Assicurazione obbligatoria con prestiti e finanziamenti, regole aggiornate sentenza Cassazione

La decisione dei giudici: la polizza assicurativa accessoria al finanziamento concorre a determinare il tasso di usura quando sia obbligatoria e non facoltativa.

Assicurazione obbligatoria con prestiti

Si rileva costo della polizza abbinata

La conferma è arrivata da una ordinanza della Corte di Cassazione: il costo della polizza assicurativa accessoria al finanziamento rientra nel concetto di spesa ai fini della determinazione del tasso usurario. Di conseguenza, in caso di superamento della soglia di riferimento, il contratto di finanziamento è da considerare nullo. La questione del finanziamento ovvero del costo della polizza abbinata rileva ai fini dell'usura è da tempo al centro dell'attualità perché le polizze assicurative abbinate a mutui e finanziamenti di banche e altri intermediari rappresentano da tempo una tendenza sempre più diffuso nel comparto del sostegno della garanzia del credito.

Costo della polizza abbinata rileva ai fini dell'usura

Secondo i giudici, la polizza rappresenta una voce che incide sul computo del tasso di interesse. E lo è per una chiara ragione: è uno strumento di tutela a esclusivo interesse della società per un eventuale inadempimento del cliente. L'ordinanza si è resa necessaria in seguito al ricorso in appello di una società finanziaria che non è andato evidentemente a buon fine perché la Corte di Cassazione ha riconosciuto l'interesse del privato. In realtà, già i giudici di secondo grado avevano affermato il principio che il costo della polizza assicurativa accessoria al finanziamento rientrasse nel concetto di spesa ai fini della determinazione del tasso usurario e che di conseguenza era stato conteggiato dal Tribunale.

Per i giudici di merito valeva il principio la nullità del contratto in funzione del superamento della soglia del tasso. Andando in questa scia, i giudici di merito della Cassazione hanno ritenuto uno stretto collegamento tra polizza e finanziamento nel senso che la prima era necessaria per ottenere la somma richiesta dal cliente. Stando infatti alle norme in vigore e richiamate dai togati, per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.

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di Luigi Mannini pubblicato il