Auto a metano, ibrida, gpl consigli per scegliere auto ecologica e vantaggi bollo, rc auto

Interessanti dati per le auto verdi in Italia per quanto riguarda l'ambiente e l'eco-compatibilità

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L'Italia prima in Europa nel mercato delle auto ecologiche


Per le auto ecologiche in Italia siamo primi nelle statistiche soprattutto grazie al metano e al gpl, molto meno all'ibrida ancora. Ma come scegliere, quando e cosa bisogna considerare per comprare e acquistare la migliore auto ecologica e risparmiare sul carburante e tanto altro?
 

L'Italia per le auto a Gpl, ibridi, elettrici, a metano è prima per i volumi di vendita in Europa con l'11,7% nel 2017 con un aumetno del 24% rispetto l'anno precedente. Il nostro Paese è, invece, secondo per le quite di mercato dopo la Norvegia.

Le auto più scelte sono quelle metano e Gpl, mentre elettrico ed ibrido sono ancora poche, pur in aumento, e nei prossimi dieci anni il trend dovrebbe essere questo.

Le auto a metano sono quasi 1 milione, fermando a 927mila unità circa. Le benzina metano sono l'1,7% delle auto verdi totali, mentre le Gpl sono molto di più ovvero 2,3 milioni di veicoli ( e il benzina/Gpl è il 6,5% del mercaro. Le ibride sono erza con il 3,4%, mentre le elettriche chiudono la classifica con slo lo 0,1%.

Le vendite delle auto Gpl hanno registrato nel 2017 un buon incremento (+27%) anche grazie alla rete più ampia distributiva in Europa con le aziende che ne hanno acquistate il +36% e il 27% i privati

Le auto ibride

Sono tre le ragioni per cui le auto alimentate a diesel stanno perdendo posizioni nella classifica delle preferenze dei consumatori e stanno invece trovando sempre più spazio nel mercato i veicoli ibridi, di qualunque categoria appartengano tra Mild hybrid, Full hybrid e Hybrid plug-in. In prima battuta si segnala la progressiva perdita di convenienza economica rispetto alle vetture a benzina. La forbice dei costi dei due carburanti si è ridotta e anno dopo anno il trend viene confermato. In seconda battuta le campagne sull'inquinamento ambientale stanno diventando sempre più efficaci e l'appuntamento con la risoluzione di questo problema non sembra più rinviabile.

Infine ci sono gli scandali sulle emissioni ovvero sulla manomissione delle emissioni nocive dei gas di scarico che ha rappresentato un macigno sulla credibilità delle case automobilistiche, anche se hanno cercato di riparare in fretta e furia al danno provocato in occasione dei test per ottenere l'omologazione dei propri modelli.

Ad approfittare di questa situazione sono naturalmente le auto ibride perché rappresentano una risposta concreta ai tre problemi che presentano adesso le auto alimentate a diesel. Un esmpio su tutti: le auto ibride sono spesso oggetto di vantaggi fiscali, come l'esenzione dal pagamento dell'imposta di possesso fino a cinque anni. Senza dimenticare la rigidità di governi, locali e nazionali, nei confronti delle auto inquinanti con blocchi alla circolazione sempre più frequenti e chiusura al traffico nelle grandi città. Da qui la ricerca di una valida alternativa alla mobilità del futuro. Anche se poi quando si parla di auto ibrida occorre fare alcune distinzioni.

Accanto alla combinazione benzina e elettrica si segnala infatti quella tra gasolio e elettrica, che potrebbero restituire una seconda vita a questa soluzione su cui le case automobilistiche hanno comunque investito fior di quattrini in termini di risorse, personale e nuove tecnologie. In ogni caso, la tecnologia di propulsione ibrida è considerata la scelta più congeniale per la duttilità offerta.

Mild hybrid, Full hybrid e Hybrid plug-in: quale modello

Si tratta delle tre macro categorie di ibrido che ne identificano i vari livelli di complessità e prestazioni. Le auto con sistema Mild-hybrid mostrando allora una parte a combustione e un motore elettrico generatore e il prezzo di listino è mediamente superiore di 1.000 euro rispetto alle auto alimentate a benzina. Non è garantita la possibilità di muoversi con la sola spinta dell'elettrico. I sistemi Full hybrid si caratterizzano per la capacità di recuperare energia in frenata così da mantenere sempre carica la batteria. Le Hybrid plug-in possono essere collegate a una presa elettrica o alle colonnine di ricarica pubblica per alimentare la batteria. Queste auto hanno un'autonomia per circolare solo in elettrico. Qualche esempio di modello che ha avuto un buon riscontro sul mercato? Auris, C-HR, Rav 4 e Yaris, ma anche Hyundai Ioniq, Kia Niro, Lexus NX, Swift e Suzuki Ignis.

Gpl e metano

Il GPL non è spesso la soluzione migliore per risparmiare con la propria auto. Uno nuovo studio rivela i vantaggi e svantaggi, le differenze con il metano e le alternative che oggi permettono di ottenere migliori risparmi.

I vantaggi e gli svantaggi dell'auto gpl in modo particolare se confrontarti con le auto a metano. Quali sono le alternative migliori anche andando al di là del metano. Cosa conviene ?

Tra Gpl e metano in molti cercano di capire quale sia più conveniente, anche perchè il diesel sembra che sarà bandito tra pochi anni e i costi delle altre soluzioni o di carburante o di auto sono assai salati

Occorre da subito sottolineare che l'impianto tra Gpl e auto a metano è differente. Ma il costo di un impianto e l'installazione, anche senza incentivi, non supera i 2000mila euro che si possono recuperare con il risparmio proprio sul carburante. Serve sempre un pieno di benzina per far mettere in moto l'impianto, ma questo pu durare diversi mesi ed è una spesa trascurabile.

I risparmi sono, dunque, notevoli e il prezzo del Gpl rimane anche abbastanza fisso in quanto non è legato al petrolio e alle sue oscillazioni. E poi tra gli altri pro e vantaggi si inquina di meno e si può sempre usare l'auto in ogni blocco sia per inquinamento sia delle diverse zone cittadine.

Ci sono, cumuque, anche degli svantaggi, dei contro da tenere in considerazione con impianti Gpl non ben distribuiti in tutta Italia e assenza di Self-Service, si pu parcheggiare al massimo ad un piano per la sicurezza, il motore e le prestazioni in genrale sono meno brilanti e per i lunghi viaggi fuori città non sempre il Gpl è l'alternativa giusta.

C'è una terza strada quella classica delle vetture alimentate a diesel e benzina ed è da molto tempo presente sul mercato. Si tratta del metano, rispetto a cui Seat intende spingere sul pedale dell'acceleratore e guadagnare il primo posto nella classifica dei produttori. Le ragioni sono presto dette: il gruppo spagnolo scommette su questo segmento di mercato perché considerato durevole nel lungo periodo. E a dimostrazione della volontà di fare sul serio, andando al di là della politica degli annunci, il Centro tecnico di Martorell di Seat si trasforma in un Centro di tecnologia di livello internazionale per lo sviluppo della tecnologia per il Gruppo Volkswagen.

Non solo perché il metano viene ritenuta una strategia per il lungo periodo, ma Seat scommette sulla tecnologia a metano per la semplice ragione che è già presente sul mercato. Di conseguenza l'offerta per i clienti va solo migliorata e perfezionata ovvero non occorrono grandi investimenti per la sua implementazione. Il riferimento va naturalmente all'elettrico che, nonostante le buoni intenzioni, fa ancora fatica a decollare, soprattutto in Italia. Ecco allora che un secondo punto di vantaggio viene individuato nella rapidità con cui effettuare il rifornimento. I tempi sono di poco superiore a quelli richiesti per riempire il serbatoio delle auto a diesel o benzina.

A detta del presidente Luca De Meo, il metano non è una tecnologia ponte, ma una alternativa concreta a lungo termine alla benzina e al diesel. Alla base di questa scelta ci sono anche ragioni ambientali, considerando che le auto sono considerate ecologiche e la Terra custodisce ancora riserve di gas metano sfruttabili per centinaia di anni. Stando ai numeri diffusi da Seat se il parco auto in Spagna raggiunge un milione di vetture a metano, le emissioni di anidride carbonica calerebbero di 1,2 milioni di tonnellate all'anno. Detto in alti termini, il risparmio per i guidatori ammonterebbe tra i 700 e i 1.000 euro circa all'anno.