Bolletta a 28 giorni, rincari per tutti da inizio anno pur con modifica definitiva

Gli operatori hanno 120 giorni per adeguarsi alla misura. Se non lo fanno devono rimborsare 50 euro ogni cliente più 1 euro per ogni giorno che passa a partire.

Bolletta a 28 giorni, rincari per tutti

Bollette 28 giorni, si torna a 30


Dal Dl Fiscale blocco defiitivo per tutte le bollette a 28 giorni e si ritorna lalla fatturazione mensile. Ma nonostante questo ci si attende un aumento spalmato su 12 mensilità dall'anno prossio quando dovrebbe inizare anche se c'è tempo entro 120 giorni, 4 mesi.

Alla fine l'atteso provvedimento è arrivato: la fatturazione diventa obbligatoriamente ogni 30 giorni e non più ogni 28 per telefoni. Internet e pay TV, con l'esclusione di promozioni non rinnovabili. Il parlamento ha acceso il semaforo verde e la misura sarà inserita nella versione finale della manovra. Significa che l'applicazione è pressoché imminente ovvero può essere messa in conto sin dai primissimi mesi del prossimo anno. Ma siamo sicure che per i consumatori si tratterrà di un affare? Impossibile dirlo con certezza in via preliminare, ma il rischio concreto che dal punto di vista strettamente economico non cambi nulla è reale. Ricevere bollette ogni 28 giorni, così come è avvenuto fino a questo momento, significa per gli utenti pagare in un anno 13 fatture anziché 12. E per le aziende vuol dire incassare il media l'8,6% in più.

Cosa faranno adesso gli operatori?

A questi ricavi aggiuntivi difficilmente vorranno rinunciare e di conseguenza potrebbe e decidere di ritoccare le tariffe verso l'alto per compensare le mancate entrate preventivate. Naturalmente non ci sono ufficialità e solo i fatti potranno dimostrare se questo sospetto sarà fondato o meno. O magari si arriverà a una via di mezzo con un aumento dei costi ma l'affiancamento con l'attivazione di servizi finora a pagamento o nuove promozione. Tuttavia, il motivo del contendere, avviato con le indagini dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, non è mai stato la liceità degli operatori telefonici di aumentare le tariffe per cellulari, linee fisse, pay TV, Internet e o fibra ottica. In un regime di libera concorrenza possono naturalmente muoversi come meglio credono, calibrando i prezzi per cercare di aumentare il numero dei clienti e dunque il giro d'affari.

Il punto è che le bollette a 28 giorni non danno l'idea ai consumatori delle spesa (stipendi e pensioni sono corrisposti su base mensile) e la comparazione tra le proposte diventa più difficile.

E c'è il rimborso di 50 euro

Vala la pena far presente che gli operatori coinvolti delle nuove regole hanno a disposizione 120 giorni per adeguarsi alla misura. Se non lo fanno devono rimborsare 50 euro ogni cliente più 1 euro per ogni giorno che passa a partire dal termine di rimborso deciso dall'Agcom. La orma non è comunque retroattiva e di conseguenza nessun rimborso retroattivo è previsto per il pregresso. Ma su questo punto, Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, promette battaglia chiedendo che l'Agcom indennizzi i consumatori per il passato. E poi, attenzione alle eccezioni perché i gestori hanno sì l'obbligo delle bollette ogni 30 giorni, tranne che per i servizi promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore al mese e non rinnovabile, su base mensile o multipli del mese, così come indicato esplicitamente nel testo.

Infine, per convincere gli operatori ad adeguarsi, le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni per questo tipo di violazioni sono raddoppiate. Da adesso in poi, le multe iniziano da 240.000 euro e arrivano a 5 milioni di euro. Naturalmente continuerà ancora all'Autorità garante per le comunicazioni vigilare e comminare le sanzioni. Adesso tocca dunque agli operatori, che hanno l'obbligo di garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte precisando anche se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale, adeguarsi per tempo alle scadenze previste rispettando il termine fissato dei 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge che contiene la norma.