Due nuove recenti sentenze intervengono sulla questione parcheggio auto in condominio: quali sono, cosa prevedono e per chi
Quali sono le due importanti modifiche alle regole per il parcheggio auto in condominio al via ora a Settembre per legge? La questione del parcheggio auto in condominio è disciplinata da regole specifiche che ogni condominio deve rispettare secondo quanto stabilito dall’assemblea.
Avere un parcheggio auto condominiale in cui tranquillamente parcheggiare la propria auto è molto comodo per i condomini e rappresenta sempre un valore aggiunto quando si decide di acquistare casa e le regole previste riguardano anche l’assegnazione dei posti auto in condominio ed è l'assemblea di condominio che decide a maggioranza l’assegnazione dei posti ai condomini. Ora due nuove recenti sentenze intervengono sulla questione. Vediamo cosa prevedono.
Secondo la Cassazione, quando si è soggetti alla revoca dell’autorizzazione al parcheggio condominiale da parte dell’amministratore, se si accede conunque allo stesso parcheggio, si incorre nel reato contro la libertà individuale, cioè nella cosiddetta violazione di domicilio, e i condomini, per tutelare il loro diritto ad escludere chiunque non abbia il permesso di utilizzare spazi comuni come il cortile, possono denunciare estranei che parcheggiano l’auto nel cortile condominiale.
Un’altra recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che per danneggiamento intenzionale di auto in un parcheggio condominiale si può denunciare e il fatto può essere considerato un reato e perseguito anche penalmente.
Secondo quanto spiegato dalla Cassazione, chi danneggia intenzionalmente le auto nel percheggio condominiale, considerato luogo comunque aperto al pubblico e quindi esposto alla cosiddetta pubblica fede, può essere denunciato, a prescindere dall’entità del danno, implicare un'azione penale e anche il risarcimento del danno.
In realtà, come sottolineato dalla stessa Cassazione, il reato di danneggiamento intenzionale è stato depenalizzato nel 2016, ma è comunque considerata una violazione amministrativa, che prevede una sanzione pecuniaria da 100 a 8.000 euro, con obbligo di risarcimento del danno causato, ma è, invece, ancora considerato reato il danneggiamento in un luogo aperto al pubblico, per cui vale anche l’aggravante della cosiddetta esposizione alla pubblica fede che rende il comportamento punibile penalmente, perché se una persona provoca intenzionalmente un danno a un oggetto infrange la ‘fede pubblica’, non rispetta cioè intenzionalmente i beni altrui.
Da ricordare anche la riforma del condominio, finalmente entrata in vigore questa estate, da Luglio, dopo 10 anni che si attendeva, in cui abbiamo parlato in questo articolo dedicato