Auto elettrica: un trend in crescita tra dubbi Paesi ricchi e Fintech

Le previsioni di vendita di auto elettriche sono positive, ma restano comunque molti interrogativi legati alle infrastrutture e alla mancanza di incentivi all'acquisto.

Auto elettrica: un trend in crescita tra

Auto elettrica: un trend in crescita


L'auto elettrica non è per tutti. O meglio, non lo è per tutti i Paesi perché a potersi permettere questo veicolo, mediamente più costoso dei veicoli tradizionali e bisognoso di una gestione tutta sua, sono soprattutto i Paesi più benestanti. A trarre una prima conclusione sulla diffusione delle auto elettrica ci ha provato Acea, l'Associazione europea dei costruttori. E lo ha fatto con molta semplicità ovvero calcolando la percentuale di mercato rispetto al Prodotto interno lordo dei Paesi presi in esame. A quanto pare le due variabili viaggiano di pari passo: laddove il Pil cresce, aumenta anche la quantità di veicoli elettrici venduti (vedi Stati Uniti). Al contrario, la quota di mercato va inevitabilmente in picchiata man mano che il reddito meno pro capite vada verso il basso.

Boom di auto elettriche entro il 2040

In ogni caso è l'ottimismo a regnare nell'ambiente. Seppur con stime differenti, tutte le previsioni indicano come da qui ad alcuni anni, la diffusione delle auto elettriche finirà per superare quella dei veicoli a benzina o a diesel. Per Bloomberg New Energy Finance, ad esempio, entro il 2040 rappresenteranno la maggioranza delle vendite di auto nuove in tutto il mondo. E poco conta che si tratta di Paesi ricchi o meno. L'assenza di incentivi statali all'acquisto di auto elettriche rappresenta però un mezzo passo falso italiano rispetto a quanto accade oltre confine. Ma c'è chi invita a guardare con attenzione il settore fintech, quella della financial technology, in grado di catturare attenzione e finanziamenti in un settore, come quella della mobilità elettrica, che presenta ancora molti margini di crescita e di manovra anche in Italia.

Spinte dal sud Italia: una stazione anche ad Augusta

C'è chi considera le auto elettriche una roba per ricchi e da grandi città. Ma poi si scopre che a darsi da fare nel segmento di mercato della mobilità sostenibile c'è anche la piccola cittadina siciliana di Augusta, tra Catania e Siracusa. Nel contesto del progetto europeo di mobilità elettrica EVA+, ospiterà una delle prime stazioni siciliane per la ricarica veloce di auto elettriche. Si tratta di una iniziativa di largo respiro che interviene per colmare una carenza, ma anche per promuovere la diffusione dei mezzi alimentati elettricamente, a cui prendere parte anche Enel. Nel suo complesso, il progetto comunitario prevede l'installazione di 200 colonnine di ricarica veloce (180 in Italia e 20 in Austria) da qui a tre anni. Si tratta di una risposta concreta a un problema avvertita: Augusta è balzata agli onori delle cronache per l'alto tasso di inquinamento atmosferico da petrolio.

Auto elettriche: la Germania ci crede veramente?

Se l'Italia lancia allora un bel segnale, colpiscono le critiche rivolte all'esecutivo tedesco. La Germania è certamente più avanti nel campo dell'elettromobilità, ma rispetto agli standard minimi immaginati può fare di più. Molto di più, soprattutto nella dotazione di infrastrutture adeguate, che poi rappresentano la premesse e la conseguenza della diffusione di auto elettriche. Succede allora che tre manager di alto profilo di tre importanti produttori di auto - Dieter Zetsche per la Daimler, Matthias Müller per la Volkswagen e Harald Krüger per la Bmw - si coalizzano per una volta per chiedere una maggiore spinta a livello centrale. Anche perché se la Germania è un passo in avanti rispetto a tante altre realtà europee, è pur vero che si trova in una posizione di ritardo rispetto all'Asia nella produzione di batterie elettriche.