Targa di prova auto nuove regole in vigore e ulteriore appesantimento burocratico

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Targa di prova auto nuove regole in vigo

Le novità sull'utilizzo della targa prova stanno creando il caos nel settore. Vediamo di cosa si tratta

Secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Interno la prassi che dava la possibilità a officine e rivenditori di utilizzare la targa prova anche su modelli già immatricolati è da ritenersi irregolare

La recente circolare emessa il 30 marzo scorso dal Ministero dell’Interno in merito all’utilizzo della targa prova, che viene esposta sui veicoli ancora sprovvisti dell’Rc auto, ha acceso il dibattito pubblico. A definire questo provvedimento un ulteriore inutile appesantimento burocratico sono le categorie che, ovviamente, sono toccate più da vicino. Riparatori, carrozzieri e concessionari in prima battuta. La circolare ha risposto alla richiesta di chiarimenti inoltrata dalla Prefettura di Arezzo che voleva vederci più chiaro in una vicenda che ha generato poi il caos più totale. Ecco cosa cambia dopo il parere emesso dal Viminale.

Targa prova è caos, cosa cambia

La risposta del Viminale sul corretto utilizzo della targa prova ha scatenato il caos. In pratica questo pronunciamento ha chiarito che la targa prova può essere utilizzata per la circolazione esclusivamente di quei veicoli che non sono stati ancora immatricolati e quelli che non hanno la carta di circolazione. Ecco cosa cambia rispetto al passato e questa precisazione che ai non addetti ai lavori può sembrare di poco conto, ha gettato un intero settore nel caos.

Secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Interno, infatti, la prassi che aveva retto fino a questo momento e che dava la possibilità a officine e rivenditori d’auto di poter utilizzare la targa prova anche su modelli già immatricolati nei casi di dimostrazioni con potenziali acquirenti, trasferimenti e prove, è da ritenersi irregolare. Anche quando meccanici o concessionari hanno la necessità, per ovvie ragioni, di circolare con veicoli che non hanno né l’assicurazione, né l’immatricolazione. A creare il caos ha contribuito in maniera determinante la sovrapposizione di alcune sentenze succedutesi negli anni.

Solo un ulteriore appesantimento burocratico

Ecco perché questa circolare del Viminale viene considerata da diverse parti solo un ulteriore appesantimento burocratico. Parliamo nello specifico della sentenza 26074 del 2013 e al pronunciamento della II Sezione del Tribunale di Vicenza che si è aggiunto in data 22 febbraio 2016 che hanno contribuito a rendere ancora più difficile l’applicazione delle regole sulla targa di prova. Per questo motivo le categorie più esposte da queste novità, hanno mostrato tutte le loro perplessità rimarcando invece il caos che sta venendo fuori rispetto a una regola che non dovrebbe essere così difficile da interpretare.

E invece le novità hanno provocato il caos dal quale è difficile riemergere. In pratica, alla luce delle novità introdotte, la targa di prova può essere utilizzata solo su quei veicoli che non sono stati ancora targati, oppure quelli che sono in attesa della revisione della carta di circolazione. Quindi, hic stantibus rebus, sembra davvero inutile dotare di uno strumento fondamentale nella gestione delle attività di vendita auto e di autoriparazione in genere. Questo è in sintesi il messaggio contenuto in una nota divulgata nelle scorse ore da Confarca, l’associazione che riunisce autoscuole e consulenti auto.

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