Phoenix, auto elettrica con i rifiuti elettronici fatta supera la Tesla per ricarica

Motore, batteria e telaio dell'auto elettrica The Phoenix sono quasi completamente realizzati con rifiuti elettronici. Arriva il riconoscimento ufficiale del record.

Phoenix, auto elettrica con i rifiuti el

Phoenix, auto elettrica con rifiuti elettronici


Si tratta di uno di quei record in grado di catturare l'attenzione perché unisce l'utile e il dilettevole, le prestazioni e la cura dell'ambiente in una società basata sui consumi. L'auto The Phoenix (la fenice, secondo una denominazione indovinata) è realizzata quasi totalmente con rifiuti elettronici, riuscendo così a scalzare dal gradino più nobile del podio la ben nota Tesla Model S. E, si badi bene, non si tratta di un modello pensato solo per essere ammirato. Perché questa auto funziona alla perfezione e circola lungo le strade, come dimostrato dai circa 1.600 chilometri (990 miglia rispetto alle 670 miglia della Tesla) percorsi con una singola carica. E si tratta evidentemente di un settore in crescita, considerando l'enorme quantità di rifiuti elettronici prodotti ogni anno per via dell'alto tasso di ricambio dei dispositivi elettronici.

Rifiuti elettronici per costruire l'auto elettrica

Il bello di The Phoenix, costruita in poco più di un mese, è proprio la cura nella realizzazione: motore, batteria e telaio sono quasi completamente realizzati con rifiuti elettronici. L'auto è stata montata pezzo dopo pezzo sua una Bmw 528i del 1997. Dal punto di vista tecnico, il veicolo è alimentato da un motore AC-50 e porta con sé batterie agli ioni di litio da 165 kWh.

E siccome stiamo parlando di record, non poteva mancare la certificazione ufficiale del Guinness Book of World Records, i cui giudici sono stati in California per assegnare il riconoscimento. Più che di miracolo, è lecito parlare di creatività e abilità, considerano che, come ricordato da Eric Lundgren, discusso amministratore delegato dalla IT Asset Parteners, o scheletro dell'auto su cui è stata costruita The Phoenix , è stata letteralmente recuperata tra i rifiuti. A sorprendere è anche il costo piuttosto modello dell'operazione, circa 14.000 dollari.

Tesla sorpassata anche sul camion elettrico

La sfida per raggiungere il miglior livello di innovazione applicabile nella realtà non conosce pause e adesso passa anche dai camion elettrico, nuova frontiera oltre a quella delle auto. Non c'era alcun record da conquistare, ma Tesla è stata sorpassa da Daimler in termini di tempestività nella presentazione di un modello. Si tratta di E-Fuso Vision One, dalla portata di 11 tonnellate di carico e con un'autonomia di 350 chilometri grazie a una batteria da 300 kWh. Punto di distinzione del camion elettrico di Daimler, realizzato da Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation, è la capacità di contenere le emissioni rispetto ai mezzi alimentati con il diesel o la benzina. Almeno sul terreno dell'inquinamento ambientale, considerando che questi mezzi sono molto impattanti, dovrebbe apportare benefici concreti.

Anche in questo caso siamo davanti a nuove prospettive sulla mobilità nelle strade a lunga percorrenza. I primi semi sono stati gettati sul terreno ed è lecito credere che possano generare rigogliosi frutti. I segnali arrivati da queste esperienze sono confortanti e danno fiducia per il futuro, anche se è evidente come molto resta da migliorare soprattutto nell'ottica di una produzione su larga scala. Il confronto sulle ripercussioni sull'ambiente va però allargato a tutto il ciclo di vita dei veicolo elettrico, dalla produzione allo smaltimento passando per la sua gestione. Ed ecco allora che non tutti sono così convinti delle differenze con i mezzi spinti dal classico carburante. Tutti da scoprire i prezzi, la reale tempistica di produzione e di commercializzazione, così come i mercati interessati.