Famiglia deve pagare bolletta da 12mila euro. Tutta la storia e norme nuove in vigore

L'importo richiesto alla famiglia è stato di 11.807,78 euro, una cifra spropositata per un consumo domestico. Ecco cosa è successo nel Frusinate.

Famiglia deve pagare bolletta da 12mila

Bolletta da incubo da 12.000 euro


Una famiglia deve pagare una bolletta da ben 12mila euro. I motivi e cosa è accaduto dopo, se è effettivamente stata pagata o meno. E le regole sui conguagli e le prescrizioni.
 

Cosa fareste se vi venisse recapitata una bolletta da 12.000 euro? Chiedereste spiegazioni? La paghereste? Chiamereste un medico per un pronto intervento in caso di infarto? Perché è quanto potrebbe realmente succedere, come dimostrato dalla disavventura che ha visto come protagonista una famiglia di Ripi, piccola cittadina della provincia di Frosinone, nel Lazio. La vita di tutti i giorni è stata infatti sconquassata dall'apertura della busta contenente la maxi bolletta. A inviare la fattura da saldare in tempi stretti era stata come al solito l'Acea, la multiservizi attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei settori dell'acqua, dell'energia e dell'ambiente, attiva in quel territorio.

Bolletta da incubo da 12.000 euro: la storia

Entrando nei dettagli, l'importo richiesto alla famiglia è stato di 11.807,78 euro, una cifra spropositata per un consumo domestico. Da qui la decisione di rivolgersi a un'associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, Codici, per fare luce sulla vicenda. E in effetti è bastato un semplice controllo per far saltare fuori l'anomalia: il contatore era guasto. In pratica la lancetta dei consumi girava alla velocità della luce, segnalando così consumi non reali. Ed è bastata la sua sostituzione per normalizzare la rilevazione dei consumi. Naturalmente l'importo indicato nella maxi bolletta è stato rivisto e la famiglia di Ripi è stata chiamata a saldare la giusta cifra, quella per il consumo reale di acqua per un normale utilizzo domestico.

Bollette prescrizione per non pagare

La buona notizia per gli utenti domestici e i piccoli imprenditori arriva sul versante bollette di luce e gas. La prescrizione per pagare cambia e, dopo il provvedimento preso dalla commissione Bilancio della Camera, si accorcia a soli due anni rispetto ai cinque previsti prima. Il nuovo termine vale anche per i rapporti tra distributore e venditore, con l'operatore del trasporto e con gli altri soggetti della filiera.

Queste nuove disposizioni entreranno in vigore dal primo marzo 2018 per quanto riguarda le bollette della luce e dal primo gennaio 2019 per quanto riguarda quelle del gas. Nei contratti di fornitura del servizio idrico, invece, la prescrizione di due anni vale solo nei rapporti con utenti domestici e micro imprese e scatterà dal primo gennaio 2020.

Le novità sulle bollette sia della luce che del gasi entreranno in vigore, come abbiamo già avuto modo di vedere, in maniera scaglionata per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico avrà 60 giorni di tempo, a partire dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2018, per definire le misure necessarie all'implementazione del sistema attuale in materia di tempistiche di fatturazione tra gli operatori della filiera dell'energia elettrica e il gas.

In caso di emissione di fatture a debito per conguagli riferiti a periodi maggiori a due anni, l'utente che ha presentato un reclamo ha diritto alla sospensione del pagamento. Ma solo nel caso in cui l'Autorità garante della concorrenza e del mercato abbia aperto un procedimento per l'accertamento di violazioni del codice del consumo, relative alle modalità di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli e di fatturazione.

Cambia prescrizione bollette luce e gas

La norma che cambia le regole della prescrizione, accorciandone i termini per la luce e il gas a tutto vantaggio dei consumatori domestici e dei piccoli imprenditori, dovrebbe essere approvata senza grandi problemi dunque e rientrare nella prossima legge di bilancio. Il via libero della commissione bilancio rappresenta infatti una garanzia sul fatto che il provvedimento non dovrebbe essere messo in discussione durante l’iter di approvazione in Parlamento.

Previsti tagli alla prescrizione quinquennale nei contratti di fornitura di energia elettrica, gas e acqua, di tre anni, prevedendo che il diritto al pagamento del corrispettivo si prescriva in due anni. Si tratta di una vera e propria boccata d'ossigeno per i cittadini che si vedono arrivare maxiconguagli anche dopo diversi anni. A beneficiarne saranno soprattutto gli utenti domestici e gli imprenditori per i quali i maxi conguagli rappresentano davvero un incubo.

Le norme approvate prevedono che in caso di emissione di bollette di conguaglio relative a periodi più vecchi di due anni, gli utenti che abbiano presentato reclamo hanno diritto alla sospensione del pagamento finchè non venga accertata la legittimità della condotta dell'operatore. In ogni caso, gli utenti avranno diritto, all'esito delle verifiche, di ottenere il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di conguaglio indebito entro tre mesi. Un provvedimento, quello della riduzione della prescrizione delle bollette a due anni che fa il paio con un altro analogo che va a vantaggio dei consumatori.