Auto e aria condizionata, la verità su consumi e efficienza auto non scontati. Cosa stare davvero attenti

Quanto costa e quanto fa consumare in più tenere accesa l’aria condizionata in macchina e sistemi per usarla la meglio cosa c’è da sapere

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L'aria condizionata in auto condiziona diversi parametri tra cui i consumi, ma non solo anche alcuni parametri. E per questo bisogna stare davvero attenti e seguire alcuni consigli e suggerimenti che si possono rivelare preziosi così come per altri elementi dell'auto.

Mettersi in macchina quando il caldo è afoso e accendere l’aria condizionata per refrigerarsi. E’ questa l’abitudine della maggior parte degli automobilisti, molti dei quali lasciano proprio i condizionatori dell’auto già accesi per entrarci e sentire già l’aria fredda non appena messa in moto la macchina. Ma quanto fa consumare in più all’auto accendere l’aria condizionata? E qual è il modo migliore di usarla?

Aria condizionata in auto: quanto consuma

Partiamo col dire che non esiste un valore assoluto di consumo della vettura con o senza aria condizionata accesa perché tutto, chiaramente, dipende dal tipo di auto che si guida, se tradizionale, elettrica o ibrida. Ciò che si sa è che la potenza necessaria per portare a regime il compressore del sistema di condizionamento dell'aria di un veicolo è equivalente a quella necessaria per muovere una piccola auto alla velocità costante di 56 km/h. Da alcuni calcoli effettuati è emerso che in base alle medie di percorrenza e consumi annui nel paese, negli Usa ogni veicolo consuma circa 235 litri di carburante per far funzionare il solo sistema di condizionamento dell'aria, cui aggiungere i 12,7 litri derivati dal peso dei componenti stessi.

E considerando l’uso crescente dell’aria condizionata in auto, il nuovo regolamento statunitense (Supplemental Federal Test Procedure o SFTP) prevede ne prevede l’impiego nei test di controllo delle emissioni. Per i consumi diretti, la statunitense NREL (National Renewable Energy Laboratory) ha calcolato un impatto ancora maggiore sulle auto elettriche, e infatti un sistema di condizionamento al massimo (picco di 3000 W richieste) riduce l'autonomia della stessa vettura su strada del ben il 36%.

Inoltre, uno studio di ricercatori dell’Università di Singapore del 2014 ha parlato di un aumento di carburanti fino al 30% nei casi di aria condizionata accesa in macchina. Per l’International Journal of Scientific & Engineering Research l’uso del condizionatore fa percorrere da 1,5 a 2,5 chilometri in meno per litro di carburante. Per quanto riguarda i costi, sempre secondo NREL, tenere il climatizzatore acceso sempre può far consumare in un anno 235 litri di carburante in più, per un’efficienza a litro che scende di 0,4 chilometri e si tratta di ulteriori costi che vanno ad aggiungersi a quelli che gli automobilisti sono già costretti a sostenere.

Aria condizionata: come si può usare al meglio

Se, da una parte, dunque, è vero che l’aria condizionata in macchina rappresenta una comodità e nelle situazioni di gran caldo mette decisamente a suo agio il guidatore che è costretto a star dentro l’auto, è anche vero, dall’altra parte, che si tratta di un’abitudine costosa, quella di tenere sempre l’aria condizionata in macchina accesa, ma esistono dei sistemi per ridurre i consumi derivati dall'uso dell'aria condizionate. Basterebbe, per esempio, accenderla al minimo giusto per refrigerare l’aria interna alla vettura, nel frattempo mantenendo una velocità di guida relativamente bassa, per poi aumentarla una volta diventata fresca l’aria e spenta l’aria. Questo permetterebbe di abbassare i consumi di carburanti dell’auto e nello stesso tempo di garantire salute e benessere a guidatore ed eventuali passeggeri. Non dimentichiamo, infatti, che tenere sempre in macchina l’aria condizionata on fa bene e rischia di far venire anche piccoli malanni.

Tra gli altri sistemi per usare al meglio l’aria condizionata, anche lo studio attuale di un materiale con cui si realizzano i parabrezza, principale porta d'ingresso per il caldo nell'abitacolo insieme ai finestrini. Sono stati testati, infatti, diversi parabrezza e il più efficace pare sia un nuovo modello della Sungate, realizzato a più strati e con un sottile rivestimento tra quello esterno e quello interno capace di riflettere le radiazioni infrarosse.

Gomme consigli e controlli. Situazione pericolosa

Il suggerimento in vista doppio viaggio di andata e ritorno per le vacanze estive è di rivolgersi a gommisti per far verificare lo stato delle gomme della propria auto, non solo in relazione alla pressione. Lesioni, tagli, rigonfiamenti sui fianchi o sul battistrada non sono infatti visibile a un controllo distratto e quando si tratta di sicurezza è meglio non tralasciare alcun dettaglio. Senza contare che consumi irregolari possono essere ricondotti ad anomalie meccaniche legati alle gomme, come l'equilibratura imperfetta delle ruote, l'irregolarità di frenata, l'inefficienza delle sospensioni e la non corretta geometria del veicolo. I produttori danno le proprie raccomandazioni in fatto di pressione degli pneumatici che si basano sulle proprietà di manovrabilità e comfort di guida.

Come fanno notare gli esperti, i modelli più recenti di auto sono ben equipaggiati con il Tpms (Tyre pressure monitoring system) ovvero il sistema di controllo di pressione degli pneumatici. Quando scende scatta l'allarme. In caso contrario ovvero se la vettura non è equipaggiata con questa tecnologia, è indispensabile controllare la pressione delle gomme ogni tre settimane. Ma secondo i risultati dell'indagine di Nokian Tyres, la maggior parte degli automobilisti tuttavia non controlla che saltuariamente la pressione dei propri pneumatici. Lo studio rivela anche che almeno un quarto degli automobilisti europei controlla la pressione degli pneumatici prima di affrontare un viaggio più lungo.

Questo è comunque il periodo dei controlli della Polizia Stradale nell'ambito del progetto Vacanze Sicure. Come emerge dai dati diffusi, una vettura su quattro è risultata non conforme alle norme di sicurezza e omologazione, a dimostrazione di come si tratti di un aspetto trascurato. A sorprendere è però il trend in crescita, considerando che non è a norma il 24,72% delle auto rispetto al 17,9% di un anno fa. Si ricorda ad esempio che il battistrada dei pneumatici degli autoveicoli non può essere inferiore a 1,6 millimetri, così come da Codice della strada. In quanti possono già da ora afferma con certezza di essere in regola con le disposizioni?

Come spiegato dal direttore di Assogomma Fabio Bertolotti, il fenomeno dei pneumatico lisci è assai pericoloso anche nel periodo estivo, caratterizzato sempre più da rovesci di natura quasi tropicale, che riversano sulle strade grandi quantità di pioggia in brevissimo tempo, aumentando notevolmente il rischio di aquaplaning. Un'auto con gomme lisce può raddoppiare lo spazio di frenata rispetto alla medesima vettura con gomme in buono stato. Una differenza in termini di metri che è spesso la prima causa di un incidente. In questo contesto fanno riflettere i casi di gomme contraffatte spacciate come originali nel logo, nella marca e nelle caratteristiche tecniche di base. Eppure, solo per fare un esempio, le gomme invernali non presentano quasi mai i requisiti strutturali e prestazionali tali da garantire la sicurezza in condizioni di aderenza limitata.