Incidenti stradali, risarcimenti più bassi con nuove sentenza Cassazione. Importi e casi

In termini economici, questa decisione della Corte di Cassazione sui risarcimenti per incidenti stradali favorisce le compagnie assicurative.

Incidenti stradali, risarcimenti più bas

Incidente auto con invalidità grave, risarcimento ridotto

Non c'è dubbio che questa nuova ordinanza della Corte di Cassazione 2019 è destinata a fare discutere perché fissa un paletto ben preciso in tema di risarcimento stradale in caso di incidenti. In sintesi, se l'automobilista subisce una invalidità permanente per via di un sinistro, l'importo che gli spetta dalla compagnia di assicurazione è più basso rispetto a quello che percepirebbe senza la grave invalidità. La somma da totale da corrispondere - spiegano i giudici - deve tenere conto anche dell'assegno corrisposto dall'Inps.

In caso contrario si prefigurerebbe un vantaggio economico non dovuto al danneggiato sotto forma di un doppio sostegno per l'invalidità.

Incidente auto con invalidità grave, risarcimento ridotto

In termini puramente economici, non c'è dubbio che una decisione di questo tipo finisce per favorire le compagnie assicurative che possono adesso fare riferimento all'assegno di invalidità erogato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale per determinare l'importo da corrispondere.

E c'è sorprendersi solo fino a un certo punto tendendo conto che l'ordinanza va in linea con una precedente decisone delle Sezioni Unite della Cassazione per cui nella definizione nella cifra che l'assicuratore è chiamato a versare alla vittima dell'incidente stradale, occorre tenere conto non solo di quanto l'Inps ha già corrisposto, ma anche della pensione civile che verserà in seguito.

L'importo che si riceve per risarcimento da incidente stradale può dunque variare anche in modo piuttosto consistente in base al tipo di invalidità tra parziale e totale. In buona sostanza, maggiore è la somma versata dall'Istituto nazionale della previdenza sociale e minore è la cifra delle compagnie assicurative. Quello che non cambia è la cifra finale percepita. Ed è proprio questo il nucleo della decisione della Corte di Cassazione: conta l'ammontare complessivo, indipendentemente dal fatto che sia versato da uno o più enti.

Come dire: il danno è uno e il risarcimento è unico e poco importa (in termini assoluti) se le spese siano divise tra Stato e assicurazione o siano a carico della sola compagnia. In caso di cumulo, ragionano i giudici, il danneggiato finirebbe per ricevere una cifra maggiore rispetto a quella che gli spetterebbe.

Scontro giudiziario 2019  tra un automobilista e la compagnia di assicurazione

I giudici della Corte di Cassazione sono stati chiamati a pronunciarsi in seguito allo scontro giudiziario tra un automobilista coinvolto in un incidente che gli ha provocato lesioni di invalidità permanente e la compagnia di assicurazione Allianz.

E nelle motivazioni dell'ordinanza ricordano proprio quella decisione delle Sezioni Unite della stessa Corte, secondo cui le somme che il danneggiato si vede liquidare dall'ente gestore di assicurazione sociale a titolo di rendita per l'invalidità civile - mettono testualmente nero su bianco i giudici - vanno detratte dall'ammontare dovuto dal responsabile civile al danneggiato, poiché conseguirebbe altrimenti un importo maggiore di quello cui ha diritto.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il