Aumento bolletta Tim: tariffe rincaro del 10%

Il ritorno alla fatturazione mensile potrebbe avere come prima conseguenza l'aumento delle tariffe. Ma intanto Tim prepara la svolta sui diritti del calcio.

Aumento bolletta Tim: tariffe rincaro de

Nuove tariffe con Tim


Il cerchio sembra chiudersi alla perfezione e nella maniera meno auspicata dagli utenti, ma comunque prevedibile. Tim avrebbe già preventivato di aumentare le tariffe della linea fissa, ma anche di Adsl e fibra ottica di circa il 10%. La ragione è presto detta: il ritorno alla fatturazione mensile con l'abbandono di quella a 28 giorni. Con la tempistica a quattro settimana, l'operatore telefonico riesce infatti a incassare 13 anziché le tradizionali 12 mensilità così tanto contestate, con un ricavo maggiore di circa l'8,6%. Si tratta di una cifra a cui non vuole evidentemente rinunciare. Per compensare, decide così di scegliere la strada più semplice e incontestabile. In un regime di libera concorrenza e sempre nel rispetto delle garanzie degli utenti in termini di recesso, può infatti muoversi con la massima autonomia nell'aumentare o far calare le tariffe.

Nuove tariffe con Tim

La questione della fatturazione ogni 28 giorni sta tendendo da tempo impegnati il garante, le associazioni dei consumatori e gli stessi gestori telefonici. La contestazione mossa è chiara: le bollette ogni quattro settimane non sono altro che un modo poco trasparente per aumentare i prezzi, generando confusione tra gli stessi consumatori. A fronte di un continuo tira e molla passato da multe comminate dall'Agcom e ricorsi dal giudice amministrativo da parte degli operatori, l'amministratore delegato di Telecom si sarebbe detto favorevole a un ritorno al passato così come a farsi mediatori con gli altri gestori. In cambio di alcune tutele ovvero l'intervento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per scongiurare la fuga dei clienti in seguito al rimescolamento delle posizioni dovuto alla rivisitazione delle tariffe.

Il tutto, non dimentichiamolo, avviene nel trend di un aumento generalizzato degli stessi costi per gli utenti. A essere coinvolti in questa vicenda sono il telefono fisso (non le linee mobile dei cellulari), Adsl e fibra ottica da una parte, le televisioni satellitari dall'altra. Un passaggio centrale, se non dovesse essere trovata la quadra considerando che l'Agcom non sembra intenzionata ad accogliere le richieste e chiede alla politica il permesso di sanzionare in misura ben più salata, è rappresentato dalla sentenza del Tar del Lazio. La decisione non arriverà prima di febbraio (nel frattempo ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dagli operatori telefonici) ovvero con la manovra già definita e approvata a una campagna elettorale ormai nel vivo. Resta da scoprire se la netta posizione di contrarietà alla fatturazione ogni 28 giorni espressa dal ministro dello Sviluppo Economico avrà qualche seguito.

Intanto Tim si allea con Canal+

Il business di Tim comprende da tempo l'entertainment, ma il salto di qualità non è ancora arrivato. La chiave del successo così tanto inseguito potrebbe arrivare dall'alleanza con Canal+. Ma se la sfida per impensierire i grandi player del settore appare decisamente proibitiva e comunque non a breve termine, la svolta potrebbe arrivare con il calcio. L'asta per i diritti televisivi - argomentano gli esperti - potrebbe rappresentare la chiave di volta ovvero la porta attraverso cui Tim potrebbe recitare una parte da protagonista. I tempi sono ormai prossimi e l'accordo raggiunto con Canal+ andrebbe letto proprio in quest'ottica. La joint venture prevede la presenza di Tim con il 60 per cento e di Canal+ al 40 per cento nel contesto di un consiglio di amministrazione composto da 5 membri, di cui 3 espressi da Tim e 2 da Canal+.