Auto elettriche: ricarica per sempre inventata, interrogativi inquinamento e disoccupazione

Croce e delizie, sulle auto elettriche non c'è ancora un parere unanime né sull'inquinamento e né sull'autonomia energetica. Ma c'è poi il problema del lavoro.

Auto elettriche: ricarica per sempre inv

Mobilità sostenibile e auto elettriche sono sinonimi


Vi sarebbe una batteria che dura per sempre inventata da un italiano, mentre continuano diversi interrogativi se auto elettrica inquina più o meno del diesel come diceva Marchionne le avrie ricerche come quell dell'Unievrità di Bruxelles e poi per l'occupazione.

Le auto elettriche inquinano meno di quelle alimentate a diesel o a benzina. Ne sono convinti gli studiosi della Libera Università di Bruxelles che, su richiesta della federazione europea delle organizzazioni non governative ambientaliste Transport and Environment, hanno provato a dare una base scientifica a questa affermazione. E si tratta di un passaggio tutt'altro che scontato. Innanzitutto perché quando si parla di inquinamento occorre prendere in considerazione l'intero ciclo di vita, dalla produzione alla gestione fino all'alimentazione e allo smaltimento, e non solo le emissioni. In seconda battuta perché, come dimostra l'accesso dibattito degli ultimi giorni, pro e contro sulla diffusione di auto elettriche viaggiano di pari passo. A oggi, manca appunto una sintesi condivisa dalle parti.

E se c'è poi un punto debole dei mezzi alimentati elettricamente, avvertito anche a livelli psicologico dei conducenti, è quello della scarsa durata della batteria. L'incubo di rimanere improvvisamente fermi è tra i più ricorrenti. Vero o presunto che sia, si associa al numero ridotto di colonnine (ma forse è solo legato al numero di auto circolanti) e ai tempi di ricarica piuttosto lunghi.

Mobilità sostenibile e auto elettriche sono sinonimi?

Il confronto sull'opportunità di puntare con maggiore decisione sulle auto alimentate elettricamente è dunque apertissimo e l'errore che si potrebbe fare è demonizzare da una parte e pontificare dall'altra. Le valutazioni vanno fatte nel loro complesso e l'impatto sull'ambiente non va limitato a quello sulla qualità dell'aria che respiriamo. C'è infatti chi fa notare come il problema di fondo sia un altro ovvero la presenza di troppi mezzi. E sono pronti a brandire quelle statistiche secondo cui nelle grandi città il 40% delle auto che circola nell'ora di punta esibisce a bordo solo una persona. La questione di fondo diventa perciò un'altra. Non tanto quella dell'alimentazione - non dimentichiamo la quantità di energia necessaria per spostare la massa composta da guidatore e auto - ma sul trovare il modo di favorire una vera sostenibilità. Come? Incentivando l'utilizzo di mezzi pubblici, ad esempio, o la condivisione delle vetture. Le città, in sintesi, hanno bisogno di ridurre la quantità di auto.

Auto elettriche: quale impatto per i lavoratori e le aziende

C'è poi un allarme che non va perso di vista ed è quello dell'impatto che la diffusione delle auto elettriche avranno nelle tradizionali aziende di produzione di mezzi alimentati con il classico carburante. L'allarme è stato ufficialmente lanciato dal vicepresidente di AsConAuto, secondo cui è a rischio mezzo milione di posti di lavoro. A voler vedere da vicino le cose, più che di perdita dell'occupazione vera e propria, si tratta della necessità di provvedere alla riqualificazione dei dipendenti, soprattutto di chi lavora nella catena produttiva, evidentemente alle prese con prodotti differenti. Un eventuale boom di auto elettriche rappresenterebbe dunque un problema o un'opportunità? Difficile rispondere con certezza, ma senza dubbio la questione è di stringente attualità. Il nostro Paese è strutturalmente pronto a questo cambiamento? A detta del numero due di AsConAuto, la risposta è negativa.

Le speranze tutte italiane della batteria eterna

Se l'autonomia dell'auto elettrica, soprattutto quando si è alle prese con lunghe percorrenze, rientra legittimamente tra le principali preoccupazioni dei potenziali acquirenti, le speranze di una svolta potrebbero arrivare all'inventiva e dal genio italiano. Proprio così: è di poche settimane fa la realizzazione di una batteria pressoché eterna da parte di un ingegnere di Voghera. Una di quelle che potrebbe ricevere ricariche per un ventennio. I campi di applicazioni potrebbero essere sterminati e coinvolgere a pieno titolo anche quello delle vetture elettriche. Siamo ancora alle battute iniziali, anche perché dietro questo lavoro non ci sono grandi aziende e gruppi di finanziatori, ma si tratta di qualcosa che è ben più di una semplice scintilla. Resta adesso da scoprire se questo ingegnere passerà alla storia come un pioniere del settore.