Crema, non cambia posto all'auto in una zona di lavoro. Ecco come la ritrova.

Non ha spostato l'auto per i lavori che si doveva fare e qualcuno ha pensato di sporcargli l'auto con una grande striscia blu

Crema, non cambia posto all'auto in

Crema, non sposta l'auto per i lavori: la ritrova con una striscia blu


Numerose sono le storie curiose che vi sono intorno alle auto. Questa è una di queste anche se sarebbe potuta finire anche meglio o più civilmente.
 

Il mondo delle auto è sempre moto curioso ed interessante, sia come modelli nuovi sia per quello che può capitare. E oltre al fatto dell'auto di Crema, attenzione al nuovo regime delle multe.

Auto con striscia blu, la storia

Se ci sia dolo o meno è tutto da dimostrare, almeno stando alla versione dell'amministrazione comunale di Crema. Perché è capitato che una donna si è dimostrata incurante degli avvisi sui lavori in corso per il rifacimento delle strisce blu per la sosta a pagamento che avrebbero coinvolto quella strada, e ha deciso lo stesso di parcheggiare il suo suv laddove era suggerito di non farlo. Distrazione? Volontà di sfida?

Poco importa perché di certo c'è che al momento di salire a bordo l'ha ritrovata con una bella striscia blu nella parte posteriore, evidentemente dello stesso colore delle strisce sull'asfalto. Un bello scherzetto nei suoi confronti e dell'auto che lì non doveva stare o cos'altro?

C'è chi parla di ritorsione nei confronti della donna da parte degli operai e chi, come il Comune che ha deciso di prendere una posizione pubblica rispetto a una vicenda che sta facendo discutere dividendo in due la cittadina, parla di guasto improvviso di un tubo del macchinario.

E altre curiosità sul mono delle auto....l'auto che si guida con il cervello

Questa sì che è la dimostrazione di come il futuro sia già nel presente e la dimostrazione arriva da Nissan con la prima auto che legge nel pensiero. Siamo ancora nella fase del prototipo, certo, ma sia tratta di un passaggio indispensabile prima della diffusione in grande stile. Funzione e scopi sono pubblicamente dichiarati. Da una parte una cuffia raccoglie i segnali del cervello della persona alla guida del veicolo, dall'altra, l'obiettivo è prevedere le mosse del conducente e facilitare le manovre con l'obiettivo di ridurre gli incidenti. Accelerare, frenare o cambiare corsia: ogni azione viene così anticipata. In qualche modo siamo davanti a un'auto che in parte è tradizionale e in parte è autonoma, come quelle senza pilota di cui si fa un gran parlare in questo periodo.

Presentata in anteprima in occasione del Consumer electronics show di Las Vegas ovvero il tradizionale appuntamento con l'elettronica di consumo organizzato tutti gli anni negli Stati Uniti, a mettere la firma a questo primo prototipo ci ha pensato il laboratorio per le interfacce cervello-macchina del Politecnico di Losanna in collaborazione con Nissan. Il punto è capire fino a che punto interviene la guida autonoma e termina quella manuale. Secondo José del R. Millán, a capo della squadra che ha sviluppato questo sistema, non c'è alcuna interferenza, ma si tratta semplicemente di utilizzare e la tecnologia per esaltare le abilità del guidatore, senza intaccare il piacere di stare al volante.

Auto razzo

Basta solo osservarla per aspettarsi grandi cose. E in effetti la supercar giapponese Aspark Owl non tradisce le aspettative e in poco meno di due secondi riesce a raggiungere quasi 100 chilometri orari (96 per l'esattezza ovvero 60 miglia orarie). Siamo davanti all'auto elettrica più veloce al mondo? Forse sì, in attesa di test indipendenti e misurare i tempi di altre supercar. Secondo la casa nipponica il design della vettura si ispira a un gufo. Non a caso la traduzione della stessa parola owl è gufo.

Già da tempo si discute di questa supercar elettrica, dal giorno della presentazione ufficiale al salone dell'automobile di Francoforte dello scorso anno. E tra le tante caratterisiche tecniche balzate al centro dell'attenzione, non erano passati inosservati i 430 cavalli e il peso complessivo inferiore a 860 chilogrammi. Insomma, una vettura finora soltanto immaginata e che adesso rischia di diventare terribilmente desiderata. L'essere stata in grado di sfondare il muro dei due secondi per raggiungere da fermo 100 chilometri orari, colloca il veicolo nell'olimpo dei record.

Sarà comunque difficile salire a bordo di questa auto, tenendo conto che i giapponesi di Aspark hanno svelato l'intenzione di produrre 50 esemplari di questa supercar elettrica. E anche il prezzo non è proprio abbordabile: per parcheggiarla nel proprio garage servono circa 3,5 milioni di euro. Certo, ci sono alcune particolarità di cui tenere conto. Come si può notare dal video pubblicato su YouTube, la vettura monta pneumatici Hoosier da competizione preriscaldati (non è quindi in assetto stradale) e la stessa modalità di esecuzione del test, in quello che sembra il parcheggio nei pressi di un magazzino, meriterebbe qualche approfondimento.

Di più: l'Aspark Owl è stata alimentata da supercondensatori e non dalle tradizionali batterie viste a bordo delle auto elettriche, seppur di categoria superiore. In ogni caso l'aver fermato il cronometro prima dei due secondi rappresenta comunque un record da non trascurare. Inevitabile il richiamo alle recenti dichiarazioni di Elon Musk, numero uno di Tesla, che al momento della presentazione della sua Roadster ha sbandierato prestazioni da urlo ovvero la capacità di scattare da 0 a 100 in meno di due secondi netti. Aspark Owl sembra aver pareggiato i conti o forse ha fatto anche meglio. A proposito, tanto per aver un primo confronto sui costi, per la Tesla Roadster, l'impegno di spesa richiesto è di circa 200.000 dollari ovvero una cifra infinitamente inferiore.

L'auto con la manopola

Quella che sembrava solo il frutto utopistico della fantasia di registi cinematografici, presto entrerà nella vita quotidiana delle persone che dovranno misurarsi con un’auto a guida autonoma marchiata General Motors. Niente più volante, dunque. Niente pedali e niente frizione. La rivoluzione dell’auto si potrebbe riassumere in una manopola.

Il futuro quindi è già presente e il comparto dell’auto conferma ancora una volta la sua vocazione avanguardista quando si tratta di novità rivoluzionarie. L’auto a guida autonoma, come ha avuto modo di confermare Dan Ammann il presidente di General Motors, la casa che ha sviluppato il modello di autovettura totalmente automatico, ha confermato che a breve verrà presentata una petizione alla National Highway and Traffic Safety Administration per richiedere la circolazione e quindi la possibilità di commercializzare questi nuovi veicoli a partire dal 2019.

Una tecnologia che, come è facile immaginare, è destinata a cambiare il mondo e l’arco temporale che separa l’umanità da questa novità così dirompente non dovrebbe superare un anno. Dopo di che il nuovo modello totalmente elettrico ma con un sistema di apertura e chiusura delle porte automatico attualmente in test sulle strade pubbliche di San Francisco e Phoenix dovrebbe avere il via libera per circolare liberamente sulle strade di tutto il mondo. Anche se, ovviamente, almeno in una prima fase, la sua diffusione non potrà essere di massa visto il prezzo che si annuncia certamente elevato. Tutti i sistemi di sicurezza, e non potrebbe essere altrimenti, sono più avanzati rispetto a tutti gli altri mezzi attualmente in circolazione.

Da questo punto di vista è facile comprendere come Gm, con il modello Bolt, abbia fissato molto in alto l’asticella delle proprie ambizioni. Ma evidentemente la casa automobilistica a stelle e strisce avrà valutato attentamente le prospettive di un mercato che promette di fare scintille. L’auto con la manopola, secondo le previsioni sarà il primo veicolo che potrà circolare sulle strade senza gli strumenti per consentire ad un umano di assumere il controllo. Il software utilizzato per far andare questa autovettura senza il decisivo contributo dell’uomo, è stato sviluppato da Cruise Automation. General Motors adesso sarà impegnata nella conduzione dei test in uno spazio di prova ben definito dotato di una rete di sicurezza, a partire dal 2019.

I veicoli viaggeranno su una rotta fissa controllata dal loro sistema di mappatura. Ora, in realtà, la General Motors che ha sede a Detroit sta attendendo il nulla osta a livello federale. Le prime informazioni che trapelano riguardano la sicurezza. Durante i test, infatti, la vettura sarà capace di rallentare, accostare sul ciglio della strada e fermarsi senza alcun rischio per gli altri mezzi in circolazione.

La questione è semplice, ma soprattutto bene nota: in riferimento alle tasse automobilistiche è valida la norma sull'applicazione alle cartelle di pagamento notificate dall'agente della riscossione e bloccata in un credito irretrattabile per assenza di opposizione?

Pagamento tassa automobilistica e prescrizione

Di certo c'è che il mancato versamento della tassa automobilistica entro la scadenza comporta l'avvio delle procedure per il recupero del credito da parte dell'Agenzia delle entrate. Altro punto fermo è in riferimento alla mancata ricezione degli atti: nel caso di mancata notifica della richiesta di pagamento o della cartella esattoriale entro i termini della prescrizione, l'ente non ha diritto di richiedere alcun pagamento poiché l'atto è appunto andato in prescrizione. Tutto risolto? Non proprio perché non è sempre facile il calcolo della prescrizione delle tasse automobilistiche.
Secondo una recente sentenza, il calcolo dei tre anni in caso di notifica di una cartella esattoriale partono dalla data in cui il contribuente riceve nelle proprie mani il plico e non da quando le Entrate consegnano il plico all'ufficiale giudiziario o all'ufficio postale.

Un'altra sentenza delle Sezioni Unite prevede che la scadenza del termine stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce solo l'effetto della irretrattabilità del credito ma non la conversione del termine di prescrizione breve previsto in quello ordinario decennale. Infine, sulla materia si è anche pronunciata la Corte Costituzionale, secondo cui le Regioni non possono fissare proroghe ai termini di decadenza e prescrizioni relativi alla riscossione delle tasse automobilistiche.

Attenzione al nuovo regime sulle multe

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.