BMW, 11.700 modelli richiama diesel. I motivi. E poi la nuova Bmw iNext

iNext è destinata a passare alla storia del marchio bavarese e a creare un precedente lungo un cammino in cui l'elettrico troverà sempre più spazio.

BMW, 11.700 modelli richiama diesel. I m

Auto autonoma, elettrica e connessa


Bmw protagonista per due motivi nell'ultimissimo periodo. Il teaser annunciato della Bmw iNext innovativo auto elettrica e poi il ritiro di 11700 con motori diesel. 

Il futuro non può che appartenere anche alle auto elettriche. Una certezza che è di casa anche dalle parti di BMW che prova a scavalcare la concorrenza, da tempo al lavoro su questa tecnologia, con la nuova vettura iNext. Resta ancora molto da scoprire e lo stesso produttore bavarese non rivela tutti i particolari. Tuttavia le intenzioni di base sono state rivelate: iNext è un'auto autonoma, elettrica e connessa al 100%. Finirà nelle concessionarie di tutto il mondo solo fra tre anni, nel 2021, e sarà prodotta nello stabilimento di Dingolfing, in Cina. Con una punta di orgoglio, BMW anticipa come si tratterà dell'ammiraglia più tecnologica mai prodotta dal marchio tedesco.

Auto autonoma, elettrica e connessa al 100%

In qualche modo iNext è destinata a passare alla storia e a creare un precedente lungo un cammino in cui l'elettrico troverà sempre più spazio. Sarà insomma il modello apripista per le generazioni dei prossimi anni. Da qui a fine anno sono comunque attese nuove comunicazioni formali da parte della casa automobilistica di Monaco di Baviera.

Tecnologie chiave per la mobilità futura in un solo veicolo

Come spiegato dal presidente del consiglio di amministrazione di BMW AG, Harald Krüger, il progetto iNext rappresenta il prototipo per il futuro. Che poi tanto distante non è ed è anzi pressoché dietro l'angolo. A suo dire si tratta di una soluzioni destinata a portare beneficio all'intera azienda e a tutti i marchi della galassia BMW. Per la prima volta gli sforzi dalla casa automobilistica di Monaco di Baviera sono tutti indirizzati per unire le tecnologie chiave per la mobilità futura in un solo veicolo. Se le intenzioni si riveleranno un successo rispetto a una concorrenza sempre più attrezzata, solo il tempo potrà dirlo, ma l'impressione è che ogni passo sia stato progettato con la massima accuratezza.

E se le aspettative tecniche sono chiare perché iNext è completamente elettrico, completamente connesso e offre anche una guida altamente automatizzata, dal punto di vista economico le aspettative sono altissime e non a caso il presidente del consiglio di amministrazione di BMW AG ha voluto sottolineare l'importanza di aver dato agli azionisti un primo assaggio del design della nuova vettura. A questo punto non resta che attendere. Anche se non c'è ancora una data e restano ancora alcuni decisivi dettagli da mettere a punto, Harald Krüger spiega che "più avanti", ma comunque entro la fine di quest'anno, il gruppo procederà alla presentazione ufficiale della BMW iNext come Vision Vheicle.

Ma c'è anche il richiamo di oltre 12mila auto

Il richiamo c'è ed è ufficiale, ma il produttore tedesco si affretta a precisare come non ci sia nulla di paragonabile allo scandalo emissioni di pochissimi anni fa che ha assestato uno scossone al mercato delle auto. Questa volta protagonista del richiamo è Bmw, costretta a riportare alla base 11.700 auto diesel per problemi di emissioni. Ecco, se c'è un aspetto che la società di Monaco di Baviera vuole mettere in evidenza per marcare la differenza è la non intenzionalità. Stando infatti alla ricostruzione degli eventi, le cause vanno ricercate in un errore non intenzionale nella progettazione di alcuni motori diesel. Si tratta di un passaggio chiave per definire l'errore umano ovvero l'assenza di alcun tentativo di aggirare le rigide norme che regolano le emissioni delle auto.

Come argomentato dallo stesso amministratore delegato di Bmw, Harald Krueger, intervenuto in prima persona alla luce della delicatezza della questione, si tratterebbe di null'altro che di un errore di progettazione di qualche anno fa. Questo - mette nero su bianco - non ha nulla a che fare con una manipolazione mirata della gestione del motore e delle emissioni. Il prossimo passaggio sarà la sottoposizione dei veicoli coinvolti a un aggiornamento del software sui gas di scarico. Non sono stati comunicati i mercati coinvolti ovvero se le 11.700 auto diesel richiamate erano state tutte destinate alla Germania o se qualcuna di loro aveva raggiunt anche l'Italia. In ogni caso, Bmw promette tempi rapidi per la risoluzione del problema e, soprattutto, assicura come si tratti di un caso ben circoscritto.