Auto, i produttori realmente in regola dopo la stretta sull'inquinamento dell'Ue

Le norme attuali stabiliscono che dal 2021 le nuove auto non devono emettere in media più di 95 grammi di CO2 per km. Boccati Daimler, Hyundai-Kia, Psa-Opel, Volkswagen, Bmw, Ford e Fca.

Auto, i produttori realmente in regola d

Stretta sull'inquinamento dell'Ue


Le regole parlano chiaro e prevedono che entro il 2030 i veicoli che circolano su strada devono tagliare del 35% il livello di emissioni di CO2. La sfida è piuttosto ambiziosa sia perché il tempo concesso è di poco superiore a 10 anni e sia perché un impatto di questo genere sarà possibile solo con un ripensamento delle scelte degli automobilisti ma anche con una revisione delle tecnologie da parte dei produttori di auto. La stretta dell'Unione europea è comunque reale ed è allora interessante scoprire quale delle case automobilistiche è giù in regola con le nuove norme. Come si vedrà a breve, non mancano le sorprese, anche se c'è c'è ancora tutto il tempo per collocarsi in linea con l'accordo europeo sul taglio del 35% alle emissioni di anidride carbonica delle vetture e dunque con il ripensamento dell'industria. Purché l'appuntamento con l'avvio del processo di cambiamento non sia rinviato o affrontato alla leggera.

I produttori in regola con la stretta sull'inquinamento

Il punto di riferimento per comprendere come si sono mossi fino a questo momento i produttori di auto per mettersi in regola con le nuove norme è allora rappresentato dalle elaborazioni di Pa Consulting. Le norme attuali stabiliscono che dal 2021 le nuove auto non devono emettere in media più di 95 grammi di anidride carbonica per km.

Per ogni marchio preso in considerazione è stato tenuto conto della deviazione rispetto al target, della stima di una potenziale multa da parte dell'Unione europea (si tratta infatti della "punizione" a cui anderebbe incontro i produttori di auto non realmente in regola dopo la stretta sull'inquinamento), del rapporto tra multa ed Ebit (Earnings before interest & tax ovvero il risultato operativo prima della deduzione degli oneri finanziari e delle imposte) e del numero di veicoli elettriche che permetterebbe di rispettare il target. Lo tabella indica allora la capacità dei principali produttori di auto di rispettare i limiti fissati dall'Unione europea per il 2021: 95 grammi di anidride carbonica emessa ogni chilometro percorso.

  1. Volvo: -13,4 (deviazione rispetto al target 2021)
  2. Toyota: -11, (deviazione rispetto al target 2021)
  3. Renault-Nissan-Mitsubishi: -4,6 (deviazione rispetto al target 2021)
  4. Land Rover: -1,1 (deviazione rispetto al target 2021)
  5. Daimler: +1,4 (deviazione rispetto al target 2021), 200 milioni di euro (stima multa)
  6. Hyundai-Kia: +2,4 (deviazione rispetto al target 2021), 290 milioni di euro (stima multa)
  7. Psa-Opel: +2,4 (deviazione rispetto al target 2021), 570 milioni di euro (stima multa)
  8. Volkswagen: +2,8 (deviazione rispetto al target 2021), 1.200 milioni di euro (stima multa)
  9. Bmw: +3,7 (deviazione rispetto al target 2021), 500 milioni di euro (stima multa)
  10. Ford: +4,0 (deviazione rispetto al target 2021), 455 milioni di euro (stima multa)
  11. Fca: +10,1 (deviazione rispetto al target 2021), 1.300 milioni di euro (stima multa)

In definitiva, semaforo verde - a oggi - per Volvo, Toyota, Renault-Nissan-Mitsubishi e Land Rover. Non in regola con i parametri futuri Daimler, Hyundai-Kia, Psa-Opel, Volkswagen, Bmw, Ford e Fca.