Cara Gabanelli, maggiori dettagli su tutta la situazione

A rispondere agli interrogativi della Gabanelli sul perchè la rivoluzione dell'auto elettrica sconta in Italia un ritardo rispetto ad altri paesi la lettera aperta del giornalista Mauro Tedeschini

Cara Gabanelli, maggiori dettagli su tut

La lettera aperta di Mauro Tedeschini a Milena Gabanelli sulle auto elettriche


Mauro Tedeschini, responsabile del portale dedicato alle auto elettriche e alla mobilità Vielettrica.it, spiega con maggiori dettagli in un articolo lettera la situazione delle auto elettriche in Italia, i ritardi e non solo. Con un titolo indicativo Cara Milena Gabanelli, una precisazione...
 

Le automobili sono una delle cause di inquinamento più importante. Il traffico, nonostante i divieti e le ztl che hanno provato a salvaguardare i centri storici delle città italiane, spadroneggia un po’dovunque rendendo la mobilità complessa e fonte di stress per gli stessi cittadini e a maggior ragione per i pendolari che, magari per ragioni di lavoro, passano ore e ore intere bloccati nel serpentone metallico.

Che provoca ovviamente parecchi danni anche alla salute. Queste considerazioni hanno spinto Milena Gabanelli a tornare sull’argomento e in un articolo apparso sul Corriere della Sera online la celebre giornalista ha tracciato una sorta di cahiers de doléances nei quali viene tracciata una mappa di indicatori che rendono sconveniente fare il grande passo e chiedendosi il perché questi ostacoli non vengono rimossi. Nella speciale classifica che vede infatti la Cina leader, a livello mondiale, nelle vendite di auto elettriche l’Italia non compare nemmeno.

Questo nonostante un aumento delle vendite registrato nel 2017. Analisi come sempre attenta e scrupolosa quella della Gabanelli che non poteva passare inosservata. A rispondere agli interrogativi della Gabanelli ci ha provato il giornalista Mauro Tedeschini dalle pagine del portale vaielettrico.it, con una lettera aperta che inizia proprio così: “Cara Milena Gabanelli, una precisazione”.

Cara Milena Gabanelli una precisazione

Oltre a ravvisare la correttezza degli interrogativi della Gabanella, il giornalista Mauro Tedeschini ha snocciolato una serie di riflessioni che provano a spiegare il perché la corsa verso l’auto elettrica, in un Paese storicamente restio ad accogliere le novità, in qualsiasi ambito esse vengano proposte e di cui ha avuto modo di parlare anche lo storico Melograni, sia tanto lenta da poter essere considerata a stento una passeggiata.

Evidente la presenza di lobby molto forti che evidentemente hanno interessi opposti e pertanto riescono a tenere frenato lo sviluppo e l’introduzione di un fattore che potrebbe apportare cambiamenti rivoluzionari nel comparto dei trasporti, ma non solo. Il giornalista fa riferimento al binomio Eni Fca-Fiat che vanta un forte potere coercitivo sui Governi e che non ha per nulla esitato ad esercitarlo anche in tempi recenti. Così l’Italia è uno dei pochissimi partner europei a non avere previsto incentivi reali e non solo teorici nei confronti dello sviluppo dell’auto elettrica.

Auto elettriche quale futuro in Italia

Questo preambolo può aiutare ad avere già un quadro più completo sull’argomento. Nella lettera aperta a Milena Gabanelli Tedeschini prova a far luce anche su un altro punto. E cioè sui costi effettivamente troppo elevati delle auto elettriche e sulla loro contemporanea limitata autonomia di percorrenza. Così come in Italia sono ancora poche le colonnine dove poter ricaricare le batterie, mentre gli esempi che giungono da altri Paesi, ad esempio la Germania (e non è una novità), dimostrano che altrove i passi avanti fatti sono stati tanti e anche molto importanti.

Puntare sulle auto elettriche, una rivoluzione che in Italia sta incontrando solo qualche resistenza iniziale, rappresenta comunque una prospettiva reale e concreta. In primis per ragioni di natura ambientali. E poi perché intorno a questo aspetto è pronta a decollare un’economia parallela (Taxi, car-sharing, autobus, furgoncini per le consegne, auto di scuola-guida) non meno remunerativa. Infine il giornalista afferma che per soddisfare la domanda di energia delle macchine non sarà necessario costruire un sacco di centrali nucleari.







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di Luigi Mannini pubblicato il