Auto elettriche, smart grid e colonnine porterebbe energia pulita per tutto. Rivoluzione

Secondo e politiche energetiche della California, entro il 2020 il 33% dell'energia immessa nella rete elettrica dovrà arrivare da fonti rinnovabili.

Auto elettriche, smart grid e colonnine

Auto elettriche: la ricarica non è più un problema con ready to park & charge


In qualche modo si tratta di innescare un circolo virtuoso perché l'energia pulita genera energia pulita. A detta dei ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory, favorire soluzioni di trasporto ecologiche non può che condurre a forme di energia pulita.

E anzi, proprio questo sarebbe il modo per mantenere stabile la rete elettrica ovvero fare riferimento a a soluzioni smart grid. In buona sostanza, non ci sarebbe strada più comoda per raccogliere e redistribuire energia elettrica se non l'utilizzo di colonnine di ricarica e batterie delle auto. Promuovere la diffusione delle auto elettriche faciliterebbe così la decarbonizzazione del settore automobilistico e quello più complessivo della produzione di energia elettrica attraverso la creazione di un circuito virtuoso.

Obiettivo raggiungibile? Probabilmente sì se il governatore della California ha stabilito un obiettivo da raggiungere: 1,5 milioni di auto a zero emissioni. Soprattutto auto elettriche, nella scia di quanto immaginato anche in Europa da Francia e Gran Bretagna e in Asia dalla Cina.

Non solo, ma stando a quanto messo nero su bianco dai documenti sule politiche energetiche della California, entro il 2020 il 33% dell'energia immessa nella rete elettrica dovrà arrivare da fonti rinnovabili per poi arrivare al 50% entro il 2030. La chiave è rappresentata dallo sviluppo di soluzioni smart grid in grado di favorire l'adozione di auto elettriche e la stabilizzazione del livello energetico della rete. In California è stato dato il via a un progetto di incentivazione della capacità di storage, da innalzare a 1,3 GW da qui alla fine del 2024.

Auto elettriche, nel 2040 il 55% delle vendite globali

Il futuro è nel segno dell'auto elettrica? Sì e lo è anche il presente se i ricercatori Frost & Sullivan stimano che da qui alla fine dell'anno saranno 1,6 milioni i veicoli alimentati elettricamente. Una cifra destinata a schizzare verso l'altro nell'arco di sette anni saranno 25 milioni, mentre nell'arco di 22 anni ovvero nel 2040 saranno il 55% del totale

Secondo gli studiosi, che hanno messo tutto nero su bianco nel "Global Electric Vehicle Market Outlook, 2018" i timori dei potenziali guidatori di auto elettriche sono destinati a essere spazzati via perché sono in programma investimenti in infrastrutture di ricarica per 57 miliardi di dollari entro 8 anni, e gli stessi progressi nel comparto delle batterie dovrebbero assicurare una maggiore durata.

I macro mercati trainanti? Quello cinese su tutti, destinato ad assorbire con la sua quota al 48% quasi la metà delle auto elettriche. Alle sue spalle si colloca l'Europa nel suo complesso con il 26% e quindi il Nord America con il 17,7%. Stupisce, ma solo fino a un certo punto, la quota residuale del Giappone.

E l'obiettivo batterie

Dall'altra parte oltre le colonnine di cui bigna migliorare la velocità di ricarica ma soprattutto l'installazione e la diffusione, bisogna agire sull'autonomia della batteria. E Honda ha annunciato un di avere come obbiettivo entro 7 anni di sviluppare un parco di auto elettriche con batterie che funzioneranno per 240 Km con una batteria notevolmente migliorata e una veloce ricarica, la metà dei tempi delle ricariche super veloci attuali, che impiegano ciraca 30-40 minuti. La finalità è arrivare a 15 minuti. E potrebbe esserci un accordo del tutto nuovo con una società ancora al momento sconosciuta per farle che sostituirebbe o andrebbe ad affiancare l'attuale collaborazione con Panasonic 

Anche italiano....

C'è però una vicenda tutta italiana che lascia ben sperare per il futuro. Si tratta di quella che vede protagonista l'ingegnere italiano Gianni Lisini, protagonista della realizzazione della batteria eterna. O quasi, perché la durata di 20 anni è decisamente ragguardevole. Come ci tiene a far sapere il 40enne di Voghera, che ha reso pubblica la sua invenzione al Jotto Fair di Pisa, il merito è tutto suo, della sua inventiva e del suo portafogli. Non ci sono grandi gruppi alle spalle, ma la sua super batteria potrebbe fare gola a tutte le imprese, inclusi i produttori di auto elettriche. Per quanto riguarda il funzionamento, la batteria è composta da un accumulatore chimico affiancato a un condensatore in grado di accumulare fino a 5.000 Farad, con il vantaggio di avere un numero praticamente infinito di cariche e scariche, a differenza delle poche centinaia delle comuni batterie chimiche.