Banche e conti correnti 2017 più sicuri e rischio Maggio-Giugno: nuova analisi migliori banche da analisi Bocconi

Banche solide e banche a rischio fallimento: la situazione aggiornata sulla base degli ultimi report.

Banche e conti correnti 2017 più sicuri

Banche a rischio fallimento Bail in


Anche nei prossimi mesi di maggio e giugno l'attenzione per il sistema delle banche italiane è alta. Da una parte i risparmiatori sono alla ricerca di quelle più solide e meno a rischio fallimento. Dall'altra la questione si interseca inevitabilmente con le migliori proposte di conti correnti. E in questo contesto si moltiplicano le analisi e gli studi alla ricerca delle soluzioni più affidabili. Più facile a dirsi che a farsi alla luce di un mercato che, mai come in questo periodo, è instabile e incerto.

Banche e conti correnti 2017: nuova analisi migliori banche da analisi Bocconi

Ed è perciò interessate la nuova analisi dell'Università Bocconi per L'Economia del Corriere sulla base dei bilanci 2016. La prima graduatoria sulla stabilità delle banche è stilata sulla base del Cet1 ovvero del rapporto fra il capitale di qualità e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni:

  1. Bper 13,80%
  2. Credem 13,70%
  3. Intesa Sanpaolo 12,70%
  4. Banco Bpm 12,30%
  5. Mediobanca 12,27%
  6. Credito Valtellinese 11,78%
  7. Unicredit 11,49%
  8. Ubi Banca 11,48%
  9. Cariparma 11,40%
  10. Banca Carige 11,40%
  11. Popolare di Sondrio 11,09%
  12. Deutsche Bank 9,25%
  13. Mps 8,17%

Il secondo elenco sulla solidità delle banche tiene invece conto del Total capital ratio, il rapporto fra il patrimonio totale e le attività ponderate per il rischio, dai crediti alle partecipazioni:

  1. Intesa Sanpaolo 17,00%
  2. Mediobanca 15,74%
  3. Bper 15,21%
  4. Credem 15,20%
  5. Unicredit 15,08%
  6. Deutsche Bank 14,43%
  7. Ubi Banca 14,10%
  8. Banca Carige 13,80%
  9. Popolare di Sondrio 13,58%
  10. Cariparma 13,30%
  11. Credito Valtellinese 13,02%
  12. Mps 10,40%
  13. Banco Bpm non disponibile

Conti correnti, i costi calano da 85 a 77 euro

In questo contesto di banche solide e banche a rischio fallimento, la gestione dei conti correnti bancari diventa comunque meno onerosa. Bankitalia rileva come la spesa effettiva di gestione di un conto corrente rappresentativo sia stata mediamente pari a 85 euro nel periodo 2010-2015 e a 77 euro nel 2015, ultimo anno di osservazione. La spesa di gestione è diminuita quasi senza interruzione tra il 2010 e il 2015, in media del 3,4% l'anno. La contrazione è attribuibile in gran parte alla diminuzione degli oneri fissi e ai minori canoni annui. Vi ha contribuito anche il calo degli oneri variabili, che riflette soprattutto la diminuzione del costo medio unitario delle operazioni. Quest'ultimo effetto, si legge ancora nel documento, ha più che bilanciato l'aumento del costo medio dovuto alla crescita dell'operatività della clientela.

Nel quinquennio, prosegue la Banca d'Italia, le spese effettive di gestione riferibili ai conti di più recente apertura si sono ridotte più della media. Ciò riflette soprattutto la diversa composizione del paniere di servizi bancari utilizzati in questi conti; vi contribuiscono anche offerte commerciali vantaggiose per acquisire nuova clientela. Nel periodo di osservazione, infine, l'Isc - l'Indicatore sintetico di costo - risulta significativamente superiore alla spesa effettiva media (157 contro 85 euro). Anche le variazioni dei due indicatori risultano non strettamente collegate.