Carburanti prezzo molto alto. Rialzi forti a Trento e in ogni regione diesel e benzina

Aumentano i prezzi dei carburanti di diesel e benzina che schizzano per il rincaro del petrolio, ma dovrebbero salire ancora

Carburanti prezzo molto alto. Rialzi for

Carburanti, prezzo alle stelle. Trento, benzina self +9,4%, diesel schizza a +12,4%


Forte rialzo dei carburanti con un aumento dei prezzi molto alto a partire del prezzo alle stelle di Trento, ma in generale in tutta Iyalia e le previsioni fanno attendere ulteriori rialzi non solo solo sui carburanti
 

Aumento dei carburanti tra benzina e diesel in tutta Italia per una serie di concause, tra cui certamente il rincaro del petrolio, che potrebbe anche continuare e portarlo a 100 dollari facendo rialzare ancora le tariffe.

Trento, rincari molto alti come il resto dell'Italia negli ultimi due anni

A Trento e provincia si registrano gli aumenti maggiori ed è un trend significativo iniziato due anni (come nel resto d'Italia). Ad esempio, un litro di benzina in un self-service costa 1,695 euro il 12,8% in più rispetto al 2016 e il 9,45 rispetto all'anno scorso. Questo vuol dire che un pieno, ad esempio di 50 litri, si paga 7,25 euro in più con una spesa annua per una media di 40 pieni di 290 euro in più. Ancora più alto se la benzian viene servita visto che il costo è di circa 1.777 euro euro al litro con rincari sempre molto elevati

Il diesel ha prezzi minori, ma gli aumenti sono stati più alti. Il gasolio in due anni è aumentato, sempre prendendo spunto dall'esempio del self servide il 17,5% dal 2016 con un aumento per il pieno di 8,80 euro e 352 euro in più per la stessa quantità di pieni calcolati in precedenti. Alti anche i rincari sul servito con un costo medio per il diesel di 1,682 euro.

Gpl in linea con i restanti costi italiani, ma con un incremento di oltre il 20% negli ultimi due anni. Diverso, invece, il metano a 1,073 euro al chilo, con una crescita di solo 1,7%.

A livello macro italiano, le statistiche dei costi dei carburanti arrivano da Staffetta Quotidiana sulla base dei dati comunicati dall'Osservatorio prezzi del Ministero dello Sviluppo economico. Al self, la benzina costa adesso 1,652 euro al litro, al servito 1,767 euro al litro. Per quanto riguarda il diesel, al self è a quota 1,531 euro al litro, al servito 1,651 euro al litro al servito. Il metano costa adesso 0,973 euro al kg. Più in generale, Eni ha rincarato di 1 centesimi i prezzi di benzina e gasolio e di 2 centesimi quello del Gpl.

Aumentano anche altri costi

Autunno nerissimo per i consumatori italiani perché aumentano i prezzi su ogni fronte. C'è quello del carburante per auto ovvero benzina e diesel, secondo un copione che continua a ripetersi. Ma c'è anche quello del cibo ovvero dei principali generi alimentari. E i due comparti non sono scollegati come può apparentemente sembrare. Almeno secondo Coldiretti che mette in luce una semplice equazione: i rincari che devono affrontare le aziende di logistica per via del carburante alle stazioni di rifornimento più costoso si ripercuote nel prezzo finale del cibo, costretto a essere rivisto verso l'alto. E stando alle previsioni di queste ore si tratta solo delle prime avvisaglie.

L'associazione dei coltivatori diretti non le manda evidentemente a dire quando fa notare che in un paese come l'Italia, dove l'88% dei trasporti commerciali avviene su gomma, l'aumento del costo di benzia e diesel non può che incidere notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. E a rimetterci ci sono anche altri settori, come se fossimo davanti a una catena formata da tanti anelli. Secondo Coldiretti a subire gli effetti del caro benzina sono soprattutto gli alimentari perché ogni pasto che percorre in media quasi 2.000 chilometri prima di giungere sulle tavole. E percorrere quella tratta per i camionisti ha adesso un prezzo maggiore.

Secondo le rilevazioni dell'associazione dei coltivatori diretti, l'aumento medio dei prezzi alimentari è è risultato superiore del 27% rispetto alla media dell'inflazione pari a 1,5% a settembre, sulla base dei dati Istat. E come premesso, non è affatto detto che il trend possa essere invertito considerando il già previsto aumento del prezzo della benzina.

Prospettive e previsioni di ulteriori rialzi

Si prospettano tempi durissimi per gli automobilisti italiani. Tempi da incubo per le tasche, paragonabili a quegli anni in cui il prezzo del rifornimento era schizzato alle stelle. Due euro per ogni litro di benzina, tanto per intenderci. E non solo quel biennio critico non è ancora terminato, ma potrebbe rinnovarsi. E le ragioni sarebbero più di un anno. Al classico maggiore costo del petrolio, continuo spauracchio che mette costantemente in discussione tutte le buone intenzioni, si aggiungono altri rischi. Si va da quello dell'introduzione di nuove accise per fronteggiare le nuove emergenza e la cronica carenza di disponibilità economica nelle casse statali, fino ad arrivare allo scandalo delle emissioni. Perché tra le conseguenze che ha portato con sé in Italia c'è l'abbandono graduale delle auto alimentate a diesel in favore di quelle spinte a benzina.

In realtà, l'aumento del costo della benzina viene considerato praticamente certo sulla base di quattro question time in commissione Finanze alla Camera su taglio di accise sui carburanti, scadenza per l'invio dei dati delle liquidazioni Iva del secondo trimestre 2018, estensione temporale della compensazione tra crediti pubblica amministrazione e debiti iscritti a ruolo, risoluzione del problema delle perdite nel regime di cassa. Ma è naturalmente quello relativo al taglio di accise sui carburanti a interessare in questo momento. Dalle risposte emerge come l'aumento non sia un'opzione ma una certezza.

E c'è una ragione bene precisa: il decreto approvato esattamente quattro anni fa che sancisce accise più alte per finanziare il cosiddetto Aiuto alla crescita economica (Ace). Il rincaro è stato insomma già programmato al netto di eventuali tagli. La difficoltà - sempre che l'esecutivo sia intenzionato ad affrontarla - risiede adesso nella cancellazione degli aumenti già programmati.

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