Volkswagen, molte novità e trasparenza. E vendita Ducati più vicina

C'è anche una terza strada, oltre a quella della vendita o della non vendita. Si tratta della nascita di un nuovo polo sullo stile dello startup Moia.

Volkswagen, molte novità e trasparenza.

Ducati venduta al Gruppo Volkswagen?


Il cambio di guardia alla guida di Volkswagen con il ceo Herbert Diess che ha preso il posto di Matthias Mueller, ha una motivazione ben precisa. Non si tratta di un semplice avvicendamento. Non poteva essere per una casa automobilistica travolta dallo scandalo del dieselgate. Ma è la volontà di indicare un cambio di corso, un vero e proprio cambiamento visuale e nelle intenzioni. Le parole pronunciate sono indicative: onestà, affidabilità, apertura, trasparenza, cambiamento culturale. Da qui il lancio del programma Together4Integrity con cui punire i comportamenti sbagliati. E in parallelo il gruppo tedesco cerca di aumentare l'efficienza e diventare più agile. In linea con i tempi, insomma.

Ducati venduta al Gruppo Volkswagen?

Ma non si vive solo di buone intenzione e di rifacimento del look. Volkswagen sta infatti prendendo in considerazioni possibili spinoff di asset non core come il costruttore di motociclette Ducati e il produttore di trasmissioni Renk. Provando a riavvolgere il nastro degli eventi, dopo la divisione tra i marchi automobilistici in tre macro aree, con i brand di massa Volkswagen, Seat e Skoda, il segmento premium con Audi e quello supersportivo e di lusso con Porsche, Bugatti, Bentley e in futuro Lamborghini, l'attenzione è adesso sui brand fuori dal core del gruppo. Il produttore non ha comunicato dettagli sulle strategie nel breve e nel lungo periodo e bisogna perciò accontentarsi dell'intenzione dichiarata di elaborare prospettive future sostenibile per i business non core come Ducati, Renk e MAN Diesel & Turbo.

A detta dello stesso Diess, le considerazioni sulla situazione attuale potrebbero portare a passi per espandere questi business e sviluppare strategie di crescita, ma anche spinoff sono plausibili. Anche in questo caso, solo il tempo potrà fornire le risposte attese e che stuzzicano la fantasia degli osservatori e l'interesse delle parti in causa. Ed ecco allora che l'ipoteso della vendita di Ducati al Gruppo Volkswagen torna al centro dell'attenzione. Tuttavia c'è anche una terza strada, oltre a quella della vendita o della non vendita. Si tratta della nascita di un nuovo polo e c'è un precedente da ricordare, quello di Moia, la startup nata per offrire nuove forme di mobilità in ambito urbano a partire dal ride pooling al debutto ad Hannover entro la fine di quest'anno. Potrebbe essere proprio questo il modello seguito da Volkswagen.

70 nuove auto solo nel 2018

Ma che Volkswagen non voglia mettersi sulla difensiva e, anzi, cerca di rilanciarsi nel competitivo mercato delle auto è dimostrato dall'intenzione dichiarata di lanciare sul mercato oltre 70 nuovi modelli solo quest'anno. Interessante anche il passaggio sulla produzione europea di batterie per le auto elettriche. Secondo Diess (Volkswagen si è assicurata 20 miliardi di euro di forniture di batterie a celle agli ioni di litio), l'enorme volume di acquisti evidenzia come bisogna unire le forze per avere una rete industriale in grado di rispondere alle future esigenze del mercato.

C'è evidentemente molto da migliorare se è bastato così poco agli hacker per violare il sitema di sicurezza di Audi e Volkswagen. La chiave utilizzata per fare centro è stata la radio che, senza troppi giri di parole, è stata in grado di aprire le porte ai malintenzionati. E il tutto, si badi bene, senza che ci sia stato bisogno di entrare in auto. Più esattamente, a essere coinvolti sono stati Volkswagen Golf GTE e Audi A3: alcuni hacker hanno dimostrato come il sistema di infotainment sia pericolosamente vulnerabile. La domanda è allora spontanea e inevitabile: chi protegge la tecnologia sulle auto, a sua volta è fondamentale per la sicurezza?

Volkswagen Golf GTE e Audi A3: infotainment vulnerabile

Il problema si dimostra in tutta la sua gravità perché non sono in ballo i motori, finiti di recente nel mirino, e né la privacy, altro tassello delicatissimo quando si ha a che fare con le nuove tecnologie a bordo delle auto. Questa volta c'è di mezzo la sicurezza ovvero il rischio di vedersi sfilata la propria auto con pochi click. Due dipendenti di una società impegnata nel campo della sicurezza informatica sono allora riusciti a violare il sistema a bordo della Volkswagen Golf e della Audi A3. Lo hanno fatto solo a scopo dimostrativo, per far vedere con sia bastato il web e qualche conoscenza più approfondita del bus CAN (Control Area Network) per riuscire a fare centro.

Dal punto di vista operativo, i due hacker hanno eseguito i test su nove veicoli privati (tutti di proprietà di colleghi) caratterizzati dalla facilità nell'estrazione o inserimento della scheda SIM in auto e dalla presenza di pochi strati tra la connessione cellulare e il bus CAN. Ma sono stati la Volkswagen Golf GTE e l'Audi A3 i modelli più facilmente violabile perché tutti e due equipaggiati con lo stesso sistema di infotainment IVI (In-Veichle Infotainment) prodotto dalla Harman.

Dopo aver comunicato alle case automobilistiche i risultati del loro esperimento, i dipendenti della società impegnata nel campo della sicurezza informatica, hanno poi avanzato il consiglio pubblico agli utenti di informarsi sui nuovi sistemi e chiedere standard più alti per la sicurezza informatica, così come si fa per i crash test. A proposito, Volkswagen ha risposto ammettendo come gli hacker siano riusciti ad accedere al sistema di infotainment e a ottenere le autorizzazioni ROOT ovvero i diritti di amministratore del sistema di infotainment destinati allo sviluppo Volkswgen, ma non all'utilizzo privato dei clienti.

Audi e-tron: preordini al via

In questo contesto sono ufficialmente iniziati i preordini della nuova Audi e-tron 2018. Si tratta della prima vettura elettrica di serie della casa di Ingolstadt. Siamo davanti a un large suv con ricarica ultra rapida a 150 kW. Significa che bastano circa 30 minuti per assicurare l'80% di autonomia. Al suo interno c'è spazio fino a cinque persone. Di interessante c'è la possibilità concessa agli acquirenti di attivare solo in un secondo momento servizi aggiuntivi relativi all'illuminazione, all'assistenza alla guida o all'infotainment. L'obiettivo di Audi è lanciare sul mercato da qui al 2020 tre modelli a zero emissioni. Della partita fanno parte le versioni e-tron plug-in di A3 Sportback e Q7 oltre alla tecnologia mild-hybrid che caratterizza le gamme A8, A7 Sportback, A6 e i propulsori 2.0 TFSI delle famiglie A4 e A5. Il prezzo di Audi e-tron? Circa 80.000 euro.

Maggiolino esce di produzione

Fino a quel momento il nome ufficiale dell’autovettura è stato Type 1. Nome diverso, stessa gloria come dimostrano gli oltre 22 milioni di esemplari prodotti in questi anni. Una gloria imperitura nonostante la casa tedesca abbia deciso di archiviare, almeno per il momento, quello che può essere definito senza timore di essere smentiti, un vero e proprio mito dell’automobile. Il Maggiolino esce quindi di produzione e farà spazio a un modello che dovrebbe incarnare il sostituto naturale portando avanti una tradizione di grande successo.

È ufficiale, dunque. Il Maggiolino esce di produzione. La Volkswagen ha reso noto che non procederà alla produzione della terza generazione di un’auto che ha ricevuto grandi apprezzamenti dopo le serie del 1998 e quella del 2011. I dirigenti hanno fatto sapere che, dopo le due nuove serie, sarebbe stato inutile, e forse dannoso, puntare a una terza serie di nuovi Maggioloni. Fine dell’effetto vintage, dunque, e in questi casi il cinismo di chi è costretto a prendere queste decisioni può anche sembrare fastidioso, ma rappresenta una virtù per quelli che devono interpretare i gusti della platea dei potenziali acquirenti. Che, evidentemente, non avrebbero reagito in maniera entusiasta alla riproposizione di una nuova gamma rivisitata.

Ecco il sostituto del Maggiolino

Ma niente paura perché colosso dell’auto non abbandonerà del tutto questa strada, ma sta già lavorando, per sfruttare magari anche l’effetto nostalgia, all’ideazione del sostituto del Maggiolino. E questa volta l’effetto vintage che sicuramente contraddistinguerà il nuovo modello, si fonderà con aspetti propri della modernità. Sono in tanti a scommettere che il sostituto del Maggiolino avrà un cuore elettrico iper tecnologico.

E cambierà anche la propria veste. D. Buzz, questo dovrebbe essere il nome del nuovo modello, sarà un minibus elettrico ispirato al mitico Bulli. L'attesa non sarà breve, la vettura è attesa per il 2022. Già presentato in forma di prototipo I.D. Buzz è spinto da due motori elettrici che complessivamente forniscono circa 374 cavalli di potenza. Un motore che consentirà di raggiungere i 100 km/h in appena 5 secondi partendo da zero e la velocità massima, ovviamente limitata, è di 160 km/h.

Subito obiettivi ambiziosi

La risposta di Volkswagen alla crisi del dieselgate che ha scosso credibilità e vendite è aumentare il numero delle auto prodotte. L'obiettivo è guadagnare posizioni nelle preferenze degli utenti e non ripetere gli errori del passato. L'abbattimento della soglia di 6 milioni di veicoli fabbricati lascia facilmente immaginare quali siano le intenzioni del produttore di Wolfsburg, pronto a recitare una parte da protagonista in questo 2018. Se le ambizioni sono molto elevate, resta da scoprire quale sarà la risposta del mercato ovvero quanto parte di queste vetture sarà acquistata. In ogni caso, la parte del leone dovrebbe continua a essere recitata dalla Golf, l'auto con marchio Volkswagen più venduta. La partita in questo 2018 si giocherà comunque su due tavoli, tenendo conto come la questione dieselgate sia ancora aperta. Solo poche settimane fa ha raggiunto un'intesa sulla class action in Canada sui motori TDI da 3.0 litri che alimentano su Cayenne, Touareg e Q7.

Non solo auto elettriche, ma diesel e tutto resto

Per il dopo scandalo del DieselGate Volkswagen spiega la sua strategia che passa certamente dall'elettrico che avrà un ruolo fondamentale come spiegato sotto, ma passerà prima del diesel ripulito con gli stretti parametri rivisti dall'Ue e dagli Usa per arrivare all'ibrido e al metano anche per le auto più piccole senza dimenticare i combustibi8li alternativi, come anche l'idrogeno.

Tutti i canali sono lasciati aperti per capire che direzione prenderà il mercato ed esserne subito protagonisti. E le iniziative degli ingegneri avranno come obiettivo di riuscire a creare piattafrome tecniche diffenti convergenti per diminuire i costi.

Volkswagen e auto elettriche

Tredici anni. Questo è il tempo necessario per assistere alla rivoluzione. Almeno stando a quello che si sta muovendo in casa Volkswagen. Archiviato non senza difficoltà il cosiddetto ‘dieselgate’ la casa automobilistica tedesca infatti sta seriamente investendo in un mercato destinato a diventare il nuovo eldorado del prossimo futuro. Le auto elettriche, infatti, sembrano ormai pronte a fare il loro prepotente ingresso nei mercati globali e non più vestendo i panni di un oggetto misterioso da trattare con curiosità e quel pizzico di sfiducia che si riserva sempre alle novità prima che sappiano dimostrare il loro valore. Il loro sviluppo procede da decenni, tanto che il primo veicolo elettrico di Volkswagen arrivato sul mercato risale addirittura al 1972. Il T2 Elektro-Tranporter è stato la base di partenza da cui il gruppo tedesco ha iniziato a sviluppare le proprie tecnologie di propulsione elettrica.

Tanto per capire quali sono stati i passi in avanti compiuti fino ad oggi basti pensare che il nuovo modello e-Golf offre trecento chilometri di autonomia e una velocità massima di centocinquanta chilometri all’ora. La rivoluzione green ormai è pronta a far sentire i propri effetti in tutto il mondo e l’obiettivo è quello di realizzarla entro 13 anni. Cioè domani per l’appunto. Una rivoluzione che non potrà che cambiare il mondo, riuscendo magari a contribuire anche a un miglioramento delle condizioni ambientali e di conseguenza anche delle condizioni di vita dell’uomo e delle altre specie viventi.


Alla base del concetto che lega la Volkswagen allo sviluppo delle auto elettriche c’ la voglia di stupire. La nuova gamma verrà immessa sul mercato a partire dal 2020, secondo la road map della casa automobilistica, sarà composta da tre modelli. I.D. avrà una potenza di 170 cv e un'autonomia dai 400 ai 600 Km. Poi sarà il momento di I.D. Buzz con un'autonomia fino a seicento chilometri e una potenza di ben 374 cv. Infine I.D. Crozz, primo SUV elettrico della casa tedesca, questo con un'autonomia fino a 500 km e e 306 cv. Insomma, all'appello manca solo un'utilitaria, ma solo perché è già disponibile oggi, visto che la UP a propulsione elettrica è già sul mercato.

Entro 13 anni cambiare mondo

Entro 13 anni, dunque, potrebbe cambiare il mondo e sono molti ad auspicare che la rivoluzione green delle auto elettriche possa finalmente cambiare il mondo. In meglio, ovviamente. Il 2025 sarà un anno fondamentale per il gruppo tedesco, perché proprio quell'anno vedrà l'arrivo dei primi modelli con guida totalmente autonoma, mentre le stime di vendita dovrebbero assestarsi sul milione di unità elettriche all'anno. Investimenti importanti che si aggirano intorno ai venti miliardi di euro testimoniano la reale volontà del colosso dell’auto tedesco di fare sul serio. Il programma di investimenti ha un orizzonte che arriva al 2030 quando la rivoluzione dovrebbe essere compiuta.

In tutto questo, ruolo fondamentale lo avranno anche le stazioni di ricarica, ecco perché il gruppo tedesco sta puntando forte anche in questo settore parallelo, stringendo partnership strategiche con i fornitori di energia elettrica e anche con i concorrenti, tra cui Nissan, Ford, Renault e BMW, per creare una rete sempre più capillare in Europa. In Italia arriveranno circa duecento venti nuovi posti dove fare la ricarica. Tra gli altri traguardi che rientrano in questo processo che ormai è irreversibile, c’è anche quello di abbattere i tempi di ricarica fino ridurli al tempo necessario per fare un normale rifornimento alla classica pompa di benzina come avviene oggi.

Auto a biometano, tutti i vantaggi

E' complicato dire quale sarà il futuro delle auto. Ad intuzione molti risponderanno auto elettriche o ad idrogeno, ma gli sperti sono piuttosto divisi, e per le auto elettriche rimane il problema sempre dell'inquinamento, seppur minore. E allora, ecco chi ha pensato ad una ulteriore via di sviluppo ed ecco il biometano. E non lo ha fatto una marca qualasiasi ma la Volkswagen.

Occorre precisare da subito che gli unici che al momento possono utilizzare le Volkswagen a biometano sono i dipendenti della S.e.s.a, una impresa di Este, in provincia di Padova, dove abbiamo potuto fare questa prova sui modelli Polo e Golf Tgi che al momento vanno a metano e che in equesta realtà che produce biometano, funzionano anche con questo combustibile che deriva dal riciclod ei rifiuti umidi provenienti della cucina.
Dunque, il biometano non si può trovare ancora al distributore, in quanto non è permesso dalla legge, ma ci sta muovendo per poterlo fare arrivare anche perchè i vantaggi sono davvero tanti.
In primo luogo queste auto diventerebbe i veicoli meno inquinanti in assoluto, più ancora delle auto elettriche e non ci sarabbe nessun problema degli scarti.
Il costo dei rifornimento sarebbe assolutamente basso con un costo dimezzato all'incirca come rapporto benzina o diesel e chilometri percorsi. E ancora, da sottolineare, per il funzionamento delle auto a metano con il biometano non si dovrebbe fare nessuno cambiamento tecnico.
Il biometano viene relizzto grazie alla rccolta differenziata, con 70 Kg di scarti di cucina si possono produrre 4 Kg di metano con i quali si fanno circa 100 Km.
Il costo, se ci fosse una rete di distribuzone capillare dovrebbe essere di menod i 1 euro.

Volkswagen a metano, Polo e Golf TGI e in arrivo anche la Up!

E nella giornata dove abbiamo visitato l'azienda S.E.S.A, abbiamo provato e fatto un test su strada della Volkswagen Golf 1.4 TGI e Polo 1.0 TGI. La Polo è il vero nuovo modello d 90 cavalli e treclindri e che permette di dimezare i costi chilometri rispetto al benzina. Ed è già un successo visto che i tempi di attesa per averla sono di circa 6-8 mesi.
Da sottolineare che a Marzo ariverà la Volkswagen Golf 1.4 TGI 110 che avrà lo stesso rpezzo del benzina a 17.900 euro. C'è da dire che alla prova su strada le auto vanno benissimo, non si nota assolutmente differenze e che l'unica vera differenza è l'autonomia di 400 Km, quindi minore. Ma c'è anche una spesa minore e i tanti vantaggi visti per l'ambiente.