello sviluppo dedicati all'innovazione. Nell'editoriale pubblicato sul Messaggero, rileva anche che per completare la contabilità sulla destinazione delle risorse derivanti dalla vendita della Magneti Marelli, Fiat Chrysler si è impegnata a versare 2 miliardi di dollari alla Tesla.

La conclusione è allora paradossale: solo una parte minore delle risorse ricavate dalla vendita della Magneti Marelli potrà essere dedicata alla ricerca del nuovo.

Auto, settore cruciale per l'industria italiana

Eppure quello dell'auto è un settore che rimane fondamentale per il futuro dell'industria italiana. Da qui lo scoramento di Romano Prodi nello scoprire che la quota dell'unico produttore parzialmente italiano ha perso di peso, attestandosi a circa un quarto del mercato interno, con auto che vengono prodotte in parte sempre più rilevante da fabbriche localizzate in Paesi stranieri. E soprattutto che gli altri tre grandi brand ben collocati nel mercato italiano - Renault, Psa e Volkswagen - hanno accresciuto la propria presenza.

I risultati migliori sono stati registrai dai produttori di componenti, tra cui quella Magneti Marelli adesso passata in mani giapponesi. La conclusione è presto detta: si parla di crescita e occupazione ma non ci si cura di preparare gli strumenti con i quali possano essere messe in atto.

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