Tesla costruirà in casa chip Autopilot 3.0 e arriva in Europa

Arriva la conferma degli sforzi per sviluppare un'intelligenza artificiale in grado di interagire attivamente con gli automobilisti.

Tesla costruirà in casa chip Autopilot 3

Tesla avrà un sistema come Kit


Tante le indicazioni che provengono dal mondo di Tesla nell'ultimo periodo. Dalla decisione di costruirsi, il chip per l'autopilot 3.0 in casa, ai nuovi modelli e ulteriori innovovazioni, le prove, fino ai dati sui conti e all'arrivo in europa con uan propria fabbrica.

Le auto Tesla come Kitt la Supercar

La chiave del funzionamento è rappresentata dall'intelligenza artificiale, ma il riferimento non può che essere la Supercar per eccellenza. Quella dello storico telefilm in cui l'auto Kitt dialogava con Michael Knight (l'attore David Hasselhoff). E chi, se non un visionario stravagante come Elon Musk poteva immaginare di realizzare una vettura di questo tipo. Per ora non risultato attivi laboratori e stabilimenti - né negli Stati Uniti e né in Cina, dove l'imprenditore sudafricano sta per inaugurare una nuova fabbrica Tesla - ma siamo solo davanti a una promessa pubblica stappata via web. Musk ha così confermato di essere al lavoro su un sistema di intelligenza artificiale per le auto Tesla ispirato a Kitt.

Vedremo allora se e in che tempi la promessa di Musk si concretizzerà in realtà. I fatti dimostrano come le sue rassicurazioni si concretizzano, ma con tempistiche indefinite e infinite riscritture della tabella di marcia. La conferma degli sforzi per sviluppare un'intelligenza artificiale in grado di interagire attivamente con gli automobilisti, rivelata in occasione di una risposta a un cliente che ha chiesto anticipazioni, rappresenta comunque il primo passo di questo percorso. Si tratta di un deciso passo in avanti rispetto a quel sistema di controllo vocale avanzato da implementare sulle Tesla di cui si vociferava fino a pochi mesi fa.

Dal telefilm cult degli anni Ottanta a oggi

Più esattamente l'utente Jay Pase ha twittato il messaggio "C'è in programma di avere prima o poi un sistema ispirato a Kitt sulle auto? Mi piacerebbe avere un piccolo computer con cui parlare quando sono in macchina". E la risposta di Elon Musk è stata estremamente sintetica quanto efficace: "Sì". Anzi, "Yes". Di più: proprio in riferimento proprio a un post sugli sviluppi nel campo delle intelligenze artificiali, Elon Musk ha scritto via Twitter: "Il futuro sta accelerando". Nessun riferimento testuale a Kitt, acronimo di Knight Industries Two Thousand, ma è inevitabile che, considerando l'età, Musk conosca bene il telefilm cult degli anni Ottanta.

Ci sono poi due indizi supplementari che lasciano immaginare come Tesla abbia davanti un'autostrada di innovazione da percorrere ovvero ampi spazi da sfruttare. Da una parte le auto Tesla non supportano Android Audio e Apple CarPlay e dall'altra l'abitacolo è così essenziale da essere quasi privo di pulsanti. E lo stesso Musk non ha mai neagato la volontà di puntare sui comandi vocali per rendere le sue auto il più smart e autonome.

Tesla, quella trimestrale tra luci e ombre

Il mondo Tesla fa discutere sempre e comunque. Pochi brand come quello creato da Elon Musk sono in grado di spostare le preferenze dei suoi consumatori e sono seguiti così da vicino anche al di là della produzione delle auto stesse e delle novità tecnologiche. La lente di ingrandimento è infatti costantemente puntata sui conti della società: fino a che punto i progetti visionari di Elon Musk sono sostenibili dal punto di vista economico? La domanda circola da così tanto tempo che c'è chi aleggia di tanto in tanto lo spettro del fallimento. E non in tempi definiti bensì nell'arco di pochi mesi. Qualunque siano le ragioni di queste previsioni, i conti dell'ultima trimestrale rivelano tutt'altro.

Andando più nel dettaglio, i conti del trimestre di Tesla sono caratterizzati da perdite, inutile fare finta di niente. Due dati su tutti fanno tremare: gli ammanchi nell'ultimo trimestre sono stati pari a 717,5 milioni di dollari. E in seconda battuta si è trattato del settimo trimestre consecutivo in rosso. Tuttavia a regnare non è il pessimismo. E anche in questo caso sono due i motivi. La società migliora la sua posizione finanziaria e le azioni registrano un interessante +9%. L'azienda ha terminato il periodo tra aprile e giugno con riserve in contanti per 2,2 miliardi di dollari ovvero più del minimo considerato necessario pari a un miliardo di dollari.

La situazione è comunque controversa. Basti leggere la posizione di David Tamberrino di Goldman Sachs, secondo cui Tesla ha bisogno di oltre 10 miliardi di dollari entro il 2020, considerando i piani futuri e soprattutto il nuovo stabilimento cinese. A suo dire sebbene le stime si mantengano inferiori rispetto al target dell'azienda per la produzione di Model 3, provano a immaginare uno scenario in cui l'azienda produce 10.000 Model 3 a settimana nel 2020 e fa passi avanti con la Model Y e gli impianti in Cina. In questo caso, l'aumento di capitale necessario corrisponderebbe alla metà di quanto previsto prima ovvero 10 miliardi di dollari.