Dieselgate, i reali costi pagati dagli automobilisti taciuti o quasi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Dieselgate, i reali costi pagati dagli a

Carburante extra per gli italiani

E non è tutto: le nuove regole per i test in laboratorio e i target di riduzione delle emissioni delle auto al 2025 sarebbero non adeguate.

Tempo di pensare ai costi sopportati dagli automobilisti, anche italiani, della truffa del dieselgate ovvero dei test manipolati sui motori delle auto alimentate a gasolio. Ebbene, i numeri che stanno circolando in queste ore danno plasticamente l'idea della gravità del fenomeno ovvero di quanto sia stato diffuso anche dalle nostre parte. Stando infatti ai calcoli della ong Transport & Environment, dei 150 miliardi di euro di costi affrontati dagli automobilisti, i guidatori italiani hanno speso oltre 16 miliardi di euro in carburante extra. Una cifra distribuita nell'arco di 18 anni tra tutti gli automobilisti che, a loro insaputa, guidavano un mezzo non in regola.

16 miliardi di euro in carburante extra per gli italiani

Se infatti il costo delle riparazioni e della sistemazione del motore dell'auto è stato a carico delle compagnie produttrici, diverso è il caso di quelle spese che, senza risarcimento danni, sono andate letteralmente in fumo. E il riferimento va appunto al carburante addizionale. La manipolazione dei test sulle emissioni di anidride carbonica ha infatti comportato per i cittadini europei una spesa non richiesta di 150 miliardi di euro tra il 2000 e il 2017. E se gli italiani hanno speso 16,4 miliardi di euro, ai tedeschi è andata per forza di cose peggio per via del coinvolgimento dei suoi brand: 36 miliardi di euro di costi aggiuntivi per alimentare le auto di gasolio.

Ma c'è anche un altro aspetto messo in luce dall'organizzazione non governativa: le nuove regole per i test in laboratorio e i target di riduzione delle emissioni delle auto al 2025 sarebbero non adeguate. A detta della Transport & Environment, da 18 anni la manipolazione dei test ha prodotto emissioni addizionali per 264 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente a più delle emissioni dell'Olanda in un anno. Il divario tra i risultati dei test e le prestazioni reali è aumentao dal 9% del 2000 al 42% del 2016.

Inarrestabile cambiamento climatico

Secondo Greg Archer di Transport & Environment afferma, i produttori di auto dichiarano di aver conseguito enormi progressi nella riduzione del consumo di carburante, ma non sarebbe così. A dispetto delle regolamentazioni che impongono la riduzione delle emissioni, non ci sarebbero stati reali miglioramenti per 5 anni e solo il 10% di progressi dal 2000 a oggi. Si tratterebbe di numeri inferiori rispetto a quanto dichiarano le case produttrici. A suo dire, le conseguenze negative ricadono tutte sui cittadini che, oltre ad aver pagato il prezzo del carburante, soffrono anche i danni di un inarrestabile cambiamento climatico.

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