Cars&Coffee, 300 auto da sogno a Brescia riunite e ulteriori

Trecento auto da sogno a Brescia riunite per la manifestazione Cars&Coffee.

Cars&Coffee, 300 auto da sogno a Brescia

Cars&Coffee, 300 auto da sogno riunite a Brescia


Chi non ama le supercar, a chi non piacerebbe guidarle, ma anche solo verderle e toccare con mano. SI può fare nella manifestazione Cars&Coffee a Brescia con auto incredibili in arrivo da tutta Europa

Auto da sogno, da toccare con mano

Se non si tratta di un sogno poco ci manca perché quei 300 veicoli che si danno appuntamento a Brescia in occasione di Cars&Coffee sono entrati nell'immaginario collettivo. Aston Martin e Ferrari, Lamborghini e Pagani hanno infiammato più di una generazione e sono pronti a riaccendere la passione domenica prossima.

Ma che dire della Apollo Intensa Emozione di cui esistono solo 10 esemplari in tutto il mondo. In esposizioni ci sono hypercar e supercar, sportive e supersportive proveniente da tutto il mondo. Italia certo, ma anche Germania, Stati Uniti e Regno Unito. Ma se domenica è appunto il giorno clou, l'hype generale è già molto alto considerando che il giorno prima vanno in scena le prove in acqua con il Riva Acquarama e i jet-surf.

Senza contare i Luxury Water Toys, la possibilità di effettuare test drive con alcuni recenti modelli della gamma AMG, il tour in città di Brescia (e del lago di Garda) di tutti i driver presenti e la sfida con i simulatori di guida. E per rendere ancora più viva e avvincente questa due giorni, l'auto più applaudita tra le 300 che si mettono in vetrina, riceverà il C&C Best of Show Award.

Ma la vera innovazione per tutti oltre le supercar è già qui

Tutto vero: Panda Natural Power è in grado di percorrere migliaia di chilometri in totale tranquillità e senza effetti collaterali sul motore. La prima prova è stato il controllo delle emissioni allo scarico sul banco a rulli. La seconda la verifica delle prestazioni del motore. E in entrambi i casi i tecnici Fca hanno acceso il semaforo verde. A rivelare il nuovo record raggiunto dall'auto ecologica alimentata con biometano dal ciclo idrico ricavato è la sperimentazione in corso. Il tempo gioca tutto dalla parte della speciale Fiat Panda perché ormai trascorso un anno dall'avvio dei test e le prospettive - nel caso di conferma delle premesse - non possono che essere brillanti. Stiamo infatti parlando di un'auto che fa del biocombustibile che si ottiene dall'acqua di scarto, dagli scarti di biomasse di origine agricola o dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani della raccolta differenziata la sua linfa vitale.

Di conseguenza l'impatto per l'ambiente sarebbe straordinariamente basso. Fiat Panda viaggia allora alimentata solo con biometano prodotto dall'impianto per la depurazione delle acque reflue del Gruppo CAP a Bresso-Niguarda, Milano. I suo tour prosegue senza soste, considerando che esattamente un anno fa, è partita dal Mirafiori Motor Village di Torino per il lancio del progetto a cui prende parte anche LifeGate, il network italiano per lo sviluppo sostenibile. Interessante notare come il rifornimento avvenga grazie al gas prodotto dal depuratore di Bresso-Niguarda che raccoglie le acque reflue dei Comuni di Paderno Dugnano, Cormano, Cusano Milanino e Cinisello Balsamo, per il coinvolgimento di quasi 300.000 persone.

Sono i tecnici di Fca a voler far sapere come i vantaggi del metano ricavato da fonti rinnovabili siano numerosi e reali, anche oltre Panda Natural Power. In prima battuta stiamo parlando di una fonte pressoché inesauribile e capace di garantire livelli di emissioni inquinanti e di gas serra allo scarico contenuti e di certo non paragonabili a quelli delle auto che vediamo tutti i giorni transitare sulle strade. In seconda battuta, alla luce del ciclo di produzione e dell'utilizzo del carburante, il suo impatto sull'ambiente è paragonabile a quello delle auto elettriche alimentate con energia rinnovabile. Il ricorso al biometano non richiede cambiamenti e alle auto alimentate a metano o alla rete di distribuzione. Facile allora intuire come possa migliorare le prestazioni ambientali di tutto il parco circolante e non solo dei nuovi veicoli.

Infine, ma non da ultimo, il successo del progetto Panda Natural Power permette di ridurre la dipendenza dal petrolio, crea occupazione nella filiera nazionale, contribuisce alla sostenibilità economica di aziende agricole e allevamenti, facilita il riutilizzo efficiente dei rifiuti e, se ottenuto da reflui fognari - fanno ancora notare dalle parti di Fca - consente una riduzione della tassa rifiuti locale.

E Volkswagen

E' complicato dire quale sarà il futuro delle auto. Ad intuzione molti risponderanno auto elettriche o ad idrogeno, ma gli sperti sono piuttosto divisi, e per le auto elettriche rimane il problema sempre dell'inquinamento, seppur minore. E allora, ecco chi ha pensato ad una ulteriore via di sviluppo ed ecco il biometano. E non lo ha fatto una marca qualasiasi ma la Volkswagen.

Occorre precisare da subito che gli unici che al momento possono utilizzare le Volkswagen a biometano sono i dipendenti della S.e.s.a, una impresa di Este, in provincia di Padova, dove abbiamo potuto fare questa prova sui modelli Polo e Golf Tgi che al momento vanno a metano e che in equesta realtà che produce biometano, funzionano anche con questo combustibile che deriva dal riciclod ei rifiuti umidi provenienti della cucina.
Dunque, il biometano non si può trovare ancora al distributore, in quanto non è permesso dalla legge, ma ci sta muovendo per poterlo fare arrivare anche perchè i vantaggi sono davvero tanti.
In primo luogo queste auto diventerebbe i veicoli meno inquinanti in assoluto, più ancora delle auto elettriche e non ci sarabbe nessun problema degli scarti.
Il costo dei rifornimento sarebbe assolutamente basso con un costo dimezzato all'incirca come rapporto benzina o diesel e chilometri percorsi. E ancora, da sottolineare, per il funzionamento delle auto a metano con il biometano non si dovrebbe fare nessuno cambiamento tecnico.
Il biometano viene relizzto grazie alla rccolta differenziata, con 70 Kg di scarti di cucina si possono produrre 4 Kg di metano con i quali si fanno circa 100 Km.
Il costo, se ci fosse una rete di distribuzone capillare dovrebbe essere di menod i 1 euro.

E e auto del futuro...ancora per sognare

Questa sì che è la dimostrazione di come il futuro sia già nel presente e la dimostrazione arriva da Nissan con la prima auto che legge nel pensiero. Siamo ancora nella fase del prototipo, certo, ma sia tratta di un passaggio indispensabile prima della diffusione in grande stile. Funzione e scopi sono pubblicamente dichiarati. Da una parte una cuffia raccoglie i segnali del cervello della persona alla guida del veicolo, dall'altra, l'obiettivo è prevedere le mosse del conducente e facilitare le manovre con l'obiettivo di ridurre gli incidenti. Accelerare, frenare o cambiare corsia: ogni azione viene così anticipata. In qualche modo siamo davanti a un'auto che in parte è tradizionale e in parte è autonoma, come quelle senza pilota di cui si fa un gran parlare in questo periodo.

Presentata in anteprima in occasione del Consumer electronics show di Las Vegas ovvero il tradizionale appuntamento con l'elettronica di consumo organizzato tutti gli anni negli Stati Uniti, a mettere la firma a questo primo prototipo ci ha pensato il laboratorio per le interfacce cervello-macchina del Politecnico di Losanna in collaborazione con Nissan. Il punto è capire fino a che punto interviene la guida autonoma e termina quella manuale. Secondo José del R. Millán, a capo della squadra che ha sviluppato questo sistema, non c'è alcuna interferenza, ma si tratta semplicemente di utilizzare e la tecnologia per esaltare le abilità del guidatore, senza intaccare il piacere di stare al volante.

Auto senza pilota, primo esempio

La tendenza di quest'anno è chiara e lo sarà ancora di più con il trascorrere del tempo: le auto a guida autonoma o comunque assistita troveranno sempre più spazio nei progetti dei produttori e, soprattutto, lungo le strade delle città. I grandi marchi stanno investendo sempre più quattrini in questa tecnologia e tra i player in prima fila c'è anche Toyota. Proprio questi sono i giorni della proposizione delle novità sviluppata dalle società giapponese, come la vettura senza pilota basata sulla

L. Da una parte ci sono i produttori stanno cercando di anticipare i tempi e gli utenti incuriositi da questa ondata di novità. Ma dall'altra ci sono le incertezze degli stessi governi, preoccupati della sicurezza e delle troppe conseguenze non controllabili dalla circolazione di auto senza guidatori.

Se la base della nuova auto con guida autonoma di Toyota è la LS 600h L, la novità è rappresentata dalla tecnologica Platform 3.0. Si tratta dello strumento, a base di radar per il tracciamento degli spostamenti e di sensori per il rilevamento di oggetti, per far compiere al mezzo il tanto ambito salto di qualità verso il futuro prossimo. E allora, il radar, con una portata di 200 metri e un perimetro di 360 gradi, porta più in su il livello di precisione. Al punto che anche i piccoli detriti posti ai lati della strada non sfuggono dal rilevamento. Pollice in su anche per il tetto dell'auto equipaggiato con un pannello resistente a ogni tipo di clima e temperatura. Il messaggio che Toyota sta cercando di far passare è quello della concretezza del nuovo approdo ovvero dell'utilità reale dele vetture autonome. Non una semplice dimostrazione di tecnologia evoluta, ma benefici pratici.

Dal punto di vista tecnico, Toyota riduce le dimensioni di sensori e telecamere così da integrarle nella scocca con maggiore facilità. Di più: modifica il tetto dell'auto per sfruttare lo spazio e collocare i sensori. Insomma, un vero e proprio ripensamento dal punto di vista ingegneristico e non un semplice arricchimento della vettura.

Per vedere la Toyota LS 600h L basata sulla Platform 3.0 occorre ancora un po' di pazienza. Il via alla produzione sarà dato solo nella prossima primavera. A mettere la firma a questo progetto ci hanno pensato lo studio Calty Design Research di Ann Arbor del Michigan e gli ingegneri della Toyota Motor North America Research and Development. Come spiegato dal ceo del Toyota Research Institute, Gill Pratt, la squadra si è dimostrata in grado di progredire. Per portare la piattaforma di ricerca a un nuovo livello hanno sfruttato le straordinarie competenze Toyota in fatto di design e di ingegneria così da creare un'innovativa piattaforma di test con l'obiettivo di trasformarla in un punto di riferimento per il settore. Parte delle nuove auto Toyota sarà realizzate con i doppi comandi per testare la guida autonoma con l'applicazione Guardian, di cui è stata fatta ampia conoscenza nella scorsa stagione estiva.

E secondo....

Quella che sembrava solo il frutto utopistico della fantasia di registi cinematografici, presto entrerà nella vita quotidiana delle persone che dovranno misurarsi con un’auto a guida autonoma marchiata General Motors. Niente più volante, dunque. Niente pedali e niente frizione. La rivoluzione dell’auto si potrebbe riassumere in una manopola.

Il futuro quindi è già presente e il comparto dell’auto conferma ancora una volta la sua vocazione avanguardista quando si tratta di novità rivoluzionarie. L’auto a guida autonoma, come ha avuto modo di confermare Dan Ammann il presidente di General Motors, la casa che ha sviluppato il modello di autovettura totalmente automatico, ha confermato che a breve verrà presentata una petizione alla National Highway and Traffic Safety Administration per richiedere la circolazione e quindi la possibilità di commercializzare questi nuovi veicoli a partire dal 2019.

Una tecnologia che, come è facile immaginare, è destinata a cambiare il mondo e l’arco temporale che separa l’umanità da questa novità così dirompente non dovrebbe superare un anno. Dopo di che il nuovo modello totalmente elettrico ma con un sistema di apertura e chiusura delle porte automatico attualmente in test sulle strade pubbliche di San Francisco e Phoenix dovrebbe avere il via libera per circolare liberamente sulle strade di tutto il mondo. Anche se, ovviamente, almeno in una prima fase, la sua diffusione non potrà essere di massa visto il prezzo che si annuncia certamente elevato. Tutti i sistemi di sicurezza, e non potrebbe essere altrimenti, sono più avanzati rispetto a tutti gli altri mezzi attualmente in circolazione.

Da questo punto di vista è facile comprendere come Gm, con il modello Bolt, abbia fissato molto in alto l’asticella delle proprie ambizioni. Ma evidentemente la casa automobilistica a stelle e strisce avrà valutato attentamente le prospettive di un mercato che promette di fare scintille. L’auto con la manopola, secondo le previsioni sarà il primo veicolo che potrà circolare sulle strade senza gli strumenti per consentire ad un umano di assumere il controllo. Il software utilizzato per far andare questa autovettura senza il decisivo contributo dell’uomo, è stato sviluppato da Cruise Automation. General Motors adesso sarà impegnata nella conduzione dei test in uno spazio di prova ben definito dotato di una rete di sicurezza, a partire dal 2019.

I veicoli viaggeranno su una rotta fissa controllata dal loro sistema di mappatura. Ora, in realtà, la General Motors che ha sede a Detroit sta attendendo il nulla osta a livello federale. Le prime informazioni che trapelano riguardano la sicurezza. Durante i test, infatti, la vettura sarà capace di rallentare, accostare sul ciglio della strada e fermarsi senza alcun rischio per gli altri mezzi in circolazione..

E l'ato che vola diventa realtà

Basta solo osservarla per rendersi subito conto come siamo di fronte a un mezzo straordinario, sicuramente innovativo e che rappresenta forse il futuro della mobilità. Quella sognata, letta nei libri e ammirata nei libri e nei fumetti ovvero l'auto volante. A presentarla al Salone di Ginevra (e dove, altrimenti?) ci ha pensato l'azienda olandese Pal-V.

Con Liberty il futuro è insomma già realtà. La prima macchina volante disponibile commercialmente è in grado sfrecciare fino a 160 orari grazie alla spinta di un motore da 100 cavalli, ma quando spicca il volo è capace di raggiungere velocità massima di 185 orari grazie alla presenza di un potente propulsore da 200 cavalli. E tante per fare capire come non si tratti di uno scherzo, Pal-V Liberty può salire in quota fino a 3.500 metri con un range tra 400 e 500 chilometri in base al numero di passeggeri a bordo.

A voler essere precisi, non si tratta di un'idea innovativa perché di prototipi di auto volanti si parla da tempo e qualcosa è stato già effettivamente realizzato. La novità è piuttosto rappresentata dalle tempistiche perché la società dichiara che la prima consegna sarà effettuata già nel 2019 poiché l'auto volante è in grado di esibire tutte le certificazioni necessarie relative alla sicurezza. Insomma, la tabella di marcia è stata già minuziosamente definita e tutto lascia immaginare un grande successo. Quella presentata a Ginevra è allora un'anteprima di qualcosa di reale e concreto. La versione esposta in terra svizzera è comunque quella definitiva per stile. Basta solo aspettare un'altra manciata di mesi per poterci salire a bordo. Lo stile di guida su strada è simile a quello di una moto.

Per rimanere sospeso in aria PAL-V Liberty usa invece il principio del giroplano come i droni. Il rotore gira sempre come un mulino a vento, anche senza essere alimentato da un motore. Come spiegato dal designer di PAL-V Liberty, Chris Lock, la società ha già effettuato una ventina di voli con un prototipo di forma differente e nei prossimi mesi saranno effettuati altri test. I posti a sedere sono solo due, pilota e passeggero, mentre per quanto riguarda la conformazione, le ruote sono tre e le pale sono ripiegate sul tetto dell'auto. Sono quindi due i motori di cui è in dotazione, entrambi piccoli, così da rendere il mezzo leggero e perciò capace di staccarsi da terra. Secondo il produttore, il consumo è pari a 7,6 litri di carburante ogni 100 chilometri, con un'autonomia dichiarata di 1.315 chilometri per via di un capiente serbatoio da 100 litri.