Auto diesel euro 6 e altre chi potrà circolare di più e far durare di più vecchie auto

Trovare la giunta combinazione tra vettura scelta e alimentazione può così non essere così facile e immediato. Ecco cosa sta succedendo e c'è da sapere.

Auto diesel euro 6 e altre chi potrà cir

Euro 6: non sono tutti uguali


Quali tra i vari diesel potrà durare di più a lungo e chi potrà circolare maggiormente è importante visto gli stop che man mano si stanno attuando. E poi le i sistemi e metodi per aumentare la durata, in termine di omologazione e validità per legge, dei vecchi diesel.
 

Tempo di grandi cambiamenti nel mercato automobilistico italiano perché mese dopo mese il diesel sta perdendo quote. Ci sono le amministrazioni regionali e comunali che varano misure per il contenimento del livello di emissioni e ci sono gli automobilisti che stanno perdendo la convenienza nella scelta dei mezzi alimentati a gasolio. La differenza di prezzo nel rifornimento rispetto alla benzina si è decisamente ridotta. E le prospettive per questo tipo di auto non sono affatto incoraggianti, considerando ce i limiti da rispettare in base alle orme attuali sono gli stessi della classe antinquinamento Euro 6, ma con i nuovi metodi di misurazione introdotti dall'Unione europea sono più difficili da rispettare. Resta quindi da capire quali modelli e marche potranno circolare più a lungo e di conseguenza a chi conviene cambiare auto. Perché il momento, prima o dopo, arriverà per tutti i possessori di un veicolo a diesel.

Euro 6: non sono tutti uguali

La prima distinzione da fare è tra le diversi varianti di Euro 6. E non si tratta di differenze di poco conto perché alcuni di questi modelli sono finiti nel mirino dell'Unione europea e dunque dei primi cittadini alle prese con limitazioni sempre più frequenti alla circolazione delle auto per non incorrere in procedure di infrazione. Più nello specifico, le sottoclassi della classe Euro 6 sono A, B e C ovvero quelli realizzati prima che scoppiasse lo scandalo del dieselgate; D-Temp con tolleranza 110% e D con tolleranza 50%. Non sono sottigliezze, ma differenze di sostanza poiché la vicenda dieselgate ha messo alla luce come le emissioni nocive siano molto maggiori rispetto a quanto rilevato dai test di laboratorio. Da qui la decisione di proporre nuovi test su strada con limiti da rispettare più rigorosi. Di conseguenza sulla classe antinquinamento attuale si pone l'esigenza di effettuare le necessarie distinzioni.

A chi conviene cambiare auto

Arrivati allora a questo punto diventa fondamentale sapere se acquistando un'auto Euro 6 si potrà circolare a lungo oppure si presenteranno le condizioni per cui un cambio di vettura, magari con la scelta di un modello ecologico, diventerà pressoché inevitabile. Non si tratta però di un'operazione semplice, per almeno due ragioni. Innanzitutto senza l'affiancamento di un esperto è pressoché impossibile riuscire a distingue le differenze. E poi non è affatto detto che lo stesso modello di auto desiderata sia disponibile in tutte le sottocategorie Euro 6. Tanto per intenderci, la variante D è quella più rara. Trovare la giunta combinazione tra vettura scelta e alimentazione può così non essere così facile e immediato. I dati del mercato automobilistico raccontano la presenza in Italia di molti Euro 6B in vendita e la non sempre impeccabile trasparenza del venditori nello specificarne la sottocategoria di appartenenza.

E occorre quindi fare i conti con i costi delle Euro 6 D più elevati per via dell'implementazione del catalizzatore selettivo. Insomma, la domanda a cui cercare una risposta personale è la seguente: meglio risparmiare sul prezzo e sui consumi o usare l'auto più a lungo e rivenderla poi a condizioni più favorevoli rispetto alle Euro 6 A, B o C?

Doppia alimentazione diesel e gpl per superare il blocco auto

Al di là dei cambiamenti per un futuro più o meno lontano, come riuscire ad aggirare i sempre più frequenti blocchi alla circolazione delle auto diesel? Perché poi quando c'è da lanciare una crociata, si colpisce indistintamente, senza fare troppe distinzioni. Il crollo delle vendite delle vetture alimentate a gasolio è la dimostrazione più chiara. Ma poi manca una solida e affidabile alternativa ecologica ma con prestazioni adeguate soprattutto per chi è alle prese con auto di grossa cilindrata o veicoli industriali. Mancherebbe perché in realtà una soluzione ci sarebbe ovvero quella della doppia alimentazione diesel e gpl, spesso però proposta sottotraccia nella fase di vendita.

Ma non è una strada percorribile solo con la vendita perché è comunque possibile montare il kit per la doppia alimentazione, al contrario della trasformazione di veicolo diesel euro 3 in euro 5. Si tratta della più comoda via d'uscita per evitare i continui blocchi auto con motori diesel euro 3 nelle città del nord Italia. Le regole stabilite nel Nuovo accordo per la qualità dell'aria nel bacino padano, elaborato dalle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto insieme al Ministero dell'Ambiente, parlano chiaro, ma non chiarissimo. Perché è vero che viene accesso un luminoso semaforo rosso alla circolazione di vetture con motorizzazioni benzina e diesel più datate.

Ma allo stesso tempo ciascuna città prevede disposizioni differenti sui permessi alle auto con doppia alimentazione. A ogni modo, la questione è salita al centro dell'attenzione anche per via dell'omologazione ottenuta da PowerJetLPI, azienda italiana che ha sviluppato un sistema con cui trasformare le auto con motore diesel in vetture con doppia alimentazione diesel-Gpl. Come spiegato dall'amministratore delegato Giuseppe Corricelli a Virgilio Motori, i veicoli così trasformati sono in grado di abbattere le emissioni fino al 60% del particolato e questo si traduce anche in minori costi di gestione. E occorre poi mettere in conto l'aumento delle autonomie con la presenza di due serbatoi.

A suo dire occorre essere chiari per non fare solo business: su un'auto di piccola cilindrata - spiega - non è un'operazione conveniente, al di sotto dei 1800 di cilindrata non trasformano e non omologano perché si fanno pochi chilometri e perché investire in omologazioni per auto che fanno pochi chilometri non conviene.