Bollo auto 2019, cosa cambia con l'introduzione della targa personale in arrivo

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Il problema è di natura fiscale e tira in ballo le Regioni, destinatarie del gettito del bollo auto, e l'Agenzia delle entrate per i controlli.

Bollo auto 2019, cosa cambia con l'intro

Targa personale, problemi con il bollo auto

L'introduzione della targa personale? È un'operazione piuttosto complicata perché, a fronte di alcuni evidenti vantaggi presenta molti punti interrogativi, a iniziare da quelli legati al bollo auto. Principio di fondo è che la targa personale segue l'intestatario e non l'auto. A ciascun automobilistica spetta una sequenza di numeri e lettere per la durata di 15 anni, comunque rinnovabili.

Almeno nel caso di acquisto di una nuova vettura perché non è chiaro quale sarà il trattamento riservato alle targhe veicoli già immatricolati. In termini di gestione generale, il trasferimento della targa nel caso di passaggio da un'auto all'altra diventa necessario dopo 30 giorni dal possesso e sarà fattibile solo tra vetture simili.

Targa personale, problemi con il bollo auto

L'annuncio dell'introduzione della targa personale è del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli che, in realtà, ha rispolverato un provvedimento già precedentemente approvato ma mai introdotto per l'assenza del regolamento attuativo. Veniva infatti previsto che gli autoveicoli devono essere muniti, anteriormente e posteriormente, di una targa contenente i dati di immatricolazione.

Ma soprattutto che le targhe dovevano essere personali, non potevano essere abbinate contemporaneamente a più di un veicolo ed erano trattenute dal titolare in caso di trasferimento di proprietà, costituzione di usufrutto, stipulazione di locazione con facoltà di acquisto, esportazione all'estero e cessazione o sospensione dalla circolazione.

E ancora: ferma restando la sequenza alfanumerica fissata dal regolamento, l'intestatario della carta di circolazione poteva chiedere per le targhe ai costi fissati e con le modalità stabilite dal Dipartimento per i trasporti terrestri, una specifica combinazione alfanumerica.

Il competente Ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, dopo avere verificato che la combinazione richiesta non fosse stata già utilizzata, immatricolava il veicolo e rilasciava la carta di circolazione. Alla consegna delle targhe provvedeva direttamente l'Istituto Poligrafico dello Stato nel termine di trenta giorni dal rilascio della carta di circolazione. Durante tale periodo era comunque consentita la circolazione.

Coinvolta pure l'Agenzia delle entrate

Sia oggi che allora (al riforma risale al 2010) il problema è di natura fiscale e tira in ballo le Regioni, destinatarie del gettito del bollo auto e responsabili della sua gestione ovvero della fissazione delle modalità di calcolo e di riscossione.

Se adesso la verifica dei pagamento avviene attraverso il numero di targa associata a una e una sola auto (lo può fare direttamente il contribuente via web), con la targa personale sarà necessario fare riferimento al numero di telaio. Si tratterebbe perciò di stravolgere il consolidato sistema delle banche dati, differente regione per regione. E come metterla con le banche dati dell'Agenzia delle entrate che tengono sotto controllo i contribuenti e la regolarità dei pagamenti?

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