Pneumatici estivi, scadenza finale per montarli, regole attuali. E al via controlli per gomme sgonfie ovunque

Quali pneumatici estivi scegliere? Quali sono i migliori in grado di fare la differenza ovvero di essere efficienti e di esibire il miglior rapporto tra qualità e prezzo?

Pneumatici estivi, scadenza finale per m

Migliori pneumatici estivi 2018: quale scegliere?


Quando occorre montare i pneumatici estivi, quale è la data ultima e quando vi è la scadenza finale. E poi una panoramica sui pneumatici attuali, consigli e attenzione al regime sempre più severo delle multe.
 

Ci sono tante ragioni per cui è indispensabile montare pneumatici estivi sulla propria auto. Innanzitutto perché da qualche giorno (esattamente dal 15 aprile, come tutti gli anni) è venuto meno l'obbligo delle gomme invernali o delle catene a bordo. In seconda battuta, ma di certo non di minore importanza, per la maggiore sicurezza che assicurano in relazione al clima. E poi, dettagli anch'esso da non trascurare, per una ragione di ottimizzazione dei consumi, sia degli pneumatici stessi e sia del carburante. In ogni caso facciamo presente come dal punto di vista strettamente normativo, gli automobilisti non sono chiamati all'immediata sostituzione.

Hanno infatti 30 giorni di tempo per procedere all'avvicendamento (la data limite è dunque il 15 maggio), ben sapendo che alcune Province potrebbero allungare questi tempi in relazioni a specifiche situazioni ambientali e che le cosiddette gomme 4 stagioni, realizzate cioè con una mescola particolare, si rivelano adatte per tutti e 12 i mesi dell'anno.

Migliori pneumatici estivi 2018: quale scegliere?

Già, ma quali pneumatici estivi scegliere? Quali sono i migliori in grado di fare la differenza ovvero di essere efficienti e di esibire il miglior rapporto tra qualità e prezzo? Tra i punti di riferimento per orientarsi rispetto alle tante proposte, le prove di AutoBild su 51 differenti modelli di pneumatici in misura 195/65 R15 91V forniscono le prime risposte. Ebbene, davanti a tutti nella graduatoria ci sono le gomme Hankook Ventus Prime, in grado di mettersi alle spalle uno dopo l'altro Continental PremiumContact 5, Falken Ziex ZE310 e Firestone Roadhawk. A seguire troviamo Michelin Energy Saver+ e Pirelli Cinturato P1 Verde. Pollice in su, ma comunque un gradino sotto, per Fulda EcoControl HP e le Vredestein Sportrac 5.

Infine, nel settore gomme estive, AutoBild suggerisce di non perdere di vista Infinity Ecosis, Avon ZV7, Cooper Zeon CS8 e Kleber Dynaxer HP3: meno performanti a livello di mescola, ma comunque consigliabili e magari strategici per risparmiare sul prezzo finale.

Pneumatici da controllare: attenzione alle gomme sgonfie

Sicuri che la propria automobile sia a norma e possa circolare senza problemi e preoccupazioni sulle strade? Un rapido ripasso dei controlli da eseguire prima di accendere il motore è molto utile, ricordando che il manuale d'uso dell'auto, sia che si tratti di una utilitaria e sia di un fuoristrada, rappresenta sempre un valido aiuto per la manutenzione fai da te. In prima battuta, attenzione alle gomme dell'auto. Almeno una volta al mese occorre controllare la corretta pressione degli pneumatici e prima dei lunghi viaggi per le prossime vacanze estive, ricordare di verificare la presenza e la condizione della ruota di scorta o del ruotino. Succede infatti che i controlli esitivi rivelano come spesso e volentieri vengano sorpresi automobilisti con le gomme sgonfie.

Succede in particolare con l'arrivo della bella stagione e non a caso Polizia stradale e Pneumatici sotto controllo lanciano proprio adesso la campagna Vacanze Sicure. Già, alla sua quindicesima edizione, punta a verificare (e ad aiutare a farlo) lo stato delle gomme della propria auto. Non sottovalutare allora l'integrità dello pneumatico: tagli o lacerazioni potrebbero causarne l'esplosione improvvisa mentre un'eccessiva usura del battistrada potrebbe diminuire l'aderenza alla strada. Man mano che entriamo nel cuore dell'estate, incontrare tratti di battuti dal sole cocente può diventare la norma.

Nuovo regime multe

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.

Pagamento tassa automobilistica e prescrizione

Quando scatta la prescrizione della tassa automobilistica nell'applicazione dell'art. 2953 secondo l'attuale orientamento giurisprenziale e come cambia il regime delle multe per tutte le auto e non solo per il bollo.

Si sta arrivando al pagamento della tassa automobilistica, almeno per la maggior parte delle persone. Cerchiamo di capire le regole attuali sulla prescrizione del bollo auto nel 2018, quando e come vle anche secondo l'orientamento giurisprudenziale sull'applicazione dell'art. 2953 cc

La questione è semplice, ma soprattutto bene nota: in riferimento alle tasse automobilistiche è valida la norma sull'applicazione alle cartelle di pagamento notificate dall'agente della riscossione e bloccata in un credito irretrattabile per assenza di opposizione?

Di certo c'è che il mancato versamento della tassa automobilistica entro la scadenza comporta l'avvio delle procedure per il recupero del credito da parte dell'Agenzia delle entrate. Altro punto fermo è in riferimento alla mancata ricezione degli atti: nel caso di mancata notifica della richiesta di pagamento o della cartella esattoriale entro i termini della prescrizione, l'ente non ha diritto di richiedere alcun pagamento poiché l'atto è appunto andato in prescrizione. Tutto risolto? Non proprio perché non è sempre facile il calcolo della prescrizione delle tasse automobilistiche.
Secondo una recente sentenza, il calcolo dei tre anni in caso di notifica di una cartella esattoriale partono dalla data in cui il contribuente riceve nelle proprie mani il plico e non da quando le Entrate consegnano il plico all'ufficiale giudiziario o all'ufficio postale.

Un'altra sentenza delle Sezioni Unite prevede che la scadenza del termine stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce solo l'effetto della irretrattabilità del credito ma non la conversione del termine di prescrizione breve previsto in quello ordinario decennale. Infine, sulla materia si è anche pronunciata la Corte Costituzionale, secondo cui le Regioni non possono fissare proroghe ai termini di decadenza e prescrizioni relativi alla riscossione delle tasse automobilistiche.