Ritardo al lavoro leggi, normative 2020 e contratti nazionali cosa prevedono

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Ritardo al lavoro leggi, normative 2020

Normative 2020 e ritardo al lavoro

Arrivare in ritardo al lavoro è una eventualità da mettere in conto, sia da parte del datore e sia del dipendente. Ecco a cosa si va incontro.

La regola generale 2020 prevede che i lavoratori hanno l'obbligo di rispettare l'orario di lavoro. Vale adesso come in passato e qualunque sia l'attività svolta, sia nel caso di un lavoro con contatto diretto con il pubblico e sia nel caso di impiego in un ufficio.

Se questo è l'impianto di base da cui non si può prescindere, diventa altrettanto chiaro che nei confronti dei ritardatari sono applicate sanzionai variabili sia tenendo conto dei minuti (o delle ore) di mancato rispetto dell'orario di ingresso e sia di eventuali reiterazioni.

Poi, come vedremo successivamente, ci sono tanti casi particolari che limitano la responsabilità del lavoratore. Pensiamo ad esempio alla mancata puntualità del treno. Entriamo allora nei dettagli della questione e più specificatamente scopriamo insieme

  • Normative 2020 e ritardo al lavoro
  • Casi particolari e contratti nazionali

Normative 2020 e ritardo al lavoro

Arrivare in ritardo al lavoro è una eventualità da mettere in conto, sia da parte del datore e sia del dipendente. E come abbiamo premesso, le due variabili che incidono nell'adozione di un provvedimento disciplinare da parte del datore di lavoro sono l'entità del ritardo e la sua ripetitività.

Il ventaglio delle conseguenze - rinviando ai singoli contratti collettivi nazionale di lavoro per cogliere le eventuali differenze - sono il il biasimo verbale per le mancanze lievi, il biasimo per iscritto nei casi di ritardo ripetuto, una sanzione non maggiore dell'importo di quattro ore dello stipendio, la sospensione dalla retribuzione e dal servizio fino a dieci giorni, il licenziamento senza preavviso.

L'altra regola alla base di questa gradazione di provvedimenti fa riferimento al ruolo ricoperto all'interno dell'azienda: maggiore è la responsabile, minore è la tolleranza del ritardo al lavoro.

Nella maggior parte dei casi, il provvedimento della multa si applica nei confronti del lavoratore che ritardi l'avvio dell'attività senza autorizzazione e giustificazione, per un importo equivalente all'ammontare della trattenuta. Non c'è dubbio che il provvedimento più drastico è il licenziamento disciplinare.

Al netto delle particolarità contenute nei tanti Ccnl, si applica nella maggior parte dei casi per assenza ingiustificata per più di tre giorni nell'anno solare o per reiterazione del ritardo ingiustificato oltre la quinta volta nell'anno solare nonostante la formale diffida per iscritto da parte del datore di lavoro.

La stessa azienda è tenuta a seguire un percorso formale ben preciso quando decide di adottare un provvedimento disciplinare. In particolare deve comunicare la decisione via raccomandata entro 15 giorni dalla scadenza del termine assegnato al dipendente per presentare le controdeduzioni.

Casi particolari e contratti nazionali

Ci sono poi alcuni casi particolari che meritano di essere segnalati perché sono più diffusi di quanto si possa immaginare. Pensiamo ad esempio ai pendolari che ogni giorno salgono a bordo di un treno per recarsi al lavoro.

Cosa succede nel caso in cui per un problema indipendente dalla volontà dei lavoratori il treno arriva in ritardo alla stazione e di conseguenza il dipendente non riesce a presentarsi in orario in sede?

Vale la stessa regola per il ritardo generico ovvero il datore di lavoro dovrebbe tenere conto dell'eccezionalità dell'evento ovvero della reiterazione del ritardo. In ogni caso è un buon comportamento avvisare tempestivamente il datore o un collega del possibile ritardo e mantenere attiva la comunicazione nel caso in cui dovesse protrarsi.

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