Auto elettrica: dominano Tesla e le cinesi. Le novità del 2018

Tesla domina il 217 tra le auto elettriche, ma la concorrenza cinese è forte ma ora anche altre auto si fanno sotto e sono molto interessanti

Auto elettrica: dominano Tesla e le cine

Tesla, nuova concorrente la Weltmeister EX5 cinese


E' un mercato in fermento quello delle auto elettriche: a farla da padrone sono Tesla e le case cinesi. Nonostante ciò Tesla sembra non stia passando un buon momento, soprattutto le sue azioni vengono consigliate sempre meno. Vediamo lo stato del mercato e il futuro dell'auto ecologica.

Se il mercato cinese è quello più fertile per le auto elettriche allora è inevitabile che nel campo della produzione cerchi di recitare una parte da protagonista. Ma tra le tante realtà che hanno visto la luce in questi anni nel territorio cinese, nessuna è stata finora in grado di fare una vera concorrenza, sotto il profilo del design e delle prestazioni ovvero della bellezza, ai veicoli a firma Tesla. A cercare adesso di ritagliarsi una fetta di mercato più consistente è adesso la Weltermeister. Stiamo parlando di un'azienda guida da quel Freeman Shen già a capo della Geely ai tempi del rilevamento di Volvo. In vetrina mette adesso il Suv EX5 a trazione elettrica. I tempi sono piuttosto imminenti perché il veicolo è destinato a finire sul mercato entro la prima metà del prossimo anno. Resta poi da scoprire se riuscirà (o se vorrà) trovare spazio anche al di là dei confini nazionali.

La nuova Tesla Roadster per dominare il mercato

Difficile iniziare a capire da dove iniziare per descrivere la nuova Tesla Roadster perché i punti di forza sono tantissimi. Si comincia dall'autonomia, da sempre il nervo scoperto delle auto elettriche, che dovrebbe raggiungere 1.000 km di percorrenza grazie alla batteria da 200 kWh, per arrivare alla velocità massima dichiarata superiore ai 400 chilometri orari, fino ad arrivare all'impressionante accelerazione da 0 a 100 chilometri orari in 1,9 secondi che offre a bordo quella sensazione di spiccare il volo. Tutto sa di record nella nuova vettura sportiva ed elettrica realizzata dal visionario Elon Musk. Anche il costo, considerando che l'impegno minimo di spesa richiesto agli utenti è di 200.000 dollari con prenotazioni necessarie dietro la presentazione di un robusto assegno di 50.000 dollari. Insomma, un'auto elettrica non per il pubblico generalista.

Insomma, dinanzi a prestazione di questo tipo e aspettando il 2020 per poter salire a bordo, è innegabile come la nuova generazione di Tesla Roadster abbia fissato nuovi standard per il comparto delle supercar. Quattro posti, performance entusiasmanti, design irresistibile e tre motori elettrici - uno all'anteriore, gli altri agganciati all'asse posteriore per assicurare la trazione integrale - fanno della vettura presentata in California il prossimo oggetto da inserire nella lista dei desideri. Perché in una vettura di serie nessuna aveva osato tanto. L'effetto wow c'è stato ed è destinato a durare ancora per un bel po'. Almeno fino a quando Elon Musk sarà in grado di meravigliare ancora. Impresa possibile? Sì, perché nessuno aveva messo in conto la realizzazione e la successiva presentazione in tempi record di questa nuova incarnazione della Roadster di Tesla.

Weltmeister EX5 vs Tesla Model X

Almeno a livello concettuale, Weltmeister EX5 cinese si pone come avversaria della Tesla Model X statunitense. Le caratteristiche tecniche dei due veicoli sono accostabili sono fino a un certo punto, ma resta il dato di fatto della vivacità dei produttori cinesi anche nel comparto delle auto elettriche. Weltmeister EX5, pronta a posizione su una fascia di prezzo bassa (al cambio meno di 40.000 euro e dunque a un costo decisamente inferiore rispetto alla media dell'impegno di spesa richiesto per portare a casa una Tesla), sarà presto affiancata da una già annunciata supersportiva. E anche in questo caso, scelta del modello e tempistiche non sono affatto casuali. L'auto andrà infatti a rivaleggiare con la concorrente Tesla Roadster. Volendo spingere lo sguardo anche oltre l'orizzonte culturale del 2018, annunciano tre nuovi veicoli elettrici entro il 2020.

The Phoenix, auto elettrica con rifiuti

Si tratta di uno di quei record in grado di catturare l'attenzione perché unisce l'utile e il dilettevole, le prestazioni e la cura dell'ambiente in una società basata sui consumi. L'auto The Phoenix (la fenice, secondo una denominazione indovinata) è realizzata quasi totalmente con rifiuti elettronici, riuscendo così a scalzare dal gradino più nobile del podio la ben nota Tesla Model S. E, si badi bene, non si tratta di un modello pensato solo per essere ammirato. Perché questa auto funziona alla perfezione e circola lungo le strade, come dimostrato dai circa 1.600 chilometri (990 miglia rispetto alle 670 miglia della Tesla) percorsi con una singola carica. E si tratta evidentemente di un settore in crescita, considerando l'enorme quantità di rifiuti elettronici prodotti ogni anno per via dell'alto tasso di ricambio dei dispositivi elettronici.

Il bello di The Phoenix, costruita in poco più di un mese, è proprio la cura nella realizzazione: motore, batteria e telaio sono quasi completamente realizzati con rifiuti elettronici. L'auto è stata montata pezzo dopo pezzo sua una Bmw 528i del 1997. Dal punto di vista tecnico, il veicolo è alimentato da un motore AC-50 e porta con sé batterie agli ioni di litio da 165 kWh.

E siccome stiamo parlando di record, non poteva mancare la certificazione ufficiale del Guinness Book of World Records, i cui giudici sono stati in California per assegnare il riconoscimento. Più che di miracolo, è lecito parlare di creatività e abilità, considerano che, come ricordato da Eric Lundgren, discusso amministratore delegato dalla IT Asset Parteners, o scheletro dell'auto su cui è stata costruita The Phoenix , è stata letteralmente recuperata tra i rifiuti. A sorprendere è anche il costo piuttosto modello dell'operazione, circa 14.000 dollari

Ma c'è anche la Nissan

Due colpi in uno: da una parte quello di favorire la diffusione delle sue auto elettrica Nissan Leaf e Nissan Note e-POWER, dall'altra quella di promuovere la mobilità condivisa. Arriva dal Giappone (lo farà dalla metà del prossimo mese di gennaio) la proposta e-share mobi che si basa su un principio molto semplice e differente da quelli fin qui conosciuti. L'automobilista paga solo l'utilizzo effettivo della vettura ovvero il consumo. Nessuna tariffa mensile fissa per intenderci. 

L'Italia per ora deve "accontentarsi" della nuova generazione della Leaf di Nissan che, ricordiamo, è l'auto 100% elettrica più venduta al mondo. Il produttore giapponese ha raggiunto una intesa con Enel, grazie a cui chi acquisterà la nuova Leaf riceverà due anni di ricarica gratis nelle colonnine pubbliche e il kit per la ricarica nella propria abitazione.  Si tratta senza ombra di dubbio di una interessante forma di incentivo all'utilizzo delle auto elettriche che va al di là dei tradizionali sconti per l'acquisto.

Ed è un grande successo proprio per la Nissan Leaf con 10mila ordini, dopo la presentazione ad Ottobre, in tutta Europa e che arriverà a Febbraio nelle concessionarie italiane da provare e poter così verificare e toccare con mano l'auto elettrica che al momento, come scritto, è la più venduto in assoluta.
E gli ordini vanno così bene che la società giappine ha dato il via all'aumentod ella produzione, in modo particolare nello stabilimento inglese, il principale che servirà le nazioni Ue.

Una singola ricarica della Nissan Leaf sarà di 378 Km e come caratteristiche tecniche ha alcune innovazioni interessanti come e-Pedal che permette attraverso il solo pedale dell'acceleratore di gestire il veicolo interamente ed è presenta nel modello base senza ulteriori costi. E poi altre due tecnologie che aiutano nella guida come il ProPILOT Park per il parcheggio automatico completo e il ProPILOT che mantiene l'auto in mezzo alla corsia e controlla la distanza dl'auto rispetto all'altro veicolo davanti per evitare tamponamenti.

E la Volkswagen...

Tredici anni. Questo è il tempo necessario per assistere alla rivoluzione. Almeno stando a quello che si sta muovendo in casa Volkswagen. Archiviato non senza difficoltà il cosiddetto ‘dieselgate’ la casa automobilistica tedesca infatti sta seriamente investendo in un mercato destinato a diventare il nuovo eldorado del prossimo futuro. Le auto elettriche, infatti, sembrano ormai pronte a fare il loro prepotente ingresso nei mercati globali e non più vestendo i panni di un oggetto misterioso da trattare con curiosità e quel pizzico di sfiducia che si riserva sempre alle novità prima che sappiano dimostrare il loro valore. Il loro sviluppo procede da decenni, tanto che il primo veicolo elettrico di Volkswagen arrivato sul mercato risale addirittura al 1972. Il T2 Elektro-Tranporter è stato la base di partenza da cui il gruppo tedesco ha iniziato a sviluppare le proprie tecnologie di propulsione elettrica.

Tanto per capire quali sono stati i passi in avanti compiuti fino ad oggi basti pensare che il nuovo modello e-Golf offre trecento chilometri di autonomia e una velocità massima di centocinquanta chilometri all’ora. La rivoluzione green ormai è pronta a far sentire i propri effetti in tutto il mondo e l’obiettivo è quello di realizzarla entro 13 anni. Cioè domani per l’appunto. Una rivoluzione che non potrà che cambiare il mondo, riuscendo magari a contribuire anche a un miglioramento delle condizioni ambientali e di conseguenza anche delle condizioni di vita dell’uomo e delle altre specie viventi.

Alla base del concetto che lega la Volkswagen allo sviluppo delle auto elettriche c’ la voglia di stupire. La nuova gamma verrà immessa sul mercato a partire dal 2020, secondo la road map della casa automobilistica, sarà composta da tre modelli. I.D. avrà una potenza di 170 cv e un'autonomia dai 400 ai 600 Km. Poi sarà il momento di I.D. Buzz con un'autonomia fino a seicento chilometri e una potenza di ben 374 cv. Infine I.D. Crozz, primo SUV elettrico della casa tedesca, questo con un'autonomia fino a 500 km e e 306 cv. Insomma, all'appello manca solo un'utilitaria, ma solo perché è già disponibile oggi, visto che la UP a propulsione elettrica è già sul mercato.

E la Mercedes...

Se a parlare c'è un colosso come Mercedes è inevitabile prestare la massima attenzione. Rispetto al passato i cambiamenti procedono con una velocità ben maggiore per cui riuscire a capire come sarà la mobilità del futuro, se non anticipare i tempi, diventa uno snodo fondamentale. E su questo fronte, le idee della casa di Stoccarda sembrano essere estremamente chiare e lo ha dimostrato in occasione della presentazione della la strategia del Gruppo Daimler per i prossimi anni. E lo ha fatto in occasione della conferenza stampa di fine anno, donando così un tocco simbolico all'appuntamento perché in qualche modo si tratta di dire addio al vecchio per salutare il nuovo. E sono allora quattro le strade individuate da Mercedes-Benz Italia sulla mobilità del futuro:

  1. mobilità elettrica
  2. veicoli ibridi
  3. motori diesel, benzina, ISG ed RSG, rete a 48 volt
  4. servizi e-Mobility

Occorre fare un salto indietro di 10 anni, quando Daimler ha lanciato una vettura elettrica di serie: smart fortwo electric drive. Attualmente smart è il primo marchio automobilistico a programmare la conversione completa alla propulsione elettrica, superando il motore a combustione. Con i veicoli preserie della GLC F-CELL, Daimler lancia un chiaro segnale sul futuro della tecnologia delle celle a combustibile. Un ulteriore e decisivo passo in avanti - ricorda Mercedes-Benz Italia - viene compiuto da Daimler con lo sviluppo di un'architettura per vetture elettriche alimentate a batteria, implementabile su differenti modelli. La EQC, il primo modello di serie del nuovo marchio di prodotti EQ, sarà prodotta nello stabilimento Mercedes-Benz di Brema a partire dal 2019.

Auto elettriche: Supercharger vietati per ragioni di lavoro

Che il comparto delle auto elettriche sia ancora in una fase transitoria in cui resta ancora molto da sistema sotto il profilo della gestione organizzativa è dimostrata dal divieto imposto da Tesla all'utilizzo delle colonnine di ricarica Supercharger da parte dei veicoli commerciali. Più che un divieto si tratta di un caldo suggerimento dettato dalla necessità di risolvere il problema della congestione. Più esattamente, le auto di lavoro acquistate dopo il 15 dicembre non possono essere ricaricate con i Supercharger. Le stazioni di ricarica delle batterie non sono numerose e i tempi per restituire autonomia energetica alle auto elettriche non sono immediati. E queste nuove stazioni Tesla sono pensate per le situazioni di emergenza. Secondo il produttore a stelle e strisce, le stazioni che non sono utilizzate per questo scopo hanno un impatto negativo sulla disponibilità di servizi di Supercharging per gli altri.

Di conseguenza un utilizzo attento si rivela indispensabile. Che la questione sia nota da tempo è dimostrata dall'introduzione dei costi di ricarica prima e di una imposta per chi sfrutta i Supercharger come parcheggio dopo la ricarica.




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di Luigi Mannini pubblicato il