Bolletta da oltre 13mila euro, ma la casa era vuota. I motivi e decisione su pagamento

I protagonisti sono gli eredi di una utenza per la fornitura di gas per immobile residenziale. Si sono visti recapitare una bolletta di 13.445 euro.

Bolletta da oltre 13mila euro, ma la cas

Casa disabitata, ma bolletta da capogiro


Si tratta della classica sentenza che nel tempo rappresenterà un fondamentale precedente per altri casi simili. Il Tribunale di Grosseto si è infatti pronunciato sulla delicata materia delle bollette per il consumo energetico. E lo spunto è arrivato dal ricorso di un cittadino che si è visto recapitare una fattura da 13.000 euro. Una cifra certamente esagerata in un contesto domestico, ma che diventa ancora più incredibile pensando a un dettaglio decisivo: in quella abitazione non vive nessuno. Inevitabile allora per i protagonisti di questa vicenda cercarne giustizia per scongiurare il danno e la beffa. E il giudice, come vedremo a breve, gli ha dato ragione con una decisione a cui la società gestrice è adesso chiamata a dare seguito.

Casa disabitata, ma bolletta da oltre 13.000 euro

Entrando allora nel dettaglio della vicenda, i protagonisti sono gli eredi di una utenza per la fornitura di gas per immobile residenziale. Si sono visti recapitare una bolletta di 13.445 euro a conguaglio dell'interruzione del precedente rapporto contrattuale. Come premesso, al di là dell'importo certamente elevato, a sorprendere è la circostanza per cui l'appartamento è stato disabitato perché l'anziano proprietario aveva deciso di trascorrere altrove gli ultimi anni di vita. E il tutto, altro particolare di cui tenere conto e stando alla ricostruzione dei fatti di Confconsumatori che ha tutelato gli interessi degli eredi, senza che la società fornitrice del servizio abbia accettato di fornire chiarimenti su questa bolletta da 13.000 euro.

Davanti al giudice hanno così fatto valere le loro ragioni dimostrando che il defunto proprietario non aveva occupato l'appartamento destinatario della fornitura. Non a caso le fatture emesse dalla società in quegli anni riguardavano solo i costi fissi e non quelli relativi a un consumo che non c'è mai stato. Come fatto notare da Confconsumatori, la società somministrante non ha allegato alcuna prova sull'erogazione effettiva del combustibile. E ancora: dinanzi all'intransigenza dell'azienda fornitrice, che non avrebbe reso i chiarimenti da loro richiesti per il tramite della sede provinciale di Confconsumatori, gli eredi sono stati costretti a promuovere l'azione di accertamento negativo di fronte al Tribunale di Grosseto.

In questo modo gli eredi hanno chiesto al giudice di fare chiarezza, specificando che la somma dovuta fosse di gran lunga inferiore a quella richiesta. E il tribunale ha dato loro ragione con una sentenza di condanna della società.