Volkswagen Golf 1.5 rivoluzione consumi mai vista. Benzina batte diesel

Si tratta di un 1500 di cilindrata Act con 130 cavalli. Sono diverse la caratteristiche peculiari di questo propulsore. Come la disattivazione dei cilindri o l'Eco-coasting, ovvero il veleggiamento

Volkswagen Golf 1.5 rivoluzione consumi

Volkswagen ha presentato nuovo motore per la Golf. Scopri di cosa si tratta


La Volkswagen Golf 1.5 porta una svolta nei consumi. Ovvero la benzina batte il diesel. E potrebbe e dovrebbe essere solo la prima  svolta in due ambiti. La prima che sarà solo la prima auto e molte altre saranno così. La seconda è che ci stiamo ià avcinando a grandi passi al biometano.
 

Le polemiche che hanno scosso di recente il colosso tedesco dell’auto non hanno impedito lo sviluppo delle innovazioni inserite, già da febbraio, nei listini. Parliamo di Volkswagen, un marchio che ha sempre attirato le attenzioni di una vasta platea di potenziali acquirenti e che, senza fare troppo rumore, ha presentato una nuova versione della Golf. Nuova per quel che riguarda la motorizzazione: un 1500 di cilindrata Act con 130 cavalli. Diverse la caratteristiche peculiari di questo propulsore. Come ad esempio la disattivazione dei cilindri, oppure “Eco-coasting”, ovvero la nuova funzione di veleggiamento a motore spento. Importante anche l’aspetto dei consumi visto che con 4,8 litri di carburante si percorrono cento chilometri.

Volkswagen Golf 1.5 benzina micro ibrido

Un’automobile che in Italia si potrà acquistare in diverse versioni a seconda degli allestimenti, ma sempre con il cambio automatico. Business, Highline ed Executive con carrozzeria a 5 porte e Variant. Il prezzo parte da 26.150 e può arrivare anche a 29.700 euro per quest’ultima versione. Certamente la novità che incuriosisce maggiormente è proprio il sistema “Eco-coasting”. Ma in cosa consiste? In pratica quando l’autovettura perde velocità oppure viaggia a velocità costante quando il tragitto è in leggera discesa, il motore si spegne del tutto e interrompe il proprio collegamento con la trasmissione. Questo determina la non attivazione del freno motore ed il conseguente sfruttamento dell’energia cinetica. Il tutto si inquadra in una questione di risparmio sui consumi di circa 0,4 l/100 km. Questa caratteristica che rende l'autovettura ibrida funziona grazie allo sfruttamento dell’impianto elettrico di bordo a 12 volt e una compatta batteria agli ioni di litio che fornisce energia nelle fasi di inattività del motore. La velocità massima è pari a 216 km/h e il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è di 9,1 secondi.

Un po’ come succede per le vetture di Formula 1 con l’introduzione del kers che consente di accumulare l’energia cinetica e sfruttarla in termini di potenza. Il veleggiamento della nuova Volkswagen Golf 1.5 Tsi Act 130 cavalli rappresenta una evoluzione, l’ennesima della gestione dei cilindri. Questo passo in avanti ulteriore consente di disattivare i due cilindri interni in un regime di funzionamento compreso fra i 1.400 e i 4.000 giri al minuto e fino a 130 km/h, in maniera del tutto automatica senza alcun intervento del guidatore che non si il tutto senza che il guidatore si accorga di nulla. Infine, questo modello che rappresenta di certo l’orgoglio per la casa tedesca è dotato anche di ciclo di combustione Miller che, grazie alla chiusura anticipata delle valvole di aspirazione e all’utilizzo di un rapporto più elevato di compressione consente un miglioramento del dieci per cento per quel che riguarda l’efficienza stessa del propulsore.

E' complicato dire quale sarà il futuro delle auto. Ad intuzione molti risponderanno auto elettriche o ad idrogeno, ma gli sperti sono piuttosto divisi, e per le auto elettriche rimane il problema sempre dell'inquinamento, seppur minore. E allora, ecco chi ha pensato ad una ulteriore via di sviluppo ed ecco il biometano. E non lo ha fatto una marca qualasiasi ma la Volkswagen.

Auto a biometano, tutti i vantaggi

Occorre precisare da subito che gli unici che al momento possono utilizzare le Volkswagen a biometano sono i dipendenti della S.e.s.a, una impresa di Este, in provincia di Padova, dove abbiamo potuto fare questa prova sui modelli Polo e Golf Tgi che al momento vanno a metano e che in equesta realtà che produce biometano, funzionano anche con questo combustibile che deriva dal riciclod ei rifiuti umidi provenienti della cucina.
Dunque, il biometano non si può trovare ancora al distributore, in quanto non è permesso dalla legge, ma ci sta muovendo per poterlo fare arrivare anche perchè i vantaggi sono davvero tanti.
In primo luogo queste auto diventerebbe i veicoli meno inquinanti in assoluto, più ancora delle auto elettriche e non ci sarabbe nessun problema degli scarti.
Il costo dei rifornimento sarebbe assolutamente basso con un costo dimezzato all'incirca come rapporto benzina o diesel e chilometri percorsi. E ancora, da sottolineare, per il funzionamento delle auto a metano con il biometano non si dovrebbe fare nessuno cambiamento tecnico.
Il biometano viene relizzto grazie alla rccolta differenziata, con 70 Kg di scarti di cucina si possono produrre 4 Kg di metano con i quali si fanno circa 100 Km.
Il costo, se ci fosse una rete di distribuzone capillare dovrebbe essere di menod i 1 euro.

Volkswagen a metano, Polo e Golf TGI e in arrivo anche la Up!

E nella giornata dove abbiamo visitato l'azienda S.E.S.A, abbiamo provato e fatto un test su strada della Volkswagen Golf 1.4 TGI e Polo 1.0 TGI. La Polo è il vero nuovo modello d 90 cavalli e treclindri e che permette di dimezare i costi chilometri rispetto al benzina. Ed è già un successo visto che i tempi di attesa per averla sono di circa 6-8 mesi.
Da sottolineare che a Marzo ariverà la Volkswagen Golf 1.4 TGI 110 che avrà lo stesso rpezzo del benzina a 17.900 euro. C'è da dire che alla prova su strada le auto vanno benissimo, non si nota assolutmente differenze e che l'unica vera differenza è l'autonomia di 400 Km, quindi minore. Ma c'è anche una spesa minore e i tanti vantaggi visti per l'ambiente.

Ottant’anni rappresentano uno spazio temporale sufficiente ad esprimere un giudizio equilibrato. E certamente quello sul Maggiolino non può che essere positivo. Una storia lunga e gloriosa che affonda le radici nel lontano 1938 quando la Volkswagen mette in produzione l’antesignana del modello che ha imperversato per le strade del mondo a partire dal 2003.

Maggiolino esce di produzione

Fino a quel momento il nome ufficiale dell’autovettura è stato Type 1. Nome diverso, stessa gloria come dimostrano gli oltre 22 milioni di esemplari prodotti in questi anni. Una gloria imperitura nonostante la casa tedesca abbia deciso di archiviare, almeno per il momento, quello che può essere definito senza timore di essere smentiti, un vero e proprio mito dell’automobile. Il Maggiolino esce quindi di produzione e farà spazio a un modello che dovrebbe incarnare il sostituto naturale portando avanti una tradizione di grande successo.

È ufficiale, dunque. Il Maggiolino esce di produzione. La Volkswagen ha reso noto che non procederà alla produzione della terza generazione di un’auto che ha ricevuto grandi apprezzamenti dopo le serie del 1998 e quella del 2011. I dirigenti hanno fatto sapere che, dopo le due nuove serie, sarebbe stato inutile, e forse dannoso, puntare a una terza serie di nuovi Maggioloni. Fine dell’effetto vintage, dunque, e in questi casi il cinismo di chi è costretto a prendere queste decisioni può anche sembrare fastidioso, ma rappresenta una virtù per quelli che devono interpretare i gusti della platea dei potenziali acquirenti. Che, evidentemente, non avrebbero reagito in maniera entusiasta alla riproposizione di una nuova gamma rivisitata.

Ma niente paura perché colosso dell’auto non abbandonerà del tutto questa strada, ma sta già lavorando, per sfruttare magari anche l’effetto nostalgia, all’ideazione del sostituto del Maggiolino. E questa volta l’effetto vintage che sicuramente contraddistinguerà il nuovo modello, si fonderà con aspetti propri della modernità. Sono in tanti a scommettere che il sostituto del Maggiolino avrà un cuore elettrico iper tecnologico.

E cambierà anche la propria veste. D. Buzz, questo dovrebbe essere il nome del nuovo modello, sarà un minibus elettrico ispirato al mitico Bulli. L'attesa non sarà breve, la vettura è attesa per il 2022. Già presentato in forma di prototipo I.D. Buzz è spinto da due motori elettrici che complessivamente forniscono circa 374 cavalli di potenza. Un motore che consentirà di raggiungere i 100 km/h in appena 5 secondi partendo da zero e la velocità massima, ovviamente limitata, è di 160 km/h.