Fiat Panda, Fiat 500 e per numerose altre auto di tutte le marche blocco dal 2020 per nuove norme Ue

La via d'uscita più semplice sembra essere il rinvio dell'introduzione dei nuovi limiti di emissione per evitare lo stravolgimento del mercato delle auto.

Fiat Panda, Fiat 500 e per numerose altr

Addio alle auto per la città?

Sono tre le direzioni seguite dal mercato delle auto. La prima è quella indicata dalle case automobilistiche sulla base dei nuovi traguardi raggiunti in termini di innovazione e di tecnologia. La seconda - strettamente legata alla prima - segue le preferenze e i desideri degli automobilisti e il boom degli ultimi anni delle vendite di suv è una della dimostrazioni più evidente. Infine ci sono le normative, nazionali e sovranazionali, che fissano paletti e incentivano la vendita di alcuni ben precisi modelli di auto.

Ed è proprio in relazione a quest'ultima indicazione che vanno messi in conto importanti stravolgimenti. Quali? In primissima battuta le nuove norme per il contrasto all'inquinamento ambientale, che hanno conseguenze dirette su alcuni dei modelli più venduti e popolar in Italia, come Fiat Panda e Fiat 500, ma anche Citroen C1 e Ford Ka.

Fiat Panda, Fiat 500, Citroen C1 e Ford Ka a rischio

Il concetto di fondo è estremamente chiaro: l'Unione europea sta cercando di abbattere il livello di emissioni di sostanza nocivi nell'ambiente e lo sta facendo con misure concrete e drastiche ovvero con il blocco della circolazione delle auto più impattanti. E non guarda in faccia a nessuno ovvero è pronta a mettere al bando anche le vetture del segmento A (sono le vetture più piccole e compatte, le cosiddette city car o auto per la città) e del segmento B (sono le cosiddette utilitarie e dalle dimensioni compatte) perché anche loro sforano i limiti consentiti.

Per intenderci, la soglia massima adesso è di 120,5 grammi per chilometro di emissioni, quella individuata dall'Europa è di 95 grammi per chilometro. Si tratta di una bella sforbiciata che spinge le case automobilistiche a ripensare anche le city car e le utilitarie. La soluzione è la progettazioni di nuovi motori o l'equipaggiamento di tecnologie in grado di contenere le sostanze nocive ma senza intaccare il livello di prestazioni.

In ogni caso sono soluzioni non di immediata applicazione e oltretutto costose. La stessa implementazione di sistemi ibridi (anche di tipo mild hybrid, ibrido leggero, per le vetture di dimensioni più ridotte) ha bisogno di tempo e a oggi sta avvenendo in maniera molto graduale. E se il 2020 è l'anno che dovrebbe fare da spartiacque, il rischio è il blocco delle vendite per alcuni dei modelli di auto più popolari. Per intenderci, stiamo parlando di Fiat Panda, Fiat 500, Citroen C1 e Ford Ka, ma anche di Peugeot 208, Ford Fiesta o delle varie versioni di Smart.

Addio alle auto per la città?

La via d'uscita più semplice sembra essere il rinvio dell'introduzione dei nuovi limiti per evitare lo stravolgimento del mercato delle auto. Per dirla con le parole di Max Warburton, analista della società di ricerca e intermediazione Sanford C, le nuove norme richiederanno alle case produttrici di aumentare i costi per le piccole della propria gamma per evitare le multe dell'Unione europea. Molti costruttori stanno già pensando di abbandonare questo segmento di mercato ovvero delle auto per la città.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il