Seat, punta ad essere leader nelle auto a metano

L'offerta per i clienti va solo migliorata e perfezionata ovvero non occorrono grandi investimenti per la sua implementazione. Ecco i vantaggi del metano per auto.

Seat, punta ad essere leader nelle auto

Seat leader nelle auto a metano


C'è una terza strada quella classica delle vetture alimentate a diesel e benzina ed è da molto tempo presente sul mercato. Si tratta del metano, rispetto a cui Seat intende spingere sul pedale dell'acceleratore e guadagnare il primo posto nella classifica dei produttori. Le ragioni sono presto dette: il gruppo spagnolo scommette su questo segmento di mercato perché considerato durevole nel lungo periodo. E a dimostrazione della volontà di fare sul serio, andando al di là della politica degli annunci, il Centro tecnico di Martorell di Seat si trasforma in un Centro di tecnologia di livello internazionale per lo sviluppo della tecnologia per il Gruppo Volkswagen.

Seat scommette sul metano: il motivo

Non solo perché il metano viene ritenuta una strategia per il lungo periodo, ma Seat scommette sulla tecnologia a metano per la semplice ragione che è già presente sul mercato. Di conseguenza l'offerta per i clienti va solo migliorata e perfezionata ovvero non occorrono grandi investimenti per la sua implementazione. Il riferimento va naturalmente all'elettrico che, nonostante le buoni intenzioni, fa ancora fatica a decollare, soprattutto in Italia. Ecco allora che un secondo punto di vantaggio viene individuato nella rapidità con cui effettuare il rifornimento. I tempi sono di poco superiore a quelli richiesti per riempire il serbatoio delle auto a diesel o benzina.

A detta del presidente Luca De Meo, il metano non è una tecnologia ponte, ma una alternativa concreta a lungo termine alla benzina e al diesel. Alla base di questa scelta ci sono anche ragioni ambientali, considerando che le auto sono considerate ecologiche e la Terra custodisce ancora riserve di gas metano sfruttabili per centinaia di anni. Stando ai numeri diffusi da Seat se il parco auto in Spagna raggiunge un milione di vetture a metano, le emissioni di anidride carbonica calerebbero di 1,2 milioni di tonnellate all'anno. Detto in alti termini, il risparmio per i guidatori ammonterebbe tra i 700 e i 1.000 euro circa all'anno.

L'offensiva di Seat e Volkswagen con nuovi modelli

La ripartenza di Seat prende le mosse dai dati dello scorso anno con un utile da record. Ed ecco allora che l'intenzione del gruppo automobilistico è di lanciare due nuovi modelli all'anno. Da qui alla fine dell'anno vedranno la luce la Tarraco e la Cupra Ateca, poi sarà il turno della doppia variante della nuova Leon: la cinque porte e la ST. Non solo, ma il 2020 è l'anno della prima auto tutta elettrica con 500 chilometri di percorrenza di autonomia e un livello 2 di guida autonoma, prodotto sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen. E a chiudere il cerchio Seat si dice pronta ad arricchire la sua gamma anche con Crossover Utility Vehicle.

E se l'innovazione è la carta vincente del futuro, Seat mette sul piatto gli accordi di collaborazione già raggiunti con Amazon Alexa, Shazam, Waze, Telefonica e Saba. Significa che l'intenzione è di creare una vera e propria auto connessa, in linea con le tendenze più diffuse e sulla base dei progressi raggiunti dalle nuove tecnologie.

E oltre...auto a biometano, tutti i vantaggi

E' complicato dire quale sarà il futuro delle auto. Ad intuzione molti risponderanno auto elettriche o ad idrogeno, ma gli sperti sono piuttosto divisi, e per le auto elettriche rimane il problema sempre dell'inquinamento, seppur minore. E allora, ecco chi ha pensato ad una ulteriore via di sviluppo ed ecco il biometano. E non lo ha fatto una marca qualasiasi ma la Volkswagen.

Occorre precisare da subito che gli unici che al momento possono utilizzare le Volkswagen a biometano sono i dipendenti della S.e.s.a, una impresa di Este, in provincia di Padova, dove abbiamo potuto fare questa prova sui modelli Polo e Golf Tgi che al momento vanno a metano e che in equesta realtà che produce biometano, funzionano anche con questo combustibile che deriva dal riciclod ei rifiuti umidi provenienti della cucina.
Dunque, il biometano non si può trovare ancora al distributore, in quanto non è permesso dalla legge, ma ci sta muovendo per poterlo fare arrivare anche perchè i vantaggi sono davvero tanti.
In primo luogo queste auto diventerebbe i veicoli meno inquinanti in assoluto, più ancora delle auto elettriche e non ci sarabbe nessun problema degli scarti.
Il costo dei rifornimento sarebbe assolutamente basso con un costo dimezzato all'incirca come rapporto benzina o diesel e chilometri percorsi. E ancora, da sottolineare, per il funzionamento delle auto a metano con il biometano non si dovrebbe fare nessuno cambiamento tecnico.
Il biometano viene relizzto grazie alla rccolta differenziata, con 70 Kg di scarti di cucina si possono produrre 4 Kg di metano con i quali si fanno circa 100 Km.
Il costo, se ci fosse una rete di distribuzone capillare dovrebbe essere di menod i 1 euro.

I modelli già previsti

E nella giornata dove abbiamo visitato l'azienda S.E.S.A, abbiamo provato e fatto un test su strada della Volkswagen Golf 1.4 TGI e Polo 1.0 TGI. La Polo è il vero nuovo modello d 90 cavalli e treclindri e che permette di dimezare i costi chilometri rispetto al benzina. Ed è già un successo visto che i tempi di attesa per averla sono di circa 6-8 mesi.
Da sottolineare che a Marzo ariverà la Volkswagen Golf 1.4 TGI 110 che avrà lo stesso rpezzo del benzina a 17.900 euro. C'è da dire che alla prova su strada le auto vanno benissimo, non si nota assolutmente differenze e che l'unica vera differenza è l'autonomia di 400 Km, quindi minore. Ma c'è anche una spesa minore e i tanti vantaggi visti per l'ambiente

Ed e-benzin....

Il nuovo corso Audi è ufficialmente iniziato. Anzi, si tratta di un vero e proprio consolidamento della strategia di sviluppo delle e-fuel, considerando l'affiancamento ai già noti carburanti e-gas ed e-diesel del nuovo e-benzin, benzina alternativa non derivata dal petrolio e la cui sperimentazione è stata avviata in collaborazione con la Global Bioenergies di Leuna. Perché puntare su questa nuova soluzione? Perché è un carburante sintetico puro con un potere antidetonante che non sembra reggere paragone con altri prodotti simili. Il nuovo carburante viene ricavato dalle biomasse attraverso due fasi: Global Bioenergies produce prima isobutene gassoso e quindi il centro Fraunhofer trasforma l'isobutene in isoottano con l'aggiunta di idrogeno.

A conti fatti, oltre all'e-benzin, ci sono il metano sintetico e-gas, adesso impiegato per l'alimentazione della lineup g-tron A3, A4 e A5, e il gasolio di sintesi e-diesel prodotto dall'impiego di acqua, anidride carbonica ed elettricità, a testimoniare la svolta di Ingolstadt. Dal punto di vista tecnico, siamo davanti a isoottano liquido, di cui sono stati prodotti 60 litri. Per via dell'assenza di zolfo e benzolo, la combustione dell'isoottano produce una quantità bassa di sostanze nocive. Gli ingegneri della casa automobilistica tedesca stanno ora cercando di misurare le performance del carburante ottenuto da fonti rinnovabili a bordo di un'auto alimentata con un motore tradizionale, così da verificarne le caratteristiche di combustione e le emissioni.

Il potere antidetonante, rende noto Audi, è la chiave per la realizzazione di motori con un più elevato rapporto di compressione, per ottenere risultati di efficienza via via superiori. A medio termine, le società partner del progetto studiano l'affinamento del processo di produzione, così da renderlo indipendente dalle biomasse. In particolare come sostanze-base saranno sufficienti anidride carbonica e idrogeno realizzato con il metodo rigenerativo.

Ecologia e oltre, tanti i vantaggi

Il nuovo e-benzin mette in mostra anche altri vantaggi. Simamo infatti davanti a un prodotto indipendente dal petrolio, compatibile con le infrastrutture esistenti e offre la prospettiva di un ciclo del carbonio chiuso. Il nuovo carburante - come ci tiene a far sapere Reiner Mangold, direttore dello sviluppo prodotti sostenibili di Audi AG è isoottano liquido ed è ricavato dalle biomasse attraverso due fasi. Nella prima, la Global Bioenergies produce isobutene gassoso (C4H8). Nella seconda, il centro Fraunhofer per i processi chimico-biotecnologici (CBP) di Leuna trasforma l'isobutene in isoottano (C8H18) mediante l'aggiunta d'idrogeno. Grazie all'assenza di zolfo e benzolo, la combustione produce una quantità particolarmente bassa di sostanze nocive.

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