Bolletta da 1300 euro a negozio sfitto. E in tutta Italia aumenti non chiari. Come difendersi

Come difendersi nel 2019 dalle bollette pazze ovvero dagli aumenti impropri applicati dalle società che gestiscono luce e gas?

Bolletta da 1300 euro a negozio sfitto.

Aumenti bollette 2019 ingiustificati, i motivi

È possibile che il proprietario di un negozio sfitto possa ricevere una bolletta della luce superiore ai 1.300 euro? La risposta è drammaticamente affermativa la vicenda di Finale Ligure non risale a tempi lontani ma a questo 2019. Di conseguenza scatta la domanda in cerca di risposte: come difendersi dalle bollette pazze ovvero dagli aumenti impropri applicati dalle società che gestiscono luce e gas?

Aumenti bollette 2019 ingiustificati, i motivi

La vicenda è stata portata al centro dell'attenzione dal Movimento Consumatori Savona. Il negozio sfitto, esattamente una salumeria, ha ricevuto la bolletta della luce per un consumo mai effettuato perché il sistema di conteggio aveva fatto riferimento ai consumi storici di un'attività (già chiuso). Stando alle norme 2019, avallate dall'Autorità di garanzia per l'energia elettrica e per il gas, la lettura del contatore deve avvenire almeno una volta all'anno e si può procedere alla quantificazione della bolletta secondo i consumi stimati e non reali nel caso non sia stata impossibile la lettura del contatore.

E l'intenzione sembra anche apprezzabile: la facilitazione nella quantificazione dei consumi e l'emissione delle bollette con il calcolo presuntivo dei consumi rilevati dal fornitore.

Il punto, come fa notare l'associazione a tutela dei consumatori, è che questo sistema dovrebbe essere utilizzato in casi particolari e non in maniera così ripetuta. Ecco allora che il Movimento ricorda il caso di una signora vedova a cui è stata recapitata una bolletta di quasi 1.000 euro per il consumo bimestrale del gas sulla base di consumi presunti sballati. E basta poco per scoprirlo: abita sola in una casa di 60 metri quadrati.

Come difendersi dalle bollette pazze di luce e gas

Di positivo c'è che, in caso di errore, i gestori di energia procedono al rimborso delle pagate dai clienti per le bollette pazze di luce e gas. Ma è positivo solo fino a un certo punto perché occorre appunto prima pagare e gli importi, come abbiamo visto, sono spesso altissimi. Come difendersi? Ricorrendo all'Autorità di garanzia per l'energia elettrica e per il gas o, ancora prima, inviando una lettera di reclamo alla società fornitrice con tutte le informazioni utili. Dalla data di ricezione del reclamo, la società ha 40 giorni per rispondere.

Se non rispondere occorre rivolgersi all'Autorità di regolazione per l'energia, le reti e l'ambiente (Arera) affinché avvii la procedura di conciliazione entro un anno dall'invio del reclamo. Nel caso di rifiuto della società a riconoscere l'errore, rimane la carta del giudice di pace per far valere le proprie ragioni.

Oppure cercare assistenza presso le associazioni dei consumatori. Lo stesso Roberto De Cia, presidente Movimento Consumatori Savona, ricorda di aver già scritto una lettera di segnalazione all'Autorità di garanzia per l'energia elettrica e per il gas e ai presidenti delle commissioni parlamentari che si occupano di tutela dei consumatori affinché cessi questa pratica da parte delle azienda che evidentemente non funziona perché dalla straordinarietà si è passati alla regola.

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di Marianna Quatraro pubblicato il