Nuovo Suzuki Jimny 2019, le due versioni. Si spera presto uscita in Italia

Sono due le versioni tra cui scegliere il nuovo Suzuki Jimny: c'è Keicar, pensato per il solo mercato giapponese, e c'è Sierra, anche per gli altri mercati.

Nuovo Suzuki Jimny 2019, le due versioni

Due versioni per il nuovo Suzuki Jimny

Arriva la quarta generazione del compatto fuoristrada, prodotta nello stabilimento Suzuki a Kosai, destinato a lasciare il segno per via delle aspettative pienamente soddisfate e fino a questo momento alimentate sono da indiscrezioni a più riprese. Si tratta infatti della rivisitazione di quel modello che ha reso noto il brand dall'inizio degli anni 80. Il segmento dei 4×4 compatti si arricchisce allora del nuovo Suzuki Jimny 2019 ovvero di un ritorno che cattura subito l'attenzione per la lunghezza di 3,48 metri, che diventano 3,64 metri con la ruota di scorta, e caratteristiche tecniche inedite, a iniziare dal telaio a longheroni e sospensioni multilink con asse rigido davanti e dietro e trazione integrale.

Due versioni per il nuovo Suzuki Jimny 2019

Sono due le versioni tra cui scegliere il nuovo Suzuki Jimny: c'è Keicar, pensato per il solo mercato giapponese, e c'è Sierra, anche per gli altri mercati, tra cui quello strategico italiano. A spingere il fuoristrada ci penseranno due gruppi motopropulsori da 0,66 litri turbo e 1,5 litri aspirato, installati longitudinalmente su una piattaforma con telaio a traliccio, sospensioni multilink con ponte rigido e trasmissione automatica e manuale, con riduttore. La modalità d'impiego è trplice: due o quattro ruote motrici e 4-Low, ridotte che si attivano dalla seconda leva, dietro quella del cambio 5 marce manuale, in alternativa automatico 4 marce.

Ecco poi le nuove tecnologie ovvero il riconoscimento della segnaletica, la frenata automatica d'emergenza, l'alert di uscita involontaria dalla corsia, il monitor dell'attenzione del guidatore e l'High Beam Assist per convertire gli anabbaglianti in abbaglianti se vengono rilevati altri veicoli.

Suzuki: 2018 di successo in Italia

E c'è poi un'altra ragione per cui dalle parti di Suzuki non mancano i sorrisi. I conti sono in ordine e, per essere più precisi la tendenza delle vendite in questa prima parte dell'anno è in linea con quella dello scorso anno in cui il produttore giapponese si è piazzato tra i primi trenta sul mercato italiano a livelli di crescita. I numeri parlano chiari: i primi sei mesi del 2018 hanno registrato 17.671 immatricolazioni in un mercato in calo del 1,45%. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la quota di mercato è passata dall'1,49% all'1,58%. Di più: Suzuki Italia ha incassato 3.218 immatricolazioni, valore che ha fatto del nostro Paese il suo primo mercato in Europa. Alle spalle dell'Italia si sono piazzati Regno Unito e Germania, rispettivamente a 3.117 e 3.003 unità.

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