Tesla Model 3: produzione in crescita, centinaia di unità in consegna

Qualche segnale positivo della Tesla di Elon Musk che dopo aver concluso e accesso la super batteria, ora sembra riuscire ad ampliare la produzione di Tesla Model 3

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Tesla Model 3, centinaia di auto consegnate entro fine anno


Dopo che Elon Musk è riuscito nella sua imprea di creare una super batteri per una intera città in tempi da record come scommeso con il sindaco arrivano ulteriori notizie positive dalla oroduzione della Tesla Model 3, anche se alcuni problemi rimangono

Alcuni segnali positivi

In Tesla si respira un pò di sollievo, nonostante i problemi che abbiamo descritto sotto rimangono tra licenziamenti e incomprensioni. Ma le Tesla Model 3 dovrebbe essere consegnata in centinaia di unità per fine anno con una produzione di 5mila unità a settimana che rimane ancora lontana dagli standard, ma è segno che come aveva promesso Elon Musk qualcosa si muove. La notizia è stata data da una delle società fornitrici di componenti, la tweainese Hota Industrial, che avrebbe ricevuto richieste per questi numeri. Numeri che darebbero una ruisposta al 40% delle richiste ancora inevase nel trimestre

Rimangono i ritardi

La chiave individuata da Tesla per sfondare nel mercato delle auto elettriche è la Model 3, ma le cose non stanno andando come preventivato. Elon Musk aveva messo in conto la produzione di 5.000 unità a settimana. Salvo poi rinviare questo ritmo all'inizio del 2018 rispetto alla fine di questo 2017, anche perché dalla sua fabbrica sono usciti finora 260 esemplari rispetto alla previsione iniziale di 1.500. Nulla è causale perché stando alle indiscrezioni pubblicate in queste ore, l'ultima trimestrale sarebbe la peggiore di sempre nella storia di Tesa con una perdita record di 619,4 milioni di dollari. Un bilancio negativo che si riflette nell'andamento altalenante del titolo in Borsa. Musk non arretra però di un centimetro sul terreno dell'ottimismo sia perché allargando lo sguardo il valore delle azioni è aumentato del 30% in un anno. E sia perché ammonta già a mezzo milione il numero di Model 3 ordinate.

Fughe e nuovi obiettivi e piani

E per scacciare le ombre sul futuro di Tesla, il fondatore mette sul piatto due ulteriori elementi: la produzione del primo camion elettrico e la costruzione della prima fabbrica in Cina dove assemblare proprio la Model 3. Quest'ultima operazione è in stato avanzato ed è quasi indispensabile considerando che Tesla può esibire un solo stabilimento, a Fremont in California, con la sua inevitabile ridotta capacità produttiva. Ma c'è da fare i conti con la tassa sulle importazioni del 25 per cento del valore del veicolo.

A placare questi venti di ottimismo, oltre alla trimestrale poco sorridente, c'è l'addio della figura chiave di Jon Wagner, responsabile dello sviluppo degli accumulatori elettrici. E poi, a proposito di camion elettrici, c'è chi non comprende il significato di questo passaggio: perché lanciarsi in una nuova sfida quando quella principale non è stata ancora vinta? Si tratterà di un fatale errore strategico o di una mossa esclusivamente promozionale? E poi, non si può non ricordare come la United Auto Workers ha portato Tesla davanti al tribunale del lavoro per via di circa 400 licenziamenti considerati illegittimi dai sindacati. Alla fine dei giochi, Tesla non si gioca solo la sostenibilità economica del progetto (non dimentichiamo i lauti anticipi versati dai clienti che hanno ordinato l'auto), ma anche la faccia ovvero la credibilità dinanzi al mondo che la osserva.