Toyota Auris Touring Sports presentata in tutto inedita

Arrivano le prime caratteristiche della nuova Toyota Auris Touring Sports, ecco come sarà E non c'è solo questa.

Toyota Auris Touring Sports presentata i

Toyota presenta la nuova Auris: non c'è più il turbodiesel, diventano due le versioni ibride


Toyota presenta la nuova Auris Touring Sport rivista in gran parte e con interessanti soluzioni ibride. Una scelta sempre più consolidata anche da altri marchi con soluzioni innovative e anche rivoluzionarie
 

La versione familiare della nuova Toyota Auris Touring Sports, sta iniziando a disvelare i primi segreti dopo aver stupito ed incuriosito gli esperti del settore durante la presentazione in anteprima globale durante l’ultima edizione del Salone di Ginevra.

Due versioni ibride

Non è ancora possibile stabilire con esattezza quale sia la reale carrozzeria, ma la versione Station Wagen del nuovo modello giapponese inizia a delinearsi in maniera chiara. Lo stile è analogo a quello così apprezzato in Svizzera della Auris più sportivo e dinamico rispetto a quello usato sul modello precedente.

La versione familiare della Toyota Auris Touring Sports dovrebbe avere uno sbalzo posteriore più lungo di quello vantato dalla variante berlina e lo spazio ricavato sarà senza dubbio utilizzato per garantire una maggiore capienza del bagagliaio.

E manterrà un’altra caratteristica della berlina che rappresenta la compatta che, ricordiamo, non produrrà più motori diesel, ma solo a benzina o in coppia con la variante elettrica. Anche la versione familiare della nuova Touring Sports godrà, infatti di un passo più lungo rispetto a quello della precedente versione in modo tale da garantire anche agli occupanti un abitacolo più spazioso.

Senza alcun dubbio su questo modello troveranno spazio su tutte le soluzioni, anche le più innovative, già sperimentate sulla berlina che ha così ben figurato al Salone di Ginevra. Anche la piattaforma TNGA, che si caratterizza per la leggerezza e la maggiore rigidezza, resta invariata come la gamma di motorizzazioni: due motori ibridi di cui uno 1.8 da 122 cv, già in dote su C-HR e Prius, e l’altro 2.0 da 180 cv.

Un altro grande produttore dice addio ai motori diesel e decide di puntare solo sulle soluzioni ecologiche. La mossa di Toyota di scommettere solo sulle auto elettriche sulle ibride stupisce solo fino a un certo punto perché si tratta di una tendenza sempre più diffusa tra le case automobilistiche. E poi, la stessa Toyota aveva già lanciato la gamma Prius con l'Aygo e la C-HR e di conseguenza si tratta solo di un arricchimento del ventaglio delle offerte. Stiamo parlando di un gruppo che in questo segmento di mercato fa la voce da padrone, considerando che il 43% dei veicoli elettrici e ibridi nel mondo porta il suo marchio. Se le ragioni ambientaliste e di contenimento delle emissioni nella scia del piano Environmental Challenge 2050 sono quelle prevalenti nella decisione di dire addio al diesel, è pur vero che il volume di vendite di veicoli alimentati a gasolio si è ridotto.

Soluzioni ecologiche ibride, obiettivo Toyota

Un altro grande produttore dice addio ai motori diesel e decide di puntare solo sulle soluzioni ecologiche. La mossa di Toyota di scommettere solo sulle auto elettriche sulle ibride stupisce solo fino a un certo punto perché si tratta di una tendenza sempre più diffusa tra le case automobilistiche. E poi, la stessa Toyota aveva già lanciato la gamma Prius con l'Aygo e la C-HR e di conseguenza si tratta solo di un arricchimento del ventaglio delle offerte. Stiamo parlando di un gruppo che in questo segmento di mercato fa la voce da padrone, considerando che il 43% dei veicoli elettrici e ibridi nel mondo porta il suo marchio. Se le ragioni ambientaliste e di contenimento delle emissioni nella scia del piano Environmental Challenge 2050 sono quelle prevalenti nella decisione di dire addio al diesel, è pur vero che il volume di vendite di veicoli alimentati a gasolio si è ridotto.

Che questo sia un mercato in crescita anche in Italia è dimostrato è dai numeri dell'ibrido: +71% di vendite nell'anno appena concluso rispetto a quello precedente. Sono 180.000 le auto ibride di Toyota e Lexus piazzate nel nostro Paese. L'obiettivo dichiarato pubblicata da Toyota è di vendere oltre 5,5 milioni di vetture elettrificate l'anno entro il 2030. E tra questi un milione di veicoli a zero emissioni. Per farlo lancia nelle concessionarie sin da questo mese di gennaio le varianti elettriche delle popolari Auris, Rav4 e Yaris. Continuano poi a essere acquistabili le versioni diesel di veicoli commerciali e fuoristrada ovvero i modelli Hilux, Land Cruiser, Proace e Proace Verso. I riflettori sono puntati anche e soprattutto sulla Prius, l'auto elettrica più venduta.

C'è poi il precendente dell'annuncio di voler fondare una nuova azienda, insieme a Mazda e alla Denso Corporation, responsabile dello sviluppo di nuove tecnologie per le automobili ibride ed elettriche. Si tratta di un passaggio di grande rilievo perché apre nuove prospettive di miglioramento del mercato, nel contesto dell'aumento dell'autonomia della vetture ovvero delle batterie e dell'immagazzinamento dell'energia. Seigo Kuzumaki, numero uno della ricerca e sviluppo di Toyota ha stimato che entro il 2050 i motori a combustione saranno fuori dal mercato per via delle norme sulla riduzione delle emissioni. E il produttore giapponese non vuole evidentemente farsi cogliere in contropiede.

E si studia la rivoluzione del biometano

E' complicato dire quale sarà il futuro delle auto. Ad intuzione molti risponderanno auto elettriche o ad idrogeno, ma gli sperti sono piuttosto divisi, e per le auto elettriche rimane il problema sempre dell'inquinamento, seppur minore. E allora, ecco chi ha pensato ad una ulteriore via di sviluppo ed ecco il biometano. E non lo ha fatto una marca qualasiasi ma la Volkswagen.

Occorre precisare da subito che gli unici che al momento possono utilizzare le Volkswagen a biometano sono i dipendenti della S.e.s.a, una impresa di Este, in provincia di Padova, dove abbiamo potuto fare questa prova sui modelli Polo e Golf Tgi che al momento vanno a metano e che in equesta realtà che produce biometano, funzionano anche con questo combustibile che deriva dal riciclod ei rifiuti umidi provenienti della cucina.
Dunque, il biometano non si può trovare ancora al distributore, in quanto non è permesso dalla legge, ma ci sta muovendo per poterlo fare arrivare anche perchè i vantaggi sono davvero tanti.
In primo luogo queste auto diventerebbe i veicoli meno inquinanti in assoluto, più ancora delle auto elettriche e non ci sarabbe nessun problema degli scarti.
Il costo dei rifornimento sarebbe assolutamente basso con un costo dimezzato all'incirca come rapporto benzina o diesel e chilometri percorsi. E ancora, da sottolineare, per il funzionamento delle auto a metano con il biometano non si dovrebbe fare nessuno cambiamento tecnico.
Il biometano viene relizzto grazie alla rccolta differenziata, con 70 Kg di scarti di cucina si possono produrre 4 Kg di metano con i quali si fanno circa 100 Km.
Il costo, se ci fosse una rete di distribuzone capillare dovrebbe essere di menod i 1 euro.

Modelli in arrivo

E nella giornata dove abbiamo visitato l'azienda S.E.S.A, abbiamo provato e fatto un test su strada della Volkswagen Golf 1.4 TGI e Polo 1.0 TGI. La Polo è il vero nuovo modello d 90 cavalli e treclindri e che permette di dimezare i costi chilometri rispetto al benzina. Ed è già un successo visto che i tempi di attesa per averla sono di circa 6-8 mesi.
Da sottolineare che a Marzo ariverà la Volkswagen Golf 1.4 TGI 110 che avrà lo stesso rpezzo del benzina a 17.900 euro. C'è da dire che alla prova su strada le auto vanno benissimo, non si nota assolutmente differenze e che l'unica vera differenza è l'autonomia di 400 Km, quindi minore. Ma c'è anche una spesa minore e i tanti vantaggi visti per l'ambiente.

E non solo Vw

Non c'è solo la Vw e il suo biometano ma anche la Panda Natural Power di Fiat è a biometano ed è in grado di percorrere migliaia di chilometri in totale tranquillità e senza effetti collaterali sul motore. La prima prova è stato il controllo delle emissioni allo scarico sul banco a rulli. La seconda la verifica delle prestazioni del motore. E in entrambi i casi i tecnici Fca hanno acceso il semaforo verde. A rivelare il nuovo record raggiunto dall'auto ecologica alimentata con biometano dal ciclo idrico ricavato è la sperimentazione in corso. Il tempo gioca tutto dalla parte della speciale Fiat Panda perché ormai trascorso un anno dall'avvio dei test e le prospettive - nel caso di conferma delle premesse - non possono che essere brillanti. Stiamo infatti parlando di un'auto che fa del biocombustibile che si ottiene dall'acqua di scarto, dagli scarti di biomasse di origine agricola o dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani della raccolta differenziata la sua linfa vitale.

Di conseguenza l'impatto per l'ambiente sarebbe straordinariamente basso. Fiat Panda viaggia allora alimentata solo con biometano prodotto dall'impianto per la depurazione delle acque reflue del Gruppo CAP a Bresso-Niguarda, Milano. I suo tour prosegue senza soste, considerando che esattamente un anno fa, è partita dal Mirafiori Motor Village di Torino per il lancio del progetto a cui prende parte anche LifeGate, il network italiano per lo sviluppo sostenibile. Interessante notare come il rifornimento avvenga grazie al gas prodotto dal depuratore di Bresso-Niguarda che raccoglie le acque reflue dei Comuni di Paderno Dugnano, Cormano, Cusano Milanino e Cinisello Balsamo, per il coinvolgimento di quasi 300.000 persone.

Tutti i vantaggi del biometano dal ciclo idrico

Sono i tecnici di Fca a voler far sapere come i vantaggi del metano ricavato da fonti rinnovabili siano numerosi e reali, anche oltre Panda Natural Power. In prima battuta stiamo parlando di una fonte pressoché inesauribile e capace di garantire livelli di emissioni inquinanti e di gas serra allo scarico contenuti e di certo non paragonabili a quelli delle auto che vediamo tutti i giorni transitare sulle strade. In seconda battuta, alla luce del ciclo di produzione e dell'utilizzo del carburante, il suo impatto sull'ambiente è paragonabile a quello delle auto elettriche alimentate con energia rinnovabile. Il ricorso al biometano non richiede cambiamenti e alle auto alimentate a metano o alla rete di distribuzione. Facile allora intuire come possa migliorare le prestazioni ambientali di tutto il parco circolante e non solo dei nuovi veicoli.

Infine, ma non da ultimo, il successo del progetto Panda Natural Power permette di ridurre la dipendenza dal petrolio, crea occupazione nella filiera nazionale, contribuisce alla sostenibilità economica di aziende agricole e allevamenti, facilita il riutilizzo efficiente dei rifiuti e, se ottenuto da reflui fognari - fanno ancora notare dalle parti di Fca - consente una riduzione della tassa rifiuti locale.

E le auto ad idrogeno

Accanto alle auto alimentate elettricamente, iniziano adesso ad affiancarsi quelle a idrogeno. I vantaggi sono di diverso tipo: vengono considerate più amiche dell'ambiente e, dettaglio di primo piano, il combustibile può essere prodotto dai filtri delle sigarette. Stando all'Università di Nottingham, nota in tutto il mondo per la sua vena ecologista, i resti delle bionde sono in grado di produrre celle combustibile a idrogeno.

Insomma, con questa scoperta si raggiungerebbero due obiettivi con una sola operazione: il riciclo di uno dei rifiuti per eccellenza e il suo utilizzo a fini produttivi. A mettere la firma sullo studio che potrebbe aprire prospettive di grande rilievo per le auto a idrogeno, sono stati un professore di Chimica dei Materiali, Robert Mokaya, e uno studente universitario della Scuola di Chimica, Troy Scott Blankenship. Tutto è consultabile sulla rivista accademica Energy and Environmental Science, dalla quale si apprende che la chiave di volta è rappresentata dalla presenza di acetato di cellulosa nei mozzicone di sigaretta. I carboni attivi ottenuti mediante un processo di carbonizzazione e attivazione idrotermale, chiarisce Mokaya, sono molto porosi e hanno una capacità di stoccaggio di idrogeno senza precedenti.