Fiat Panda, versione inedita Mild-Hybrid. Come sarà. E altre decine di auto in arrivo

La fine della versione diesel dell’utilitaria di Fca ovvero Fiat è stata ormai decisa il primo settembre, giorno in cui la versione dotata del motore 1.3 Multijet della Fiat Panda sarà archiviata

Fiat Panda, versione inedita Mild-Hybrid

Pronto il pensionamento della versione diesel della Fiat Panda. Ecco quando accadrà


Fine del diesel, per la Fiat Panda e un nuovo modello Mild-Hybrid. Ecco tutto quello che si sa finora su questa versione e altre decine di auto in arrivo, tra 28 green, ma anche differenti tipologie di Fiat 500, Jeep e altro ancora.
 

Come quei grandi campioni che lasciano l’attività agonistica quando sono all’apice della carriera, anche per una versione della Fiat Panda, gloriosa autovettura che ha attraversato i decenni mutando in alcuni casi la pelle, ma mai quel fascino che ha sedotto centinaia di migliaia di acquirenti, è stato individuato lo stesso destino.

La fine della versione diesel dell’utilitaria prodotta dalla Fca, già Fiat, è stata infatti ormai decisa il primo settembre, giorno in cui, stando a quanto pubblicato dalla rivista Automotive News Europe, la versione dotata del motore 1.3 Multijet della Fiat Panda sarebbe stata definitivamente archiviata. Già si conosce il modello che entrerà sul mercato al suo posto. Si tratta della mild-hybrid che dovrebbe riuscire a non far notare troppo il pensionamento di un modello che ha rappresentato un’era. Ormai finita. Vediamo come sarà questa versione mild-hybrid della Fiat Panda.

Fiat Panda fine della versione diesel

Insomma, a quanto pare la strada tra Fiat Panda e diesel è destinata a separarsi. Vero è che la versione diesel della Panda nel 2018 non è rientrata nella Top 10 delle auto più vendute in Italia, anche se continua a dominare il mercato delle auto alimentate in maniera alternativa, mentre le motorizzazioni diesel continuano ad occupare le posizioni di vertice per quel che riguarda invece i modelli di Fiat 500X che addirittura si è guadagnato il gradino più alto del podio. Seguito dalla Fiat Tipo che conquista un’onorevole quinta posizione e per finire la 500L, nona.

E sono proprio questi dati ad aver evidentemente influenzato la decisione di mandare in soffitta la versione diesel della Fiat Panda. Insomma al cuor non si comanda ma il mercato riesce ad aprire anche le serrature più complesse. E anche le nuove norme europee sembrano aver avuto un ruolo in questa decisione. In aggiunta a questo, la decisione di fermare il Diesel sulla citycar fa parte del piano dello scorso primo giugno.

Ecco come sarà la nuova Panda

Ecco come sarà la nuova Panda, prodotta in Polonia, che stando a quanto emerge dalle indiscrezioni in circolazione in questi giorni dovrà vedere la luce entro il 2020. Entro questa data, infatti, arriverà la nuova generazione di Fiat Panda che non monterà più il motore diesel 1.3 MultiJet, ma darà spazio ai mild hybrid con sistemi a 48 Volt. Si tratta senza dubbio della soluzione più collaudata ed economica che garantirà, oltre a prestazioni sufficientemente adeguate, anche un prezzo più accessibile.

E così si concretizza anche quella che era stata una volontà molto chiara di Marchionne che infatti aveva chiaramente annunciato, nel corso dell’ultima fase alla guida della multinazionale dell’auto, la fine della produzione di auto a diesel per Fca entro il 2021. Questo sarebbe il primo passo, accelerato dalla nuova omologazione WLTP sulle emissioni entrata in vigore, non a caso, lo scorso 1° settembre.

45 miliardi di investimenti, 28 nuove auto, 9 elettriche

Una variabile decisiva è poi rappresentata dalla progressiva conquista di quote di mercato da parte delle auto elettriche e dal progressivo abbandono dei veicoli alimentati a diesel. E per un brand come la Fiat si tratta di un passaggio epocale da gestire con le dovute accortezze proprio per via della clientela di riferimento. Va verso la chiusura l'epoca del motore diesel alimentato a gasolio. Tra i veicoli più inquinanti di questa categoria figurano i motori diesel privi di filtro antiparticolato e con una cattiva manutenzione. Per ridurre i rischi ambientali sono stati introdotti limiti alle emissioni di biossido di azoto, fissati in Europa al livello di 168 mg/km per i nuovi modelli in circolazione. Ma la tendenza prevalente è adesso quella di metterli definitivamente da parte. Non subito, ma la rotta è stata tracciata.

Nuove Fiat 500

Si accorciano i tempi per il rilascio della rinnovata Fiat 500X, una della vetture più attese nei prossimi mesi. Le immagini trapelate online (volontariamente o meno non importa) danno l'idea della strada della modernità seguita dal brand italiano. In fin dei conti sono già quattro anno che l'attuale generazione è sul mercato e, in tempi così rapidi e senza soste come quelli attuali, è inevitabile che ogni piccolo cambiamenti balzi subito all'occhio. Si tratta di foto e non di rendering, intendiamoci, per cui siamo ai limiti dell'ufficialità. Tuttavia è lecito credere che i cambiamenti possano essere ben maggiori, soprattutto negli interni, dover per ora non si registra un cambio di passo rispetto a quanto visto fino a questo momento. In ogni caso, i tempi sembrano adesso decisamente più corti prima di poter vedere da vicino la versione definitiva.

Le voci della vigilia riferiscono che sotto al cofano della Fiat 500X dovrebbe esserci spazio per i nuovi motori FireFly turbo a benzina, con 3 e 4 cilindri, inaugurati con la Fiat Renegade ovvero il 1.0 da 120 CV e il 1.3 da 150 o 180 CV. In pista ci sarebbero anche i rinnovati diesel 1.6 da 120 CV e 2.0 da 140 o 170 CV, ben equipaggiati con i nuovi turbo e filtro anti-NOx, che funziona grazie all'iniezione del liquido AdBlue a base di urea. E il tutto mentre si discute anche della nuova Fiat 500 Giardiniera con una indiscrezione destinata a rendere felici gli operai italiani perché la produzione potrebbe avvenire in Italia forse nello stabilimento Fiat Chrysler di Mirafiori. Si tratta di un passaggio fondamentale ricordando come la Fiat Punto abbia ormai i giorni contanti e il suo posto potrebbe così essere preso in maniera definitiva dai vari modelli della gamma 500.

C'è una ragione precisa per cui Fiat ha deciso di presenterà la nuova serie speciale Spiaggina '58 su base Fiat 500C ed è il compleanno della 500, oltre ai 60 anni dalla realizzazione del primo modello della stessa Spiaggina. Il marchio torinese ha deciso di rendere omaggio alla sua prima cabriolet con una release speciale. Ma non sarà per tutti poiché sarà prodotta solo in 1.958 esemplari. Anche in questo caso il numero non è stato scelto dalla fortuna, ma come è facilmente intuibile è un omaggio all'anno di nascita del primissimo modello. Siamo allora davanti a una 500C vintage di colore Azzurro Volare (altro omaggio a una icona del tempo, Domenico Modugno), con la capote beige, i cerchi da 16 pollici, le calotte cromate dei retrovisori esterni. A bordo fanno bella mostra di sé gli interni bicolore grigio e avorio e la plancia dello stesso colore della carrozzeria esterna.

Già disponibile nelle concessionarie Fiat, è disponibile anche una versione della Fiat 500 Spiaggina '58. Firmata dalla Garage Italia Custom di Lapo Elkann, è acquistabile solo su prenotazione. La cabrio è proposta con il motore 1.2 benzina da 69 CV conforme alla nuova omologazione Euro6D, il prezzo è di 21.350 euro, chiavi in mano.

E la prima Jeep Ibrida

Fca prova a compiere quel decisivo salto di qualità in un mercato in via di ridefinizione. E lo fa innanzitutto con l'annuncio ufficiale del via alla produzione della Jeep Renegade Plug-in Hybrid Electric Vehicle, considerata la via di mezzo tra il motore a benzina e le auto elettriche. A spingere la Jeep Renegade ibrida ci penserà un motore a combustione interna già in produzione presso lo stabilimento Fca di Melfi, nel contesto di un progetto che prevede da qui al 2022 la realizzazione di 12 diversi powertrain per 30 veicoli. Si tratta senza dubbio di un passaggio di rilievo per l'Italia e per il futuro industriale del gruppo automobilistico.

Diventa allora sempre più chiara la strategia di Fca con la produzione del suo PHEV, veicolo ibrido elettrico plug-in, ovvero la progressiva elettrificazione della sua proposta commerciale. In questo complesso mosaico di ripensamento globale dell'offerta che coinvolge anche altri produttori, si colloca il tassello della Renegade Phev che va nella scia del lancio della Chrysler Pacifica Minivan Phev e della tecnologia e-Torque mild-hybrid lanciata sul Ram 1500 a inizio anno.

Quel che è certo è l'avvio delle grandi manovre nello stabilimento Fca di Melfi, anche perché i tempi sono piuttosto ristretti. Il lancio sul mercato automobilistico della Jeep Renegade Plug-in Hybrid Electric Vehicle è infatti programmato nella prima metà del 2020. C'è dunque poco più di un anno per realizzare in serie la vettura e metterla a disposizione degli acquirenti. Si vocifera di un maxi investimento di oltre 200 milioni di euro. Una cifra evidentemente necessaria considerando l'indispensabilità di formare i dipendenti su questa nuova tecnologia, di riorganizzare il lavoro e rivedere la stessa struttura interna della fabbrica.

A riprova dell'attivismo di queste settimane ci sono le parole di Pietro Gorlier, responsabile delle attività europee di Fca. Oltre 742.000 Renegade prodotte in Italia dal lancio a oggi fanno dello stabilimento di Melfi il posto strategico - ci tiene a far presente - e della Renegade il prodotto ideale per il lancio della versione Phev. L'intenzione non è per nulla nascosta e prevede il rafforzamento dell'offerta di questo veicolo che ha già conquistato una fetta di mercato. Tabella di marcia alla mano e andando anche oltre la Jeep ibrida Renegade, la volontà è offrirà entro quattro anni 12 sistemi di propulsione elettrica con 30 modelli da collocare sul mercato