Inquinamento: smog provoca 90mila morti. Italia peggiore in Europa serve strategia nazionale

Prevenzione, limiti più severi, energie green e investimenti per un’agricoltura sostenibile sono alcuni punti che compongono il decalogo per una nuova strategia nazionale per combattere l’inquinamento

Inquinamento: smog provoca 90mila morti.

Smog in Italia situazione inquinamento


Ormai è chiaro che l’unica battaglia che vale la pena combattere, pena l’estinzione del genere umano e dell’intero ecosistema terrestre, è quella ambientale. Tutti ormai sanno che il ritmo e le modalità dello sviluppo con il quale l’umanità sta viaggiando porteranno a schiantarsi contro un muro. E saranno dolori veri perché tornare indietro, quando ormai anche le residue chance di rimettere le cose a posto attraverso un’economia sostenibile saranno state bruciate, risulterà impresa impossibile.

Qualcuno fa ancora finta di non vedere e il dibattito è ancora fuorviato dagli scontri e dalle polemiche sollevate da chi, in diversi campi, sostiene ancora che i mutamenti climatici dovuti all’effetto serra e quindi all’inquinamento che sta rendendo sempre più estreme le condizioni di vita sulla Terra, siano solo favole. I dati dell’inquinamento che riguardano l’Italia sembrano il bilancio di una guerra. Lo smog nelle metropoli provoca circa novantamila morti all’anno. E come spesso accade l’Italia veste ka maglia nera classificandosi come tra i peggiori in Europa.

La situazione è analoga anche nel resto del mondo visto che ogni anno sono milioni le persone che muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico. Numeri drammatici che dovrebbero spingere i vari Stati ad adottare una strategia nazionale efficace. I tempi, però sono molto ristretti.

Inquinamento: smog provoca 90mila morti serve strategia nazionale

È come se l’Italia venisse colpita ogni anno da un’epidemia. Che porta un nome ben definito: sempre lo stesso: inquinamento. Abbiamo già detto che lo smog provoca 90mila morti ogni anno. Un piccolo esercito che muore sotto i colpi dell’inquinamento. È necessario, quindi, che anche l’Italia si doti di una strategia nazionale in grado di dare risposte celeri ed efficaci a queste emergenze. E questa potrebbe assumere le sembianze del decalogo presentato in queste ore al Senato della Repubblica. Dieci i punti che devono costituire l’architrave per la nuova strategia nazionale rivolta alla qualità dell’aria.

  1. Istituzione di limiti più severi per le emissioni di zolfo e composti organici volatili.
  2. Riduzione degli inquinanti.
  3. Prevenzione.
  4. Riduzione del numero delle auto private, portando la media delle autovetture a meno di una ogni due abitanti.
  5. Riduzione emissioni di ammoniaca dall'agricoltura, quindi azoto nei terreni, mangimi speciali che riducano la produzione del metano dagli allevamenti.
  6. Investire sul trasporto pubblico urbano di nuova generazione.
  7. Necessità di una strategia nazionale per la qualità dell’aria.
  8. Rinnovo degli impianti di riscaldamento con tecnologie green.
  9. Migliore gestione delle biomasse, agenti molto inquinanti.
  10. Aumento dei mezzi elettrici e ibridi.

L’Italia ha provato a fare la sua parte e negli ultimi quaranta anni molti passi in avanti sono stati fatti. Ma non basta visto che l’Italia resta il paese con l’aria più inquinata in Europa. Triste primato con i suoi millecinquecento decessi per milione di abitanti rispetto ai 1.100 in Germania, agli ottocento in Francia e Regno unito, e ai seicento che si registrano in Spagna.

Inquinamento Italia peggiore in Europa

Gli sforzi dell’Italia per il miglioramento dell’aria delle proprie città e non solo, sono evidenti. Negli ultimi quaranta anni i passi in avanti sono stati notevoli anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, ai regolamenti più efficaci messi in campo dalle varie amministrazioni, a un mix energetico migliore e ai carburanti sempre più green

 Ma di certo non basta visto che, anche secondo i dati più recenti, per quanto riguarda l’inquinamento l’Italia resta maglia nera e non tiene il passo con i principali competitors europei che sono riusciti ad ottenere risultati molto migliori. Nel Belpaese la situazione è preoccupante non solo nella Pianura Padana ma anche l’area metropolitana di Roma, quella di Napoli, la Puglia, la costa sud est della Sicilia rappresentano delle emergenze non di poco conto.