Call center rivoluzione: meno telefonate aggressive con il costo minimo per minuto

Con le nuove norme vengono introdotti il prefisso per le chiamate commerciali, quello per le indagini di mercato e quello semplicemente visibile e richiamabile.

Call center rivoluzione: meno telefonate

Call center: costo minimo per minuto


Grazie al costo minimo per minuto appena introdotto dal Governo le telefonate aggressive dei call center dovrebbero diminuire, in quanto non sarà più il numero di contratti chiusi ad incidere sullo stipendio ma solamente il tempo speso al telefono. Vediamo come funziona questa nuova legge che dovrebbe rivoluzione il settore, garantendo anche più diritti agli addetti ai call center.

Approvato il decreto che tenta di limitare le telefonate aggressive andando a incidere sui costi minimi per minuto, ovvero quanto un dipendente di un call center deve guadagnare come minimo. Si parte da 33 centisimi fino a 50 in base al livello, in media 42 centesimi.

Questo metodo di imporre in pratica una salario minimo garantito eviterà le aste al ribasso che non potranno quindi scendere sotto le tariffe indicate dalla legge, nei fatti, si spera, che ponga finda all'esigenza forsennata di chi vince un'asta al ribasso di dover poter contare a fine giornata il maggior numero di contratti stipulati e pertanto dovrebbero calmierarsi anche il numero di telefonate aggressive che ricevono quasi quotidianamente milioni di italiani.

Cosa cambia con le nuove norme

Il nuovo testo (Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di un prefisso unico nazionale per le chiamate telefoniche a scopo promozionale e di ricerche di mercato), nel caso di ottenimento del via libera finale, prevede un deciso allentamento delle disposizioni adesso in vigore. Più precisamente, nel caso di cambiamento di operatore telefonico, il gestore di partenza può ricontattare l'utente proponendogli una controfferta, anche se non dovrebbe più poter utilizzare il suo numero. Sparisce dunque il prefisso unico e, al contrario, ne spuntano più di uno: c'è il prefisso per le chiamate commerciali e c'è quello per le indagini di mercato e c'è quello semplicemente visibile e richiamabile. In buona sostanza significa che l'utente, richiamando, si troverebbe nella condizione di entrare in contatto con il call center ma a proprie spese.

In particolare, il comma 5 stabilisce che con l'iscrizione al registro si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili per fini di pubblicità o di vendita o per il compimento di ricerche di mercato. Ed è precluso l'uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal titolare del trattamento sulla base di consensi già rilasciati. Con una modifica introdotta dalle Commissioni di merito, sono stati mantenuti i consensi prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, per la fornitura di beni e servizi

E gli iscritti al registro delle opposizioni?

E gli iscritti al registro delle opposizioni che hanno seguito tutte le procedure per evitare di essere contattati? Come messo nero su bianco dall'emendamento, non cancella i consensi prestato ma solo quelli prestati nell'ambito di specifici rapporti contrattuali. Il testo originario, prima della modifiche proposte, prevede che tutti gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali fisse o mobili devono garantire la piena attuazione dell'obbligo di presentazione dell'identificazione della linea chiamante. All'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è assegnato il compito di individuare un codice o prefisso specifico per identificare in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate al compimento di ricerche di mercato e alle attività di pubblicità, di vendita o di comunicazione commerciale.

Gli operatori di call center devono provvedere ad adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center, anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni. La stessa Autorità è quindi chiamata a vigilare sul rispetto delle disposizioni.




Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il