Auto dell'anno 2018, ecco il vincitore e tutte le classificate. E modelli inediti VW, Ferrari, Fca

L'auto dell'anno, la Car of the Year 2018 è stata decisa, abbiamo finalmente un vincitore. E poi tutte le altre classificat una tutta una serie di nuovi modelli in arrivo dalle principali Marche.

Auto dell'anno 2018, ecco il vincitore e

Car of The Year 2018, fra poche ore a Ginevra svelato il modello premiato


E stata la decisa l'auto dell'anno 2018, la cars of the Year 2018 che è risultata essere eletta la Volvo XC 40. Sono tutte altre finaliste e classificate a pari merito oltre che i modelli nuovi ed inediti che dovrebbero uscire di Fca, Ferrari e WV
 

E' tutto pronto per il Car of the Year 2018, l'atteso premio che deciderà l'auto dell'anno come da tradizionale ormai consalidato. E nel frattempo si inizia a parlare di nuovi modelli e nuovi sviluppi su più frondìti da diverse case automobilistiche

Le auto in lizza per il premio e quelle che hanno vinto negli anni passati

Innanzitutto i nomi delle auto che concorrono alla vittoria del premio Car of the Year 2018: Alfa Romeo Stelvio, Audi A8, BMW Serie 5, Citroën C3 Aircross, Kia Stinger, Seat Ibiza e Volvo XC40. Una di loro sarà premiata in occasione del Salone di Ginevra e succederà alla Peugeot 3008, vincitrice un anno fa.

A decidere ci penserà una giuria composta da 60 giornalisti provenienti da 23 paesi di tutto il mondo. Sono state selezionate da un elenco iniziale di 48 possibili candidate, ridotto poi a 37. Organizzata al Palexpo, Car of the Year è organizzata da sette riviste europee: Auto in Italia, Autocar nel Regno Unito, Autopista in Spagna, Autovisie in Olanda,

L'automobile magazine in Francia, Stern in Germania, Vi Blagare in Svezia. La partecipazione all'evento in terra svizzera è riservata ai media accreditati e ai rappresentanti dei costruttori che espongono al Salone. 

In ogni caso è possibile seguire la cerimonia collegandosi al sito del Salone dell'Auto o a quello dedicato dell'organizzatore Car of the Year. Per quanto riguarda le auto sportive, le finaliste del World Performance Car sono Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, Audi RS 3 Sedan, BMW M5, Honda Civic Type R e Lexus LC 500. A concorrere per il premio World Car Design sono Citroen C3 Aircross, BMW i8, Lamborghini Urus, Lexus LC 500, Range Rover Velar, Renault Alpine A110 e Volvo XC 60.

I nuovi modelli e obiettivi Volkswagen

La risposta di Volkswagen alla crisi del dieselgate che ha scosso credibilità e vendite è aumentare il numero delle auto prodotte. L'obiettivo è guadagnare posizioni nelle preferenze degli utenti e non ripetere gli errori del passato. L'abbattimento della soglia di 6 milioni di veicoli fabbricati lascia facilmente immaginare quali siano le intenzioni del produttore di Wolfsburg, pronto a recitare una parte da protagonista in questo 2018. Se le ambizioni sono molto elevate, resta da scoprire quale sarà la risposta del mercato ovvero quanto parte di queste vetture sarà acquistata. In ogni caso, la parte del leone dovrebbe continua a essere recitata dalla Golf, l'auto con marchio Volkswagen più venduta. La partita in questo 2018 si giocherà comunque su due tavoli, tenendo conto come la questione dieselgate sia ancora aperta. Solo poche settimane fa ha raggiunto un'intesa sulla class action in Canada sui motori TDI da 3.0 litri che alimentano su Cayenne, Touareg e Q7.

Per il dopo scandalo del DieselGate Volkswagen spiega la sua strategia che passa certamente dall'elettrico che avrà un ruolo fondamentale come spiegato sotto, ma passerà prima del diesel ripulito con gli stretti parametri rivisti dall'Ue e dagli Usa per arrivare all'ibrido e al metano anche per le auto più piccole senza dimenticare i combustibi8li alternativi, come anche l'idrogeno.

Tutti i canali sono lasciati aperti per capire che direzione prenderà il mercato ed esserne subito protagonisti. E le iniziative degli ingegneri avranno come obiettivo di riuscire a creare piattafrome tecniche diffenti convergenti per diminuire i costi.

Tredici anni. Questo è il tempo necessario per assistere alla rivoluzione. Almeno stando a quello che si sta muovendo in casa Volkswagen. Archiviato non senza difficoltà il cosiddetto ‘dieselgate’ la casa automobilistica tedesca infatti sta seriamente investendo in un mercato destinato a diventare il nuovo eldorado del prossimo futuro. Le auto elettriche, infatti, sembrano ormai pronte a fare il loro prepotente ingresso nei mercati globali e non più vestendo i panni di un oggetto misterioso da trattare con curiosità e quel pizzico di sfiducia che si riserva sempre alle novità prima che sappiano dimostrare il loro valore. Il loro sviluppo procede da decenni, tanto che il primo veicolo elettrico di Volkswagen arrivato sul mercato risale addirittura al 1972. Il T2 Elektro-Tranporter è stato la base di partenza da cui il gruppo tedesco ha iniziato a sviluppare le proprie tecnologie di propulsione elettrica.

Tanto per capire quali sono stati i passi in avanti compiuti fino ad oggi basti pensare che il nuovo modello e-Golf offre trecento chilometri di autonomia e una velocità massima di centocinquanta chilometri all’ora. La rivoluzione green ormai è pronta a far sentire i propri effetti in tutto il mondo e l’obiettivo è quello di realizzarla entro 13 anni. Cioè domani per l’appunto. Una rivoluzione che non potrà che cambiare il mondo, riuscendo magari a contribuire anche a un miglioramento delle condizioni ambientali e di conseguenza anche delle condizioni di vita dell’uomo e delle altre specie viventi.

Alla base del concetto che lega la Volkswagen allo sviluppo delle auto elettriche c’ la voglia di stupire. La nuova gamma verrà immessa sul mercato a partire dal 2020, secondo la road map della casa automobilistica, sarà composta da tre modelli. I.D. avrà una potenza di 170 cv e un'autonomia dai 400 ai 600 Km. Poi sarà il momento di I.D. Buzz con un'autonomia fino a seicento chilometri e una potenza di ben 374 cv. Infine I.D. Crozz, primo SUV elettrico della casa tedesca, questo con un'autonomia fino a 500 km e e 306 cv. Insomma, all'appello manca solo un'utilitaria, ma solo perché è già disponibile oggi, visto che la UP a propulsione elettrica è già sul mercato.

Entro 13 anni, dunque, potrebbe cambiare il mondo e sono molti ad auspicare che la rivoluzione green delle auto elettriche possa finalmente cambiare il mondo. In meglio, ovviamente. Il 2025 sarà un anno fondamentale per il gruppo tedesco, perché proprio quell'anno vedrà l'arrivo dei primi modelli con guida totalmente autonoma, mentre le stime di vendita dovrebbero assestarsi sul milione di unità elettriche all'anno. Investimenti importanti che si aggirano intorno ai venti miliardi di euro testimoniano la reale volontà del colosso dell’auto tedesco di fare sul serio. Il programma di investimenti ha un orizzonte che arriva al 2030 quando la rivoluzione dovrebbe essere compiuta.

In tutto questo, ruolo fondamentale lo avranno anche le stazioni di ricarica, ecco perché il gruppo tedesco sta puntando forte anche in questo settore parallelo, stringendo partnership strategiche con i fornitori di energia elettrica e anche con i concorrenti, tra cui Nissan, Ford, Renault e BMW, per creare una rete sempre più capillare in Europa. In Italia arriveranno circa duecento venti nuovi posti dove fare la ricarica. Tra gli altri traguardi che rientrano in questo processo che ormai è irreversibile, c’è anche quello di abbattere i tempi di ricarica fino ridurli al tempo necessario per fare un normale rifornimento alla classica pompa di benzina come avviene oggi.

Fca e nuovi modelli, compreso Ferrari

Arrivano diverse indiscrezioni che svelano i piani di Fca per lo sviluppo delle varie auto e modelli per il 2018 e il 2019, in attesa del piano quinquennale che sarà svelato da Marchionne il prossimo Giugno.

La nuova Fiat Punto 2019 non dovrebbe essere prodotta a Pomigliano, come si credeva e in molti speravano, ma nello stabilemento di Kragujevac in Serbia dove già si produce la Fiat 500L. Ma la fabbrica italiana dovrebbe avere, romai quasi sicuramente, la produzione della cosidetta Mini Jeep, un mini Suv che è l'unico modello di cui si l'ufficialtà in quanto è stato anticipato dal responsabile di Jeep, Mike Manley, nello scorso salone di Detroit.

E la fabbrica migliore per costruirlo, quella più adatta, sia come conoscenze del personale che come infrastruttura tecnica è quella di Pomigliano dove c'è la Fiat Panda 4x4 la cui meccanica dovrebbe essere molto vicina.

Vi potrebbero essere, secondo indiscrezioni, due nuovi Suv, non uno solo e quest'ultimo potrebbe andare anch'esso in Serbia. Oppure il secondo Suv non sarebbe altro che la versione minore dell'Alfa Romeo STelvio, ma a questo punto andrebbe probabilmente ad essere realizzata a Mirafiori. Infine, la produzione dalla Panda, dovrebbe essere spostata a Tichy in Polonia, come aveva già fatto intendere Marchionne, quando aveva spiegato che le auto di gamma elevata, le più complesse da assemblare, sarebbe state fatte in Italia

E Ferrari....

Tuttavia saltano sempre alla memoria le parole del presidente Marchionne rilasciate a Bloomberg, nel passaggio in cui ammetteva di essere ben oltre il considerare se produrre un Suv. Come dire, quello che vedrà la luce sarà una vettura realmente speciale, in grado di distinguersi dalla concorrenza, ma sempre andando nel solco della tradizione e della riconoscibilità. Una Ferrari appunto. E definirla solo Suv potrà apparire terribilmente riduttivo.

E qui entrano in gioco incertezze, speculazioni e desideri. Si tratterà di un Suv o di un crossover con prestazioni sicuramente elevate e finiture di lusso e perfette su strada? C'è già chi ha coniato un nuovo termine per inquadrare il nuovo veicolo made in Maranello: Fuv ovvero Ferrari utility vehicle con motore 8 cilindri a V da oltre 4 litri e 600 cv di potenza per differenziarlo dal Suv cioè Sport Utiliy Vehicle.