Enel, allarme truffa. Svuotati realmente diversi conti correnti. Ecco come funziona

I truffatori fingono di essere addetti alle comunicazioni da parte di Enel energia in merito a un presunto rimborso a favore dei clienti.

Enel, allarme truffa. Svuotati realmente

Enel non chiede dati bancari

Sono proprio le società fornitrici di energia che vengono sfruttate come esce per cercare di truffare i clienti. Il tutto all'insaputa dei gestori, come nel caso di Enel, adesso tirata in ballo in seguito a nuove segnalazioni di a comunicazioni dal contenuto ingannevole. La tecnica utilizzata è sempre la stessa e ben nota ovvero quella dell'invio massivo di messaggi di posta elettronica, sfruttando l'intestazione e il logo della società originaria. E se il destinatario non presta la necessaria attenzione ecco che casca nel tranello. Si tratta infatti di un tentativo di raggiro mirato alla sottrazione illecita di dati personali e di dati relativi a carte di credito o carte di debito relati ai circuiti Visa, Mastercard, Maestro, Paypal.

Allarme truffa via email spacciandosi per Enel

In buona sostanza, con questi messaggi di posta elettronica, i truffatori fingono di essere addetti alle comunicazioni da parte di Enel energia in merito a un presunto rimborso a favore dei clienti. Di fronte a questa possibilità, salgono i livelli di attenzione e di interesse si viene invitati a clicca sul lin indicato. Tuttavia la pagina web alla quale si viene reindirizzati è un sito di phishing creato ad hoc. L'esempio tipico di email truffa riguarda quello con oggetto "Rimborso Enel luglio 2018 – 16.07.2018 14/07/2018 03:48:18", in cui data e ora sono naturalmente variabili.

Enel non chiede dati bancari o codici personali

In questo nuovo allarme truffa, Enel assicura di aver già avviato tutte le azioni necessarie per la tutela dei clienti e delle società del gruppo. La stessa società precisa come né il Gruppo Enel né società incaricate abbiano inviato mail che informano il cliente di un credito da riscuotere per la sua fornitura e che invitano a collegarsi al link presente nella mail. Le procedure aziendali - è il passaggio significativo da non perdere di vista per il futuro - non prevedono in alcun caso la richiesta di fornire o verificare dati bancari o codici personali attraverso link esterni.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il