Bolletta 28 giorni: deve rimanere per mobile per operatori telefonia. Vantaggi utenti

Vodafone a sorprese decide di tornare a 30 giorni di fatturazione della bolletta, ma continua a rimanere aperta la partita della fatturazione delle bollette da parte delle Tlc. Asstel non intende fare passi indietro e difende il libero mercato.

Bolletta 28 giorni: deve rimanere per mo

Asstel: sì alle bollette ogni 28 giorni


E come avevamo scritto ieri nonostante la decisione di Vodafone, che però non er già chiaro se fosse per il fiusso e per il mobile, gli altri operatori sono tutti contrari e parlando che a 28 giorni la bolletta deve rimanere per i cellulari e il telefono mobile. Ache perchè ci sarebbro vantaggi per gli utenti

Lo scontro sulle bollette a 28 giorni è destinato a durare nel tempo perché nonostante i tentativi di mediazione, nessuna delle parti sembra intenzionata a fare un passo indietro almeno sul mobile.
Vodafone, infatti, annuncia il cambio da 28 giorni a 30 come prossimo, un ritorno alla veccia fatturazione, ma non si capisce se sarà solo su lina fissa e dati o anche cellulari. E poi cosa succederà per i rimborsi e cosa faranno tutti gli altri operatori.
C'è l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che non intende accogliere le condizioni che gli operatori telefonici avrebbero posto per ritornare alla fatturazione mensile ovvero prevedere disposizioni per evitare la possibile fuga dei consumatori provocata da un paventato aumento dei prezzi e la richiesta a pioggia di rimborsi. Dall'altra ci sono gli stessi gestori che non solo intendono andare avanti per la propria strada senza rinunciare ai ricavi preventivati. Ma invitando ad aspettare la sentenza di febbraio del Tar del Lazio sulla vicenda, tenendo ben presente che in via cautelare è stata accolta la richiesta di sospensiva.

Vodafone ritorna alla fatturazione ogni 30 giorni, con precisazione.

In una intervista appena rilasciata al Corriere della Sera, l'amministratore delegato Bisio ha spiegato che per la fatturazione si ritornerà ai 30 giorni al mese. Non ha specificato se solo sul fisso, o anche sul mobile, perà, ha ammesso che l'errore fatto è stato quello di una mancanza di trasperenza nei confronti dei clienti, che l'informazione doveva esere data in modo più chiaro. Ora c'è da rievdere per il ritorno alla precdente forma l'organizzione interna e altre forme, ma ha promesso che si farà in fretta. 

Asstel: sì alle bollette ogni 28 giorni

Ma non sembrano tutti d'accordo, soprattutto sui celulari e a rincarare la dose è Asstel, il ramo di categoria di Confindustria che si occupa del comparto, la cui presa di posizione è chiara: intervenire con un obbligo legislativo sui prezzi, così come quello paventato dal ministro dello Sviluppo economico, porterebbe in un quadro normativo di dubbia compatibilità con quello europeo. In discussione, come più volte ribadito dall'Agcom, non è la libera facoltà degli operatori telefonici di alzare i prezzi in un regime di concorrenza sul mercato. Ma di mascherare questa azione con una tempistica differente per l'invio della bolletta. Succede infatti che alla fine dell'anno, i consumatori si trovano a pagare 13 mensilità anziché 12 senza quasi accorgersene. A conti fatti, l'aumento medio calcolato è di circa l'8,6%. Per Asstel è tuttavia fondamentale il mantenimento della libertà di determinare le condizioni di offerta dei servizi.

Cosa succederà adesso con le bollette a 28 giorni per gli utenti

Lo scontro tra il settore delle telecomunicazioni e il resto del mondo sulla fatturazione a 28 giorni di linea fissa, Adsl, fibra ottica e pay TV è dunque destinato a durare ancora per un po'. In mancanza di accordi, la soluzione è pronta per essere trovata per via legislativa, direttamente nella manovra o con un emendamento al decreto fiscale. Mentre Asstel, come abbiamo appena visto, difende come comportamenti legittimi quelli delle compagnie che hanno scelto di passare alla bolletta ogni quattro settimane ma si dice disponibile al dialogo ed eventualmente a un incontro, a chiarire la posizione dell'esecutivo è il ministro dello Sviluppo economico. Il cambio delle scadenze della bollette, che porta a un aggravio dei costi, dice Calenda, è una pratica commerciale scorretta, da vietare per legge con una norma retroattiva.

La sanzione delle passate condotte spetta alla valutazione dell'Agcom, che ha un procedimento aperto sul tema e incassa l'auspicio dell'esecutivo affinché i consumatori siano rimborsati. Questo però potrebbe essere tema che spetta all'Antitrust, che vigila sul rispetto del diritto di recesso e in passato proprio sul punto ha già multato alcuni operatori. Se la misura non dovesse trovare posto nella manovra sono già pronti diversi emendamenti dei senatori al decreto fiscale collegato alla manovra. Le proposte intervengono sulla legge che ha istituito le authority prevedendo il divieto per tutti i settori soggetti ad authority indipendenti, di emettere fatture a 28 giorni, in modo non solo da fermare chi già lo fa, ma anche per evitare che altri vengano tentati dall'idea.

I vantaggi spiegati dagli società telefoniche

Il vantaggio che le varie società stanno cercando di spiegare ai parlamentari per bloccare la legge, secondo le vaie fonti, è che i 30 giorni o 31 rischiano di far sforare l'utente nei limiti a consumo di ogni piano, per le telefonate, sms ma soprattutto per i giga della navigazione online.
Questo rischio non avviene se il rinnovo viene fatto ogni 28 giorni. E ricordano che quando si finiscono i giga o le telefonate quelle al di fuori del piano costano davvero tanto. Ed, è, dunque un vantaggio, secondo questo ragionamento degli operatori, per gli utenti aver portato a 28 giorni la fatturazione e il rinnovo della bolletta o della ricarica.
C'è un aumento è vero di circa l'8,6%, ma questo è giustifiato dal fatto che si hanno in dote più Giga, minuti ed sms che possono essere spesi dall'utente stesso.