Ferrari modello inedito in onore di Marchionne e un aneddoto sulle sue ferie

Marchionne e le ferie, ma anche un nuovo modello di Ferrari in arrivo che dovrebbe essere davvero un icona per ricordare Marchionne

Ferrari modello inedito in onore di Marc

Una misteriosa Ferrari annunciata per il 17 settembre: sarà dedicata a Sergio Marchionne?


Il 17 Settembre Ferrari svelerà un suo nuovo modello, probabilmente dedicato ai collezionisti, e sarà quasi certamente dedicata a Sergio Marchionne che presto, dal 2019, si sarebbe dedicato esclusivamente alla casa di Marenello, sua grande passione.

La nuova Ferrari dedicata a Marchionne

Non si sa molto di questa nuova Ferrari, ma la comunicazione della Casa di Maranello della presentazione prima del Capital Market Day, un giorno proprio prima, il 17 Settembre è ufficiale. E secondo alcune ipotesi e indiscrezioni questa Ferrari dovrebbe essere dedicata a Marchionne.
Altra certezza che sarà un modello unico, un one-off, che potrà essere acquistata solo da chi è già possesore di un modello di Ferrari, anche perchè uscita in na parte riservate del portale ufficiale delle Rosse, dedicato a chi è già cliente. Quindi, un modello davverod a collezione, prodotto in pochi pezzi. Il nome per ora è Ferrari F176, chiaramente una sigla. C'è da ricordare che Marchionne quando l'anno prossimo avrebbe dovuto lasciare la guida del Gruppo si sarebbe dedicato solo ed esclusivamente alla Ferrari.

Un anedotto sulle ferie secondo Marchionne

Perché prendere tutti le ferie ad agosto? E soprattutto, perché farlo quando l'azienda perde 5 milioni di euro al giorno? Si tratta delle domande che avevano tormentato Sergio Marchionne nei giorni del suo ingresso in Fiat. E alla quale non è riuscito a dare una risposta giustificativa. Certo, si rende conto come si trattava del famoso stile di vita italiano, ma fino in fondo orientato alla produttività. E in base a quale faccia della medaglia si vede, può essere considerato positivo o negativo.

Da una parte c'è infatti il riconoscimento dell'unicità, ma dall'altra anche della diversità rispetto a quanto accade nel resto del mondo, dove agosto è considerato un mese come tutti gli altri e non quello delle ferie. In realtà c'è anche un altro aspetto di cui tenere conto: la scarsa predisposizione degli altri Paesi ad adeguarsi e dunque a investire in Italia. Lo ricordava lo stesso Marchionne, quando raccontava come i suoi amici a stelle e strisce ammettevano di amare l'Italia, ma solo per visitarla e non per una scommessa imprenditoriale.

Le parole dell'ex numero uno di FCA, lette adesso a distanza di alcuni anni da quanto le ha pronunciate, rendono bene l'idea del suo modo di fare e delle ragioni del successo e dell'attaccamento al lavoro. A suo dire non è assolutamente vero che l'atteggiamento italiano sia quello corretto perché il mondo se ne frega. Se ne frega cioè che siamo belli, se ne frega del bel tempo, che abbiamo belle macchine, se ne frega del fatto che siamo capaci di cantare. Sono tutte cose che a livello internazionale non contano niente. Parola di Marchionne.
 

Un altro anedotto

Un anedotto, ma anche un dato di fatto dell'ultima mossa in Borsa di Sergio Marchionne prima della degenza che lo ha poi condotto alla morte. E con una certa sorpresa non ha riguardato Fca di cui era amministratore delegata. Il 9 maggio aveva infatti acquistato un pacchetto di azioni della Philip Morris International, la multinazionale delle sigarette Marlboro. Esattamente 2.138 titoli per una spesa complessiva di 180.000 dollari. Inevitabile allora il ricordo del Marchionne fumatore, sempre vicino all'industria del tabacco.

Andando a sfogliare la sua biografia, viene anche fuori che tra il 2007 e il 2010, è stato anche consigliere della banca svizzera Ubs, il cui ex presidente Mathis Cabiallavetta è stato in Philip Morris negli stessi anni di Marchionne. Tra l'altro la multinazionale è stata per molti anni uno dei principali sponsor della Ferrari in Formula Uno. Dopo il divieto di spot per il fumo ha comunque finanziato la Rossa.

Sergio Marchionne, originario di Chieti dov'era nato il 17 giugno 1952, si trasferisce a 14 anni in Canada con la famiglia. Il padre Concezio era stato maresciallo dei carabinieri. L'adolescenza introversa, poi tre lauree in Canada: filosofia, legge, un master in business administration. Ottenuti alcuni incarichi manageriali, nel febbraio 2002 diventa ad della Sgs di Ginevra, azienda leader nei servizi d'ispezione e verifica. Prenderà poi la residenza in Svizzera. Dal giugno del 2004 è amministratore delegato della Fiat. Risolleva l'azienda da una crisi gravissima, riuscendo a separarla da General Motors. Rilancia la produzione all'estero, con durissimi scontri sindacali in Italia, referendum aziendali e l'uscita da Confindustria, giungendo al pieno controllo di Chrysler nel corso del 2014.

A conti fatti, sono quasi tre i lustri trascorsi da Sergio Marchionne al fianco della famiglia Agnelli: divenne membro indipendente del Consiglio di amministrazione di Fiat (oggi Fca) nel maggio del 2003, per volere di Umberto Agnelli, e assunse poi il ruolo di amministratore delegato dal primo giugno del 2004, succedendo a Giuseppe Morchio. Dall'ottobre del 2014 aveva sostituito Luca Cordero di Montezemolo nella presidenza di Ferrari. E c'è un passaggio storico che vale la pena ricordare: il 9 giugno 2009, a Washington, nell'ufficio della Fiat, dopo una trattativa con il Ministero del Tesoro americano e la task force del presidente Barack Obama, è stato firmato l'accordo per assorbire la Chrysler.

Marchionne diventa amministratore delegato, Robert Kidder è presidente. L'accordo preliminare non vincolante tra Chrysler e Fiat era stato firmato a gennaio dello stesso anno.