Multe autovelox, casi eclatanti come Pietrasanta Striscia la Notizia. Ma c'Ŕ Cassazione

Nel corso del servizio di Chiara Squaglia, inviata di Striscia la Notizia, sono emerse anche altre contestazioni che vanno al di lÓ dei limiti di velocitÓ.

Multe autovelox, casi eclatanti come Pie

Autovelox, da Pietrasanta a Striscia la Notizia


È bastato poco che la vicenda del cosiddetto multificio di Pietrasanta guadagnasse un servizio di Striscia la Notizia. L'occasione di parlare di quell'autovelox che sta facendo letteralmente strage di automobilisti a suon di multe è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Si tratta di una strada extraurbana secondaria di tipo C in cui vige il limite di 50 chilometri orari. Ma, Anas a parte, viene considerato ragionevolmente troppo basso tenendo conto del tipo di strada e del tasso di incidenti. E così, basta sforare di poco il limite di tolleranza, molto frequente anche da parte di chi è ben a conoscenza del tetto di velocità concesso, per vedersi recapitare a casa multe su multe così come segnalato dall'autovelox. E il numero di sanzioni accertate al km 365 sull'Aurelia Toscana sono da record: nel primo mese e mezzo di attività, le multe sono state 10.000.

Autovelox, da Pietrasanta a Striscia la Notizia

Nel corso del servizio di Chiara Squaglia, inviata di Striscia la Notizia, sono emerse anche altre contestazioni che vanno al di là dei limiti di velocità. Mancherebbero infatti l'omologazione dell'autovelox, l'autorizzazione del prefetto di Lucca sulla basa dell'indice di incidentalità e la ripetizione dei cartelli dopo le intersezioni con l'indicazione di prestare attenzione perché la velocità è controllata. Senza contare che l'altezza delle lettere di quelle dove è presente, non sarebbe maggiore di 6 centimetri mentre le norme in vigore prevedono che sia almeno di 10 centimetri. Si tratta di ragioni che, in caso di ricorso, giocherebbero tutte a favore dell'automobilista che invoca l'annullamento della multa per eccesso di velocità.

Multe autovelox, Cassazione interviene ancora

Proprio il corretto funzionamento degli autovelox è costantemente al centro dell'attenzione della Corte di cassazione. Il concetto è molto chiaro: se non sono omologati alla perfezione e presentano anche minime difformità rispetto a quanto previsto dalle norme in vigore, la loro attività di accertamento del rispetto dei limiti di velocità va considerata nulla. Le ultime pronunce sono andate in questa direzione, nella parte in cui i giudici hanno messo in rilievo l'importanza di provare la taratura dell'autovelox. Non solo, ma se il trasgressore contesta l'affidabilità dello strumento, il giudice è tenuto ad accertarne il corretto funzionamento. Allo stesso tempo sono accolte le ragioni di chi contesta l'assenza della segnaletica che preannuncia la presenza dell'autovelox.

Si tratta insomma di una materia in continua evoluzione anche perché sono tantissimi i casi finiti alla ribalta nelle ultime settimane. Solo per ricordare i più eclatanti, ci sono le 11.000 multe in circa cinque mesi dell'autovelox installato dal comune di Borghetto Vara (La Spezia) lungo la provinciale che porta a Brugnato, o le 51.237 multe (per un totale di 11 milioni di euro di incassi) per via della registrazione di infrazioni da parte degli autovelox fissi e mobili della polizia municipale di Modena, in netto aumento rispetto all'anno precedente.

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