Tesla Model Y, suv compatto in arrivo a fine 2019. E i suoi concorrenti

Tesla Model Y dovrebbe basarsi sulla stessa meccanica, ricalcando lo stile e adottando la medesima tecnologia. Le ricadute positive sarebbero sul prezzo.

Tesla Model Y, suv compatto in arrivo a

Come sarà Tesla Model Y


C'è già una data e quando c'è di mezzo Tesla è sempre una buona notizia perché sono proprio le tabelle di marcia del gruppo di Elon Musk a essere sempre piuttosto indeterminate. A novembre dovrebbe partire la produzione di Tesla Model Y, il suv compatto che potrebbe finire sul mercato, almeno nel fase della prenotazione, nel 2019. Potrebbe appunto perché i cronoprogrammi di Tesla non sono storicamente affidabili. Tanto per fare un esempi, la Model 3 è stata annunciata nel 2016, ma le consegne sono iniziate solo alla fine del 2017. Ecco perché è più verosimile credere che il nuovo crossover elettrica possa vedere la luce solo nel 2020, magari nella seconda metà.

Come sarà Tesla Model Y

Il suv crossover compatto, naturalmente elettrico, prenderà forma nell'impianto californiano di Fremont. Eppure è noto come l'impianto statunitense abbia una limitata capacità, pari a circa mezzo milione di auto all'anno. Non è allora da escludere che, al netto dei problemi, possano aprirsi le porte della Cina. La Y andrà allora ad affiancarsi alle varie Model S lanciata nel 2012 e le cui immatricolazioni sono cresciute del 9% negli Stati Uniti, Model X sul mercato dal 2015 e Model 3, compatta in produzione da luglio, con cui comporrà il poker della gamma Tesla. Siamo ancora nel campo delle ipotesi foraggiate da indiscrezioni e anticipazioni più o meno affidabili.

Tesla Model Y potrebbe utilizzare lo stesso pianale della Tesla Model 3 ovvero dovrebbe basarsi sulla stessa meccanica, ricalcando lo stile e adottando la medesima tecnologia. Si tratterebbe del primo dei due aspetti con cui Elon Musk punta a fare centro. Perché a beneficiarne potrebbe essere l'impegno di spesa finale richiesto all'utente. In seconda battuta, i crossover sono auto molto richieste sul mercato e, anzi, in questo periodo rappresentano proprio il segmento più ricercato. Insomma, la combinazione di questi elementi dovrebbe facilitare il successo mondiale di Tesla Model Y. Non sarà comunque una sfida semplice per la semplice ragione che il suv compatto si andrà a posizionare laddove è già presente la concorrenza agguerrita di Audi, Bmw, Mercedes-Benz, Jaguar, Volvo.

In qualche modo si rimane sorprese alla luce delle difficoltà incontrate da Elon Musk nel mandare a regime la produzione della sua Model 3. Di fronte alle difficoltà, Tesla decide dunque di giocare in offensiva e di rilanciare con un crossover elettrico. Stando a quanto rimbalzato dagli States, la società di Elon Musk punta a produrre tante Model Y quante Model 3.

Nuovi sfidanti per Tesla Model X ( o Suv Y)

Segnatevi questi nomi perché sono quelli dei concorrenti del Suv elettrico di Tesla (suv Y o Model X che di si voglia): Audi e-tron, Jaguar I-Pace, Volkswagen I.D. Crozz, Nio ES8. Nella maggior parte di tratta di concept, ma in tutti i casi è il segnale più evidente di un mercato che si sta spostamento verso un nuovo segmento. Lo stesso in cui Tesla si è da anni buttata a capofitto fino ad arrivare alla produzione del Model X ovvero del Suv di lusso alimentato elettricamente. Ma se quelli che abbiamo citato sono ancora dei progetti ovvero manca lo step finale prima della realizzazione e della successiva commercializzazione, i vari Audi, Jaguar, Kia e Volkswagen sono in realtà molto impegnati nello sviluppo dei crossover a batteria. La scelta non è proprio casuale perché l'interesse sulla categoria degli sport utility è sempre molto elevata, se non crescente. Ma è anche quella più problematica dal punto di vista ambientale e dei consumi

Ecco allora Audi e-tron a emissioni zero con autonomia di 500 chilometri e perfomance su strada sportive. La casa di Ingolstadt I-Pace se la dovrà vedere anche con la Jaguar I-Pace, 400 Cv di potenza massima, attesa già nel primo semestre del 2018. Tempi più lunghi, almeno due anni, per vedere Volkswagen I.D. Crozz con i suoi due motori elettrici da 306 Cv e collegati a 4 ruote motrici, in grado di assicurare un'autonomia di percorrenza di 500 chilometri. Il crossover di Wolfsburg riprende la prima versione in vista della produzione in serie. Della partita c'è anche il brand cinese Nio con la ES8, alimentata da due propulsori elettrici capaci di erogare 635 cavalli e di dichiarare un'accelerazione da 0 a 100 all'ora in 4,4 secondi.

A dirla tutta c'è anche il crossover di Bio (azienda cinese anch'essa) presento alla recente fiera dell'elettronica di consumo di Las Vegas. Dalla sua ci sono un'autonomia tra 400 e 520 chilometri, sulla base della batteria scelta tra 71 o 95 kWh, e una potenza da 272 a 476 CV. E il tutto mentre all'orizzonte inizia a intravedersi il brand EQ di Mercedes.

Tesla Revolution 2018

Un momento importante, anzi, unico per fare il punto della situazione dell'evoluzione di Tesla, sarà la Tesla Revolution 2018 a Torino il prossimo salone dell'auto

L'evento, a cui potranno partecipare solo 400 persone nella sala congresso del Museo Nazionale dell'Automobile, si terrà il 9 Giugno 2018 al Salone dell'Auto di Torino e sarà gestito dal Tesla Clu Italy.
Sarà un momento per delinaere sia i progressi che il futuro di Tesla sia della mobilità elettrica in Italia in generale. Ci sarà duranta la conferenza, una tavola rotonda, dove parteciparanno esperti di questi argomenti e che dei possessori italiani di auto Tesla.
Gli argomenti saranno i più diversi, dalle batterie alle prestazioni dell'auto, fino, appunto, alla mobilità e sostenibilità elettrica in generale.

E Tesla Model 3 fa un nuovo record

Non si tratta della prima volta che un veicolo Tesla balza agli onori delle cronache automobilistiche per il livello elevatissimo delle prestazioni. Basti pensare che lo stesso Alex Roy ovvero il redattore della rivista The Drive protagonista del viaggio, aveva percorso un anno fa lo stesso tragitto - da Redondo Beach fino all'Empire State Building - con un tempo maggiore. E a dirla tutta, ha anche fatto meglio di Jordan Hart e Bradly D'Souza che, a bordo di un modello S 85D, hanno avuto circa un'ora di tempo supplementare per tagliare il traguardo. Dalle parole si è dunque passati ai fatti con risultati sorprendenti che non possono che solleticare gli appetiti di chi ha tempo puntato all'acquisto di un'auto elettrica a firma Tesla. A tal proposito, il costo complessivo della ricarica per il viaggio dei record da New York a Los Angeles è stato pari a 100,95 dollari.

E c'è anche un altro punto a favore della Model 3 di Tesla. Il test è stato compiuto in pieno inverno: di conseguenza il lungo tragitto ha messo alla prova l'affidabilità, l'autonomia e la capacità dell'auto elettrica di affrontare viaggi a basse temperature.

Con la Model 3 Tesla entra ufficialmente nel segmento delle vetture medie. Le consegne sono in corso e i primi a ricevere la nuovo auto elettrica sono stati i dipendenti della società statunitense (quasi a mo' di precauzione) e i giornalisti di settore che hanno eseguito le prime prove. Ebbene, i giudizi sono positivi e viene raccontano della presenza del futuro a bordo dell'auto elettrica. Secondo Jameson Dow di Electrek, la Model 3 buona, divertente da guidare e, dettaglio non di poco conto, il livello di finitura è stato portato più in su. L'accelerazione è simile a quella di una Tesla 70D anche se non paragonabile a quella della Roadster. Un primo difetto balzato subito all'occhio è stata la scarsa visibilità posteriore, comunque compensata dall'attivazione della retrocamera. Pollice in su per la silenziosità della vettura, anche alle alte velocità. Giudizi positivi, anche se non eccellenti, per Tom Moloughney di InsideEV.

Tesla, bancarotta?

Il bilancio di Tesla sarebbe in condizioni pietose. A tal punto che nell'arco di alcuni mesi potrebbe o dovrebbe condurre alla bancarotta del produttore delle auto elettriche. A dichiararlo al portale statunitense di finanza MarketWatch è John Thompson dell'hedge fund Vilas Capital Management. Un'analisi impietosa nei confronti di una delle società che fa più sognare in tutto il mondo. Non si registra fino a questo momento alcuna replica del suo fondatore Elon Musk e non è affatto così scontato che prenda posizione rispetto a questa analisi. Quel che è certo è che le condizioni economiche di Tesla non siano mai state così brillanti. Ma si tratta di una realtà in continua evoluzione che in qualche modo sfugge alle tradizionali logiche di valutazione.

Il ragionamento che sta alla base del pensiero di Thompson è chiaro: le aziende devono fare utili e Tesla non li fa. E stando ai dati che ha snocciolato non ci sarebbe altra conclusione che l'abbassamento della saracinesca. Non ci sarebbe appunto perché, come precisa, Musk potrebbe sempre estrarre la soluzione dal cilindro, anche se a oggi non si vede. Il problema sarebbe proprio nei numeri e non nell'immobilità di una società che sembra invece non arrestarsi in termini di inventiva e creatività. In termini di capitalizzazione di mercato, fa notare l'esperto, Tesla vale il doppio di Ford, che lo scorso anno ha prodotto 6 milioni di auto e ha incassato profitti per 7,6 miliardi di dollari.

Peccato solo che nello stesso arco di tempo la società di Elon Musk sia stata in grado di produrre 100.000 auto elettriche, tutte straordinariamente apprezzate all'inverosimile dai suoi acquirenti che hanno versato generosi anticipi per mettersi alla guida, ma esibirebbe perdite da record da due miliardi di dollari. E a proposito di liquidità di cassa, se Ford ha 12 miliardi di dollari, Tesla potrebbe ritrovarsi senza un dollaro nell'arco di pochi mesi. Da qui la previsione nefasta di Thompson.

Ma Tesla non sta a guardare: aggiornamento Tesla Maps per il navigatore satellitare

E a dimostrazione di come Tesla sia una realtà attiva, ecco l'annuncio del rilascio di un nuovo aggiornamento Tesla Maps per il navigatore satellitare. Ad annunciarlo è stato lo stesso Elon Musk in un tweet di risposta ("New nav starts rolling out this weekend. Should be considered a mature beta at first, so won't be perfect, but will improve rapidly. With the old system, we were stuck with legacy 3rd party black box code and stale data. No way to improve") a chi segnalava l'esistenza di problemi.