Nissan, due progetti innovativi. E la pila eterna inventata da un italiano

L'idea Nissan, riciclare le batterie per i lampioni stradali ma anche un milione di auto elettriche vendute entro il 2022

Nissan, due progetti innovativi. E la pi

L'idea Nissan: riciclare le batterie per i lampioni stradali


Due progetti importanti per Nissan. Il primo riguarda quello di illuminare le strade con le batterie delle auto elettriche. Il secondo quello di realizzare 8 nuovi modelli di auto elettriche per arrivare ad un milione di auto elettriche vendute entro il 2022 con il progetto Nissan to Move 2022.
 

Nissan è sempre più operativa e dinamica nel settore delle auto elettriche ed innovative e risponde alle necessità del riciclo delle batterie, uno dei problemi da più parti recentemente sollevato, con una idea assolutamente interessante che si concretizzerà a breve. E poi, rilancia per le auto elettriche, con un mlione di auto elettriche vendute entro il 2022

Nissan, idea lampioni riciclo batterie

Nissan, marchio ad alto tasso tecnologico del gruppo Renault e Mitsubishi, ha lanciato un nuovo interessantissimo progetto che si chiama “The Reborn Light”, ovvero “La luce rigenerata”.

Facile capire il perché. In pratica la casa automobilistica sta progettando infrastrutture pubbliche smart, da realizzare utilizzando componenti delle auto alle quali viene data una seconda vita. In questo caso si tratta delle batterie agli ioni di litio per l’alimentazione di veicoli elettrici che vengono riutilizzate per l’illuminazione stradale. Per questo motivo il progetto prevede una stretta collaborazione con le amministrazioni pubbliche.

Nissan ha divulgato proprio in queste ore una nota nella quale spiega che verranno installati dei nuovi lampioni stradali “wireless” totalmente sostenibili grazie all’impiego delle batterie di seconda vita agli ioni di litio che equipaggiano Nissan Leaf, insieme a pannelli solari. Il progetto avrà la sua prima concretizzazione in Giappone, più precisamente a Namie, nella provincia di Fukushima, luogo simbolo nella ricerca verso nuove forme di sostenibilità ambientale.

Un luogo simbolico visto che, come tutti ricorderanno, è stato teatro nel 2011, dello spaventoso incidente alla centrale nucleare dopo il terremoto-maremoto che colpì quella regione, con conseguenze disastrose per l’ambiente e per la vita di molte persone, molte delle quali decedute per le conseguenze delle radiazioni nocive. Fu proprio dopo quella tragedia che le amministrazioni locali decisero di assumere un atteggiamento non passivo ricercando soluzioni utili a scongiurare il ripetersi di tragedie come quella. Iniziando proprio dalla decisione di installare una rete sostenibile ed autoalimentata per l’illuminazione stradale, iniziando così un percorso di affrancamento energetico.

Nissan Move to 2022

Nell’ottica di attenzione alla sostenibilità ambientale promossa da Nissan al pari di altre fra le principali Case auto è opportuno indicare la presentazione dei programmi del marchio giapponese rilevato dal gruppo Renault, relativi ad una diffusione ancora più ampia della mobilità elettrica, come parte del programma “Nissan MOVE to 2022”, un piano che prevede lo sviluppo di otto nuovi veicoli totalmente elettrici e il “lancio” di una “offensiva a zero emissioni” e la vendita entro quella data di oltre 1 milione di nuove auto elettriche

Nissan Leaf in Italia

Due colpi in uno: da una parte quello di favorire la diffusione delle sue auto elettrica Nissan Leaf e Nissan Note e-POWER, dall'altra quella di promuovere la mobilità condivisa. Arriva dal Giappone (lo farà dalla metà del prossimo mese di gennaio) la proposta e-share mobi che si basa su un principio molto semplice e differente da quelli fin qui conosciuti. L'automobilista paga solo l'utilizzo effettivo della vettura ovvero il consumo. Nessuna tariffa mensile fissa per intenderci. 

L'Italia per ora deve "accontentarsi" della nuova generazione della Leaf di Nissan che, ricordiamo, è l'auto 100% elettrica più venduta al mondo. Il produttore giapponese ha raggiunto una intesa con Enel, grazie a cui chi acquisterà la nuova Leaf riceverà due anni di ricarica gratis nelle colonnine pubbliche e il kit per la ricarica nella propria abitazione.  Si tratta senza ombra di dubbio di una interessante forma di incentivo all'utilizzo delle auto elettriche che va al di là dei tradizionali sconti per l'acquisto.

Ed è un grande successo proprio per la Nissan Leaf con 10mila ordini, dopo la presentazione ad Ottobre, in tutta Europa e che arriverà a Febbraio nelle concessionarie italiane da provare e poter così verificare e toccare con mano l'auto elettrica che al momento, come scritto, è la più venduto in assoluta.
E gli ordini vanno così bene che la società giappine ha dato il via all'aumentod ella produzione, in modo particolare nello stabilimento inglese, il principale che servirà le nazioni Ue.

Una singola ricarica della Nissan Leaf sarà di 378 Km e come caratteristiche tecniche ha alcune innovazioni interessanti come e-Pedal che permette attraverso il solo pedale dell'acceleratore di gestire il veicolo interamente ed è presenta nel modello base senza ulteriori costi. E poi altre due tecnologie che aiutano nella guida come il ProPILOT Park per il parcheggio automatico completo e il ProPILOT che mantiene l'auto in mezzo alla corsia e controlla la distanza dl'auto rispetto all'altro veicolo davanti per evitare tamponamenti.

Problema ricariche e colonnine

Il principale problema quando si parla di auto elettriche? La sua autonomia ovvero la durata della batteria. Soprattutto nel caso di viaggi di lunga percorrenza può rappresentare un problema non di poco conto e difficilmente risolvibile. A questo si aggiungono le questioni correlate, come l'assenza di un numero adeguato di colonnine ovvero di stazione di rifornimento elettriche di tempi di ricarica.

Bene che vada, le colonnine più performanti sono quelle di potenza compresa tra 22 kW e 50 kW che permettono di caricare le batterie in circa un'ora. Il tempo varia comunque a seconda del modello e della potenza erogata dalla colonnina di riferimento.

E in questo caso due sono le soluzioni. Permettere una più ampia ricarica dei modelli e su quetso vi stanno lavorando tutte le casa automobolistiche come vedremo e poi avere più colonnine di ricarica e anche questo in caso le case automobilistiche con il progetto ionity si stanno muovendo per dare 400 colonnine di ricarica in tutta Europa. 

E poi vi sono i progetti delle stesse casa automobilistiche di rendere le proprie auto tutte con una versione elettrica. Le mini dal 2019 si potranno acquistare solo elettriche, mentre nell'ultimo Salone del'Auto di Francoforte 
Volkswagen si è impegnata a invetire 20 miliardi per rivedere la sua intera gamma in versione anche alttrica. 
E questo dorvebbe pian piano risolvere sia il problema dell'autonomia della batteria, ma anche del prezzo visto che al momento sono ancora costeose le auto e le batterie possono fare al massimo 350 Km,

Batterie delle auto migliorate, il piano Honda

Dall'altra parte oltre le colonnine di cui bigna migliorare la velocità di ricarica ma soprattutto l'installazione e la diffusione, bisogna agire sull'autonomia della batteria. E Honda ha annunciato un di avere come obbiettivo entro 7 anni di sviluppare un parco di auto elettriche con batterie che funzioneranno per 240 Km con una batteria notevolmente migliorata e una veloce ricarica, la metà dei tempi delle ricariche super veloci attuali, che impiegano ciraca 30-40 minuti. La finalità è arrivare a 15 minuti. E potrebbe esserci un accordo del tutto nuovo con una società ancora al momento sconosciuta per farle che sostituirebbe o andrebbe ad affiancare l'attuale collaborazione con Panasonic 

Auto elettriche: la soluzione italiana per la batteria

C'è però una vicenda tutta italiana che lascia ben sperare per il futuro. Si tratta di quella che vede protagonista l'ingegnere italiano Gianni Lisini, protagonista della realizzazione della batteria eterna. O quasi, perché la durata di 20 anni è decisamente ragguardevole. Come ci tiene a far sapere il 40enne di Voghera, che ha reso pubblica la sua invenzione al Jotto Fair di Pisa, il merito è tutto suo, della sua inventiva e del suo portafogli. Non ci sono grandi gruppi alle spalle, ma la sua super batteria potrebbe fare gola a tutte le imprese, inclusi i produttori di auto elettriche. Per quanto riguarda il funzionamento, la batteria è composta da un accumulatore chimico affiancato a un condensatore in grado di accumulare fino a 5.000 Farad, con il vantaggio di avere un numero praticamente infinito di cariche e scariche, a differenza delle poche centinaia delle comuni batterie chimiche.