Guida autonoma, sperimentazione al via a Torino. E video auto più innovative e rivoluzionarie

Attesi in pochi anni oltre 30 milioni di esemplari nel mondo per un valore di 7 trilioni di dollari. Da qui la volontà della città di Torino a essere protagonista.

Guida autonoma, sperimentazione al via a

Accordo sulla guida autonoma


Si inizia da Torino che sarà il primo laboratorio pe le auto che si guidano da sol senza conducente e poi si proseguirà in altre parti d'Italia. Ma tante auto, moto, scooter di avanzato livello di guida autonoma sono sempre più realtà
 

Tutto vero: l'auto senza conducente arriva anche in Italia. E la città che farà da apripista di quello che sarà un orizzonte a cui prima o poi saremo tutti destinata è Torino. La firma sul protocollo d'intesa è arrivata e adesso manca solo il via libera del Ministero dei Trasporti per vedere circolare veicoli senza piloti ma guidati dall'esterno ovvero da tecnologie informatiche. A raggiungere l'accordo sono stati Chiara Appendino, sindaco di Torino, secondo cui questa è un'occasione per la realizzazione di una filiera virtuosa Fca Group, da tempo impegnata su questo versante anche con le grandi multinazionali statunitensi, Gm Global Propulsion Systems, Anfia e Unione Industriale, 5T, Politecnico e Università, Tim e Italdesign Giugiaro.

Cosa prevede l'accordo sulla guida autonoma

Stando alle stime degli esperti del settore, la sperimentazione sull'auto a guida autonoma subirà un'accelerazione esponenziale da qui al 2020. Di più: potrebbero circolare oltre 30 milioni di esemplari nel mondo, per un valore di 7 trilioni di dollari. Da qui la volontà della città di Torino a recitare sin da subito un ruolo da protagonista. Come ha fatto notare la prima cittadina, per una città dove la produzione di auto e l'indotto collegato rappresentano la storia e il presente del suo sistema produttivo, questo accordo sull'auto che si guida sola spinge l'intero sistema delle imprese verso la strada dell'Industria 4.0, quella della crescita attraverso l'innovazione.

Dal punto di vista tecnologico, grazie alla sensoristica e alla connettività delle reti 5G che consentono la comunicazione in tempo reale fra auto e auto, V2V, e fra auto e infrastruttura, V2I, il conducente può essere supportato dove l'errore umano è verosimilmente possibile, come velocità molto basse o troppo alte nel traffico urbano e sui lunghi tratti autostradali. Più specificatamente, il protocollo d'intesa sulla guida autonoma è stato sottoscritto da città di Torino, FCA Group, GM Global Propulsion Systems S.r.l., ANFIA, 5T s.r.l., Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione Torino Wireless, Tim S.p.A., Open Fiber S.p.A., Italdesign Giugiaro S.p.A., Unione Industriale di Torino, FEV Italia e Unipol.

Ma anche su altre strade italiane

Il via libera è ufficiale: strade e autostrade italiane possono diventare smart road per la sperimentazione di veicoli a guida automatica. La firma del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivata in coerenza con quanto previsto con l'ultima legge di Bilancio. Anche in Italia si possono adesso testare le auto robot in attesa delle autostrade intelligenti entro il 2025. Ecco allora che se il decreto punta alla trasformazione digitale della rete stradale nazionale con l'obiettivo di renderla adotta a dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione, sono da mettere in conto interventi ad hoc, come la copertura di tutte le strade e autostrade con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema di hotspot Wi-Fi per la connettività dei device dei cittadini, di un sistema per rilevare il traffico e le condizioni meteo e fornire previsioni a medio-breve termine.

Sulla base dei dati raccolti, il sistema offre quindi contenuti per servizi avanzati di informazione sul viaggio agli utenti, permettendo eventuali azioni di re-routing. Prevista allora la possibilità di autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida automatica. In particolare, sono stati individuati i soggetti che possono chiedere l'autorizzazione, l'istruttoria da compiere, le modalità con cui l'autorizzazione viene rilasciata e i controlli cui è soggetta l'attività di sperimentazione per assicurare che la sperimentazione venga realizzata in condizioni di sicurezza. Si tratta del costruttore del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica e degli istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca. I costi degli interventi - ci tiene a sottolineare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - sono a carico del concessionario o del gestore dell'infrastruttura.

Gli interventi saranno realizzati sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T e in ogni caso sull'intera rete autostradale. Quindi sono previsti ulteriori servizi di deviazione dei flussi, in caso di incidenti e ostruzioni gravi, di intervento sulle velocità medie, per evitare o risolvere congestioni, di suggerimento di traiettorie e corsie, di gestione dinamica degli accessi, di gestione dei parcheggi e del rifornimento con particolare riferimento alla ricarica elettrica.

Quando si parla di veicoli connessi e autonomi occorre considerare come esistano diversi tipi di automazione differenti da quelli in cui l'uomo controlla sempre le prestazioni delle funzioni dinamiche del veicolo, anche quando arricchite da sistemi di allerta o di intervento. Con l'assistenza alla guida l'esecuzione di alcune modalità di guida viene effettuata a un sistema di assistenza alla guida, sterzata o accelerazione e decelerazione, utilizzando le informazioni sull'ambiente di guida e con la previsione che il conducente umano esegua tutti gli altri aspetti relativi alla guida dinamica. Poi c'è l'automazione condizionale in cui l'esecuzione di specifiche modalità di guida viene effettuata da un sistema di guida automatica per tutti gli aspetti relativi alla guida dinamica con la previsione che il conducente umano risponda in modo adeguato in caso di richiesta di intervento. Gli step successivi sono l'elevata e la completa automazione.

Primo esempio progetto auto guida autonoma

La tendenza di quest'anno è chiara e lo sarà ancora di più con il trascorrere del tempo: le auto a guida autonoma o comunque assistita troveranno sempre più spazio nei progetti dei produttori e, soprattutto, lungo le strade delle città. I grandi marchi stanno investendo sempre più quattrini in questa tecnologia e tra i player in prima fila c'è anche Toyota. Proprio questi sono i giorni della proposizione delle novità sviluppata dalle società giapponese, come la vettura senza pilota basata sulla

L. Da una parte ci sono i produttori stanno cercando di anticipare i tempi e gli utenti incuriositi da questa ondata di novità. Ma dall'altra ci sono le incertezze degli stessi governi, preoccupati della sicurezza e delle troppe conseguenze non controllabili dalla circolazione di auto senza guidatori.

Se la base della nuova auto con guida autonoma di Toyota è la LS 600h L, la novità è rappresentata dalla tecnologica Platform 3.0. Si tratta dello strumento, a base di radar per il tracciamento degli spostamenti e di sensori per il rilevamento di oggetti, per far compiere al mezzo il tanto ambito salto di qualità verso il futuro prossimo. E allora, il radar, con una portata di 200 metri e un perimetro di 360 gradi, porta più in su il livello di precisione. Al punto che anche i piccoli detriti posti ai lati della strada non sfuggono dal rilevamento. Pollice in su anche per il tetto dell'auto equipaggiato con un pannello resistente a ogni tipo di clima e temperatura. Il messaggio che Toyota sta cercando di far passare è quello della concretezza del nuovo approdo ovvero dell'utilità reale dele vetture autonome. Non una semplice dimostrazione di tecnologia evoluta, ma benefici pratici.

Dal punto di vista tecnico, Toyota riduce le dimensioni di sensori e telecamere così da integrarle nella scocca con maggiore facilità. Di più: modifica il tetto dell'auto per sfruttare lo spazio e collocare i sensori. Insomma, un vero e proprio ripensamento dal punto di vista ingegneristico e non un semplice arricchimento della vettura.

Per vedere la Toyota LS 600h L basata sulla Platform 3.0 occorre ancora un po' di pazienza. Il via alla produzione sarà dato solo nella prossima primavera. A mettere la firma a questo progetto ci hanno pensato lo studio Calty Design Research di Ann Arbor del Michigan e gli ingegneri della Toyota Motor North America Research and Development. Come spiegato dal ceo del Toyota Research Institute, Gill Pratt, la squadra si è dimostrata in grado di progredire. Per portare la piattaforma di ricerca a un nuovo livello hanno sfruttato le straordinarie competenze Toyota in fatto di design e di ingegneria così da creare un'innovativa piattaforma di test con l'obiettivo di trasformarla in un punto di riferimento per il settore. Parte delle nuove auto Toyota sarà realizzate con i doppi comandi per testare la guida autonoma con l'applicazione Guardian, di cui è stata fatta ampia conoscenza nella scorsa stagione estiva.

Secondo esempio

Quella che sembrava solo il frutto utopistico della fantasia di registi cinematografici, presto entrerà nella vita quotidiana delle persone che dovranno misurarsi con un’auto a guida autonoma marchiata General Motors. Niente più volante, dunque. Niente pedali e niente frizione. La rivoluzione dell’auto si potrebbe riassumere in una manopola.

Il futuro quindi è già presente e il comparto dell’auto conferma ancora una volta la sua vocazione avanguardista quando si tratta di novità rivoluzionarie. L’auto a guida autonoma, come ha avuto modo di confermare Dan Ammann il presidente di General Motors, la casa che ha sviluppato il modello di autovettura totalmente automatico, ha confermato che a breve verrà presentata una petizione alla National Highway and Traffic Safety Administration per richiedere la circolazione e quindi la possibilità di commercializzare questi nuovi veicoli a partire dal 2019.

Una tecnologia che, come è facile immaginare, è destinata a cambiare il mondo e l’arco temporale che separa l’umanità da questa novità così dirompente non dovrebbe superare un anno. Dopo di che il nuovo modello totalmente elettrico ma con un sistema di apertura e chiusura delle porte automatico attualmente in test sulle strade pubbliche di San Francisco e Phoenix dovrebbe avere il via libera per circolare liberamente sulle strade di tutto il mondo. Anche se, ovviamente, almeno in una prima fase, la sua diffusione non potrà essere di massa visto il prezzo che si annuncia certamente elevato. Tutti i sistemi di sicurezza, e non potrebbe essere altrimenti, sono più avanzati rispetto a tutti gli altri mezzi attualmente in circolazione.

Da questo punto di vista è facile comprendere come Gm, con il modello Bolt, abbia fissato molto in alto l’asticella delle proprie ambizioni. Ma evidentemente la casa automobilistica a stelle e strisce avrà valutato attentamente le prospettive di un mercato che promette di fare scintille. L’auto con la manopola, secondo le previsioni sarà il primo veicolo che potrà circolare sulle strade senza gli strumenti per consentire ad un umano di assumere il controllo. Il software utilizzato per far andare questa autovettura senza il decisivo contributo dell’uomo, è stato sviluppato da Cruise Automation. General Motors adesso sarà impegnata nella conduzione dei test in uno spazio di prova ben definito dotato di una rete di sicurezza, a partire dal 2019.

I veicoli viaggeranno su una rotta fissa controllata dal loro sistema di mappatura. Ora, in realtà, la General Motors che ha sede a Detroit sta attendendo il nulla osta a livello federale. Le prime informazioni che trapelano riguardano la sicurezza. Durante i test, infatti, la vettura sarà capace di rallentare, accostare sul ciglio della strada e fermarsi senza alcun rischio per gli altri mezzi in circolazione.

Non solo quattro ruote

Le prime moto a guida autonoma rappresentano certamente le innovazioni più interessanti proposte da due colossi del mondo delle due ruote come Yamaha e Honda. Per quel che riguarda la casa del diapason non si hanno grandi informazioni su questo nuovo modello che dovrebbe scardinare i canoni delle moto tradizionali, ma la cosa certa è che questo veicolo sarà capace di viaggiare senza la necessaria ‘collaborazione’ dell’uomo proprio grazie alla guida autonoma.

E chi non sa rinunciare al piacere della guida può stare tranquillo. Dalla Yamaha assicurano che questa moto darà solo soddisfazioni, sotto tutti i punti di vista, agli acquirenti che decideranno di affidarsi alle cure della guida autonoma. Stesso discorso, ovviamente anche per la Honda che, stando alle indiscrezioni che circolano nell’ambiente, è più avanti nello sviluppo rispetto alla concorrente Yamaha e potrebbe già essere commercializzata a breve.

Questo perché alcune delle soluzioni adottate sarebbero meno estreme ma più funzionali. Ma comunque ad accumulare queste due moto e spedendole direttamente in un futuro più vicino di quello che si possa immaginare, un particolare sistema di guida autonoma che permette alla moto di rimanere in equilibrio da sola. Un bel comfort non credete?

Forse i seguaci dell’ortodossia a due ruote faranno fatica ad accettare l’ultima trovata di Yamaha e Honda. Che però ancora una volta hanno dimostrato lungimiranza e attenzione alle nuove esigenze di una platea di potenziali clienti che cambia alla stessa velocità con cui si trasforma la società contemporanea, i propri gusti e le proprie tendenze.

Ecco spiegato come mai sono in arrivo addirittura modelli a tre ruote. Roba da condannare nuovamente Bruno Giordano al rogo per quelli che non concepiscono innovazioni così importanti. Il mercato delle tre ruote è infatti in continua evoluzione e i numeri dimostrano che è in espansione.

Comodità e comfort alla guida, sicurezza e maggiore stabilità potrebbero essere alcune delle cause che stanno facendo convergere i gusti di un numero sempre maggiore di appassionati verso questa soluzione. Vedremo, ma Honda e Yamaha si confermano ancora una volta leader in innovazione e tecnologia. Stare al passo con i tempi è la sfida più difficile per chi deve essere competitivo sul mercato globale.