Mercati finanziari, focus weekly 22 Gennaio. E quadro medio-termine

Sul mercato delle valute l'euro rimane sempre forte nei confronti del dollaro, anche se nel breve non sono escluse prese di beneficio.

Mercati finanziari, focus weekly 22 Genn

Nuovi rialzi, dopo consolidamento


Il quadro e le previsioni per questa settimana, con lo shutdown Usa e le reazioni possibili della Fed e della Sec, ma anche le attese su diversi strumenti finanziari nel medio termine.
 

La tendenza si sta delineando con sempre maggiore chiarezza: si va verso il rialzo e anche per il Ftse Mib, il principale indice azionario della Borsa italiana, le aspettative sono di una ripresa degli acquisti. La stessa frenata di inizio non deve sorprendere o lasciare immaginare scenari differenti da quelli prospettati, se non altro perché non ha accusato flessioni di rilievo. Ma è naturalmente che la questione va inquadrata in un un contesto più generale ovvero occorre attendere le decisioni assunte dalle banche centrali e in particolare le scelte del board della Bce, dalla quale sembrano dipendere troppi destini.

Verso nuovi rialzi

Di interessante ci sono anche la valutazioni del trader Pietro Origlia, intervistato da trend-online.com, secondo cui sul mercato delle valute l'euro rimane sempre forte nei confronti del dollaro, anche se nel breve non sono escluse prese di beneficio. Tra i titoli interessanti segnala Moncler col break dei 26.50 euro, Interpump oltre la soglia dei 30 euro e Amplifon che con la tenuta dei 13.70 euro dovrebbe riprendere il suo trend rialzista. Su cosa scommettere? Altri analisti invitano a puntare sulle small cap Usa e i mercati strutturati come quelli europei e giapponesi. Nessun riferimento ai Paesi emergenti, anche perché la lenta e costante crescita, affiancata a un'inflazione moderata non può che contribuire al rialzo del trend dei mercati. In ogni caso le valutazioni sono inferiori al fair value del livello dei tassi di interesse.

Quali previsioni

Prima di lanciarsi in previsioni, è utile tenere conto di alcune variabili, come l'aumento dell'inflazione, il cambiamento di indirizzo delle Banche centrali, il ritorno ad una volatilità normale, la riforma fiscale statunitense, il risultato delle negoziazioni del North American Free Trade Agreement ovvero l'Accordo nordamericano per il libero scambio, i possibili nuovi record delle assicurazioni legate ai cat-bond ovvero le cosiddette obbligazioni-catastrofe. Da una parte quest'anno può rivelarsi soddisfacente sotto il profilo degli asset a rischio, ma allo stesso tempo è sempre consigliabile adottare la giusta cautela ovvero evitare di compiere quel fatidico passo più lungo della gamba.

L'azionario potrebbe essere una carta da giocare perché sono migliorate le dinamiche di mercato. Ma anche in questo caso non manca l'invito alla produzione poiché gli investitori sono ottimisti, ma non euforici. C'è poi chi suggerisce la strada dell'esposizione ciclica per via della solidità dei dati macro, dei rendimenti obbligazionari più elevati a seguito di una politica monetaria gradualmente più restrittiva, dei prezzi delle materie prime stabili o in aumento. Ma anche chi fa notare che negli ultimi anni siamo stati rialzisti sull'euro e sugli asset europei, sostenendo che i mercati abbiano sottostimato le basi forti della crescita europea preoccupandosi dei problemi politici e strutturali. Le condizioni finanziarie in Europa hanno ben aderito al mercato immobiliare solo intorno al 2014 e dovrebbe continuare a fornire un vantaggio per la crescita e i mercati nella regione.

Borsa Italiana nel 2018

Iniziano le previsioni per il mercato nel 2018 e in modo particolare per quello italianio che esce da una crescita sostanziale dell'indice principlae di riferimenrto FTSE MIB del +18% la migliore in Europa e che non accadeva dal 2009.

Ora gli analisti per il 2018 si dividono tra chi è preoccupato per le prossime elezioni, il blocco parziale del QE e i deiti delle banche che potrebbero avere delle ricadute sul nostro mercato, e consigliano di tenersi lontano. E chi, invece, è pronto di nuovo ad investire, ritenendo che le elezioni, come si è giò visto con l'usicta della Grande Bretagna dall'Ue o dalle stesse elezioni in Germania che hanno creato una fase di stallo, non sono così sentite dai mercati al momento

Chi è più favorevole sono gli analisti di Unicredit, soprattutto nei primi 6 mesi dell'anno con un indice di riferimento che dovrebbe crescere fino a 25.500 per poi chiudere a 24.500. Per Credit Suisse, invece, si fa riferimento al fatto che  siè ancora ontani dai massimi assoluti e che le azioni sono ancora a buon mercato. Certo, si devono risolvere i sliti problemi strutturali a cui si aggiunge quello delle banche

Questo sono le analisi per il mercato azionario, ma come cercare alcuni investimenti più tranquilli e sicuri e con quale rendimento possibile?

Investimenti relativamente più tranquilli nel 2018

E poi come cercare di guadagnare qualcosa dai propri risparmi senza rischiare? Ci potrebbe essere un lento ritorno sui Btp e buoni di Stato, ma anche sulle Poste che hanno appena emesso di buoni fruttiferi con un valore di 3 anni allo 0,70 proprio per fare concorrenza ai Btp. E ai conti depositi senza promozioni. (da tenere d'occhio, comunque, come vedremo quelli in protezione)

Dove investire per trovare valore? Su quali obbligazioni e azioni per il 2018? Una premessa è d'obbligo: rispetto al recente passato, i segnali che arrivano sono moderatamente positivi: l'inflazione è aumentata, la crescita italiana è realtà. Tuttavia non si può fare a meno di ricordare come una spinta decisiva sia arrivata dal quantitative easing a firma della Banca centrale europea, l'acquisto massiccio di titoli di Stato per aiutare la ripresa economica con l'immissione di una montagna di liquidità, anziché da una ripresa strutturale. In questo contesto c'è allora chi suggerisce di puntare su portafogli meno convenzionali e meno liquidi rispetto a quelli più volatili.

Rispuntano i Btp

Succede che le banche italiane mettono in conto una stretta della Banca centrale europea e ne accelerano la vendita prima che Francoforte annunci in autunno una probabile riduzione degli acquisti, con il rischio di effetti negativi su prezzi e rendimenti. I timori di una stretta hanno così spinto i rendimenti sui Btp decennali al massimo annuale del 2,33%, ora sceso poco sotto 2%. Lo spread con il Bund oscilla su 157 ma secondo esperti e analisti potrebbe risalire a 190 entro fine anno. In questo quadro si inseriscono allora i suggerimento di Rose Ouahba, responsabile Fixed Income di Carmignac, che alza il pollici nei confronti del Btp con una cedola del 2,2% con scadenza nel 2027 e i titoli di Stato greci con cedola al 4,75% con scadenza nel 2019.

Il trend, si badi bene, non è solo italiano. A giugno in Europa le vendite sono ammontate a 46 miliardi di euro, portando il saldo da inizio anno a 257. I dati sono coerenti con l'idea che gli investitori domestici stanno riducendo le loro partecipazioni nel debito sovrano e mettono quanto incassato nei conti di Bankitalia. Che le banche stiano ricomponendo i portafogli emerge dagli Stati patrimoniali: da inizio anno Ubi, ha ridotto il portafoglio da 16,5 a 11,9 miliardi di euro mentre l'esposizione del gruppo Intesa verso lo Stato, assicurazioni incluse, è scesa da 86,5 a 84,5 miliardi di euro nonostante l'acquisto delle banche venete. Nell'ultimo trimestre Banco Bpm ha ceduto titoli italiani per 2,7 miliardi di euro. Secondo i dati di Bankitalia lo stock di titoli di Stato in pancia alle banche italiane ammonta, a fine giugno, a 365,8 miliardi di euro.

Obbligazioni, azioni e portafoglio 2018

Poi ci sono i suggerimenti dell'esperto Alessandro Magnoli Bocchi, secondo cui è saggio concentrarsi sulla protezione del capitale, accettare minori rendimenti attesi in cambio di una minore volatilità, privilegiare un orizzonte pluriennale, accettare un'alta correlazione tra i prezzi degli attivi e una volatilità maggiore, aumentare gli investimenti alternativi anche nel settore immobiliare. E poi, solo il 60% degli attivi andrebbe mantenuto liquido mentre il restante dovrebbe essere illiquido. Il portafoglio nello spazio liquido dovrebbe privilegiare obbligazioni per il 25% e titoli azionari per il 20% rispetto a commodities per il 10% e cash per il 5%. In quello illiquido, la distribuzione in investimenti alternativi dovrebbe essere suddivisa in parti uguali tra settore immobiliare e società non quotate su mercati regolamentati.

Conti deposito attese

I conti deposito dovrebbero beneficiare di un rialzo dei tassi anche se non certamemente sarà molto forte nel 2018, al massimo uno 0,50%. Certo, con un Qe minore, potrebbero essere anche di più i soldi richiesti dalle banche e quindi aumentare i tassi, ma non è assolutamente detto. Occorre verificare di ese in mese le offerte migliori e soprattutto cercare di usarli solo per cifre limitate e quando se ne ha bisogno e meglio di una durata di 3-6 mesi.

Tra le migliori offerte di conti deposito attuali segnaliamo quelle di:

  1. Conto Arancio Ing Direct;
  2. Conto Facto di Banca Farmafactoring;
  3. Conto Rendimax di Banca Ifis;
  4. Conto Widiba di Banca Widiba.

Conto Arancio Ing Direct, in promozione, garantisce a tutti i clienti titolari anche di Conto Corrente Arancio un rendimento lordo del 2% sugli importi vincolati per 6 mesi. Trascorsi i primi sei mesi, si avrà un rendimento prefissato al netto della ritenuta fiscale del 26%. In caso di chiusura anticipata del vincolo sarà riconosciuto il tasso base dello 0,10%, senza penali. Questo genere di conto corrente non prevede spese di apertura e chiusura del conto stesso.

Conto Facto di Banca Farmafactoring garantisce, invece, un rendimento dell’1% su somme depositate per 12 mesi, non prevede spese di apertura e chiusura conto, non prevede il pagamento dell’imposta di bollo che è a carico della banca, non permette l’estinzione anticipata e l’importo minimo vincolabile con Conto Facto e Conto Facto Plus è fissato a 5.000 euro.

Conto Rendimax di Banca Ifis, conto deposito che può essere aperto direttamente online, non prevede alcuna spesa di gestione, ha il pagamento dell'imposta di bollo a carico della banca e prevede rendimenti per investimenti vincolati a tre mesi dello 0,8%, per vincoli a 6 mesi dello 0,9%, per vincoli a 12 mesi del'1,3%, per vincoli a 24 mesi dell'1,7%, per vincoli a 48 mesi del 2%.

Banca Widiba propone Conto Widba, conto deposito che non prevede alcuna spesa di gestione ma prevede il pagamento dell'imposta di bollo a carico del cliente. E' prevista la liquidazione degli interessi Posticipata trimestrale o alla scadenza del vincolo e non sono previsti limiti minimi e massima di giance. Questo conto garantisce per vincoli a tre mesi tassi di rendimento dello 0,7%, per vincoli a sei mesi dello 0,9%, per vincoli a 12 mesi dell'1,1%, per vincoli a 24 mesi dell'1,5%.