Manovra, calo accise carburanti inutile. Rincari più forti già stabiliti per legge a breve

Rilanciato un possibile taglio delle accise sui carburanti: come e rischi possibili. E c'è sempre l'aumento possibile in automatico predisposto da precedenti norme

Manovra, calo accise carburanti inutile.

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Se ci sarà il taglio delle accise sulla benzina e, in generale, sui carburanti nella manovra sarà molto lieve e non così forte da .poter compensare i rialzi e gli aumenti già stabilii per legge. Sono questi che, prima di tutto, dovrebbe andare fermati. Anche perchè con la congiuntura internazionale del greggio attuale potrebbe far ritornare la benzina soprai due euro.

Nella prossima Manovra potrebbe rientrare il taglio delle accise sui carburanti, misura da sempre auspicata ma sempre rimandata per matematiche ragioni di conti. Le ultime notizie, però, parlano di un rilancio del piano di taglio da parte del governo che, a sorpresa, potrebbe farlo rientrare nella nuova Legge di Bilancio che dovrà essere approvata, come sempre, entro la fine dell’anno.

Manovra: taglio accise benzina rilanciato

Stando, infatti, a quanto riportano le ultime notizie, nella prossima Legge di Bilancio 2019 potrebbe essere inserito un taglio delle accise per un valore di circa 250-300 milioni di euro, misura che dovrebbe rientrare nel pacchetto fiscale proposto dalla Lega e le risorse per far sì che il taglio si trasformi effettivamente in realtà verrebbero reperite grazie all'extragettito dell'Iva sui carburanti ottenuto nel corso dell'anno.

Manovra: taglio accise carburanti e studio di fattibilità

Il Ministero dell’Economia, secondo quanto confermato dalle ultime notizie, ha spiegato che tagliare le aliquote di accisa sui carburanti sarebbe assolutamente fattibile dal punto di vista tecnico ma a condizione che le stesse aliquote rideterminate risultino maggiori delle aliquote minime unionali indicate nella direttiva 2003/96/CE. Tuttavia, questi tagli porterebbero a minori entrate per l’erario, che potrebbero essere anche ingenti e il firmatario dell’interrogazione per chiarimenti in merito, Galeazzo Bignami (FI), ha però sottolineato sia il rischio che alla fine non venga effettuato alcun taglio e che, addirittura, si possa arrivare, al contrario, ad un aumento delle accise, perché lo stesso dl Competitività del 2014 ha previsto dal primo gennaio 2019 un ulteriore aumento delle accise su benzina e gasolio per avere le risorse economiche necessarie per la copertura di interventi volti a finanziare le misure di aiuto alla crescita economia (Ace). Bisognerà, dunque, attendere i prossimi giorni per capire se l’attuazione della misura potrà effettivamente diventare realtà, e come, o meno.

Senza tagli, stangata per automobilisti

Si prospettano tempi durissimi per gli automobilisti italiani. Tempi da incubo per le tasche, paragonabili a quegli anni in cui il prezzo del rifornimento era schizzato alle stelle. Due euro per ogni litro di benzina, tanto per intenderci. E non solo quel biennio critico non è ancora terminato, ma potrebbe rinnovarsi. E le ragioni sarebbero più di un anno. Al classico maggiore costo del petrolio, continuo spauracchio che mette costantemente in discussione tutte le buone intenzioni, si aggiungono altri rischi. Si va da quello dell'introduzione di nuove accise per fronteggiare le nuove emergenza e la cronica carenza di disponibilità economica nelle casse statali, fino ad arrivare allo scandalo delle emissioni. Perché tra le conseguenze che ha portato con sé in Italia c'è l'abbandono graduale delle auto alimentate a diesel in favore di quelle spinte a benzina.

In realtà, l'aumento del costo della benzina viene considerato praticamente certo sulla base di quattro question time in commissione Finanze alla Camera su taglio di accise sui carburanti, scadenza per l'invio dei dati delle liquidazioni Iva del secondo trimestre 2018, estensione temporale della compensazione tra crediti pubblica amministrazione e debiti iscritti a ruolo, risoluzione del problema delle perdite nel regime di cassa. Ma è naturalmente quello relativo al taglio di accise sui carburanti a interessare in questo momento. Dalle risposte emerge come l'aumento non sia un'opzione ma una certezza.

E c'è una ragione bene precisa: il decreto approvato esattamente quattro anni fa che sancisce accise più alte per finanziare il cosiddetto Aiuto alla crescita economica (Ace). Il rincaro è stato insomma già programmato al netto di eventuali tagli. La difficoltà - sempre che l'esecutivo sia intenzionato ad affrontarla - risiede adesso nella cancellazione degli aumenti già programmati.